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"MIGLIORARE LA COMPETITIVITA' DELLE PMI NELL'ECONOMIA GLOBALE:
STRATEGIE E POLITICHE"

Riunione dei Ministri dell'Industria e dei Ministri incaricati delle FMI dei Paesi membri dell'OCSE

Conferenza Ministeriale organizzata dal ministero dell'Industria de1l'Italia e dall'OCSE
Bologna, 14-15 giugno 2000

a seguito della 14ma sessione del gruppo di lavoro sulle PMI dell'OCSE, che si terrà… a Bologna il 12-13 giugno 2000 e del Simposio sull'impresa organizzato a Bologna il 13 giugno 2000.

I. CONTESTO E OBIETTIVI

  1. i governi riconoscono oramai universalmente l'importanza delle Pmi e il loro contributo alla crescita economica, alla coesione sociale, all'occupazione e allo sviluppo regionale e locale. La globalizzazione e il cambiamento tecnologico aprono nuove prospenive affinchè le PMI accedano ai mercati stranieri e riducano i loro costi commerciali, ma comportano anche costi di transizione, nuove sfide competitive e rischi. In questo contesto, i raggruppamenti geografici d'imprese organizzate sotto forma di poli o distretti (quali i distretti italiani) possono svolgere un ruolo importante nell'assistere le PMI ad acquisire una dimensione mondiale ed a competere con successo, a livello internazionale, continuando a sfruttare le loro potenzialità locali.
  2. L'obiettivo della Conferenza è di:
    • Migliorare la conoscenza delle tematiche e delle politiche connesse alla competitività delle PMI nell'economia mondiale
    • Analizzare le sfide e le opportunita, identificare le "best practices", ed elaborare raccomandazioni pratiche nei settori considerati più imponanti per migliorare la competitività delle Pmi e incoraggiarle ad acquisire una dimensione mondiale. I principali settori sono i seguenti:
      l'innovazione, il commercio elettronico, i partenariati e i raggruppamenti d'imprese e poli, distretti territoria/locali. Saranno trattate tematiche orizzontali a carattere intersettoriale di primo piano, in particolare il finanziamento dell'integrazione delle PMI nel mercato globale, la riforma del quadro regolamentare ed amministrativo, la creazione di posti di lavoro.
    • Studiare i problemi e le sfide specifiche che le PMI devono affrontare nelle economie emergenti e nelle econoInie in transizione (e fino a un certo punto, nei Paesi in vita di sviluppo), e i progmmmi e gli strumenti disponibili a livello internazionale per rafforzare i partenariati tra le PMI dei Paesi membri dell'OCSE e dei Paesi non membri.
    • Trovare un accordo sulle iniziative dei poteri pubblici che possano aiutare le PMI ad acquisire una dimensione internazionale.
  3. Le conclusioni della Conferenza saranno presentate in un documento che potrà essere chiamato la "Carta di Bologna". Questa Carta sarà una dichiarazione ministeriale su come promuovere la competitività e la globalizzazione delle PMI a vantaggio di tutti i Paesi. Essa presenterà le raccomandazioni di politica e le iniziative concrete suggerite, comprese quelle proposte durante i quattro Workshop ed il Business Symposium. La Carta verrà preparata in anticipo rispetto alla Conferenza e sarà sottoposta in fase di preparazione ai Paesi membri e non membri ed alle varie strutture dell'OCSE incaricate della organizzazione della Conferenza. .

Il messaggio

  1. Tutti i Paesi hanno la possibilità di trarre vantaggio da una maggiore dinamica dei settore delle piccole imprese (non soltanto nel settore delle tecnologie di punta, ma anche in atri settori dell'industria e dei servizi). Per permettere alle PMI di adeguarsi alla nuove condizioni imposte dalle pressioni che subiscono a causa della globalizzazione, del progresso tecnico e dei cambiamenti socio-ambientali, occorre tuttavia che il quadro d'intervento dei poteri pubblici sia ugualmente modificato. Gran parte delle misure governative vigenti sono state attuate per rispondete ai bisogni di grandi imprese già operative sul mercato
  2. L'OCSE, che costituisce un foro internazionale privilegiato per i responsabili dell'azione governativa nei confronti delle PMI ma che è anche depositario di conoscenze multidisciplinari nel settore, può dare in notevole contributo per arricchire le conoscenze sulle "best practices " per gli interventi e i programni governativi, In particolare, I'OCSE si impegna a sviluppare il potenziale delle piccole imprese favorendo l'adozione di strategie innovatrici compatibili sia con il buon funzionamento dei mercati sia con il rafforzamento della cooperazione internazionale in questo settore tra i Paesi membri e quelli non membri dell'organizzazione.
  3. Grazie alla Conferenza di Bologna, I'OCSE intende aprire tra i Ministri di tutti i Paesi membri e dei 17 Paesi non membri selezionati, responsabili dell'azione governativa, rappresentanti del mondo privato, Organizzazioni nazionali e oltre 50 Organizzazioni e Istituzioni internazionali un dialogo ad alto livello sul tema degli strumenti da ideare per permettere alle PMI di sfruttare pienamente la globalizzazione dell'economia e del processo tecnologico valorizzando nel contempo i loro punti di forza. La Conferenza dovrebbe anche offrire la possibilità di preparare il campo per instaurare un vero e proprio partenariato tra Paesi membri e Paesi non membri dell'OCSE.
  4. Il Business Symposium, che si terrà prima della Conferenza, offrirà alle associazioni imprenditoriali e alle imprese (piccole e grandi) l'opportunità di rafforzare la loro cooperazione a livello internazionale e di influenzare le politiche di governo.
  5. Durante la Conferenza, una sessione congiunta riunirà i Ministri, i "decision makers" ed i rappresentanti del mondo imprenditoriale allo scopo di stabilire un dialogo più efficace nel disegnare e nell'attuare le politiche che promuovano l'attività imprenditoriale e lo sviluppo delle PMI

III. Partecipazione dei Ministri

  1. In tale contesto, e tenuto conto dell'interesse che la Conferenza sulle PMI Co-organizzata Dall'OCSE può suscitare, sia nella sfera politica che negli ambienti economici di numerosi Paesi membri e non membri, la manifestazione di Bologna dovrebbe avere una ione risonanza politica: I Ministri dell'Industria e i Ministri incaricati delle PMI dei Paesi membri dell'Organizzazione (qualora le funzioni fossero distinte nei singoli governi nazionali) e di alcuni Paesi non membri, le cui competenze sono strettamente legate alle tematiche trattate, sono stati invitati a partecipare attivamente ai lavori della Conferenza in qualità di relatori principali nel corso della sessione congiunta con i rappresentanti del mondo economico, nonchè come oratori e presidenti dei workshop.

IV. ALTRI PARTECIPANTI

  1. Oltre ai Ministri, la Conferenza riunirà:
    • Alti rappresentanti governativi a livello locale, regionale e nazionale.
    • Rappresentanti del mondo economico.
    • orgartizzazioni/Istituzioni internazionali.
    • Esperti (p.e. banchieri, rappresentanti di istituzioni che offrono servizi alle PMI),
    • ONG.
    • Rappresentanti dei mondo accademico
  2. Il Business Symposium riunirà:
    • Dirigenti di PMI e di grandi imprese (nel secondo caso si tratterà d'imprese che hanno recenteme superato lo status di PMI o che lavorano attivamente con PMI).
    • Federazioni e Confederazioni di imprenditori a livello nazionale o sovranazionale.
    • Fomitori di finanziamenti alle PMI (banche, istituti finanziari) che operano a livello locale,nazionale o internazionale)
    • Agenzie che forniscono servizi per l'internazionalizzazione delle PMI.
  3. Il Segretaziato deII'OCSE predisporrà una lista integrativa di partecipanti composta da esperti ed accademici di alto livello nonchè da rappresentanti di Organizzazioni internazionali.
    N.B. Il Business and Industry Advisory Committee (BIAC) e la Trade Union Advisory Committee (TUAC) presso l'OCSE saranno invitati a partecipare alla Conferenza e al Business Symposium se lo desiderano.
  4. I Paesi membri sono invitati a costituire due delegazioni;
    • una per la Conferenza, con un massimo di 14 partecipanti.
    • l'altra per il Business Syrnposium, con un massimo di 5 partecipanti.

N.B. Ovviamente, le stesse persone possono essere designate per costituire la Delegazione nazionale presso la Conferenza e la Delegazione che assisterà al Business Symposium.

V. Partecipazione dei Paesi non membri

  1. Diciassette Paesi non membri sono invitati a partecipare alla Conferenza a livello ministeriale ed al Business Symposium (vedi l'allegato 1). Ogni singola Delegazione di un Paese non membro potrà contare un massimo di sei partecipanti.

VI. Partecipazione di Organizzazioni/lstituzioni/Fori internazionali e ONG

  1. Con l'organizzazione di questa Conferenza e del Business Symposium che la precederà, l'OCSE aprirà un dialogo ad alto livello sulle politiche delle PMI fra i "decision makers", gli ambienti economici ed le Organizzazioni ed Istituzioni nazionali ed internazionali. L'allegato 2 fomisce una lista delle Organizzazioni che sono invitate alla Conferenza. Ogni Organizzazione/Istituzione/Foro internazionale e ONG invitata potrà essere rappresentata da un massimo di due partecipanti.
  2. il numero totale di invitati previsto per la Conferenza è di circa 600. Il numero totale di invitati al Business Symposium è di 250.

Luogo

  1. La Conferenza sarà organizzata presso il Palazzo Re Enzo, nel centro storico di Bologna.


VIII.
La struttura

Conferenza di Bologna : tavola sinottica

  1. La Conferenza avrà inizio mercoledì 14 giugno mattina e si concluderà il giovedì 15 giugno a mezzogiorno con una colazione ufficiale nel corso della quale i Ministri adotteranno la Carta di Bologna
  • Il Ministro italiano dell'industria, l'On. Enrico Letta, sarà il Presidente della Conferenza.
  • La Sessione congiunta tra i Ministri e i rappresentanti del mondo imprenditoriale si svolgerà sotto la presidenza congiunta di un Ministro incaricato delle PMI di un Paese membro e del Prof. Patrizio Bianchi, Presidente di Sviluppo Italia.
  • Ognuno dei quattro workshop della Conferenza sarà presieduto da un Ministro di un Paese membro o non membro dell'OCSE. Due altri Ministri avranno ruolo di relatori principali nei workshop. Ben 12 Ministri saranno direttamente coinvolti nei workshop in qualità di relatori.
    • Mattinata del 14 giugno: la sessione di apertura inizierà con i discorsi del Sindaco di Bologna, del Presidente del Consiglio italiano e del Segretario generale dell'OCSE. Seguirà una sessione congiunta dei Ministri e dei rappresentanti del mondo economico
    • 14 giugno: Nel corso di una colazione di lavoro che riunirà Ministri/capi Delegazione ed Alti rappresentanti di Organizzazioni internazionali, sarà discusso un tema specifico (p.er esempio, strumenti finanziari internazionali per la cooperazione tra PMI).
    • Pomeriggio del 14 giugno: workshop in sessioni parallele; il workshop n.1 (innovazione) si svolgerà in parallelo con il workshop n.2 (Partenariati e distretti).
    • Mattinata del 15 giugno: workshop in sessioni parallele : il workshop n.3 (commercio elettronico) si svolgerà in parallelo con il Workshop n.4 (economie in transizione e Paesi in via di sviluppo).
    • Il 15 giugno, nel corso del pranzo di chiusura, i Ministri approveranno un testo denominato "Carta di Bologna"
    • Pomeriggio del 15 giugno: la Conferenza sarà seguita da una conferenza stampa nel corso della quale il Ministro dell'Industria italiano ed il Segretario generale delI'OCSE presenteranno ai media la "Carta di Bologna".
  • Ogni workshop potrà accogliere fino a 250 partecipanti. Tuttavia, 600 persone potranno partecipare alle sessioni di apertura e di chiusura della Conferenza.
  1. La Conferenza sarà preceduta da un Business Symposium, che si terrà il martedì 13 giugno.
  • il Business Symposium sarà presieduto da Patrizio Bianchi, Presidente di Sviluppo Italia
    • Mattinata del 13 giugno: un breve discorso di apertura dei Presidente, seguito da quattro tavole rotonde organizzate in parallelo, ognuna con una sessantina di partecipanti, compresi il presidente, gli oratori ed un relatore. Saranno discussi gli stessi quattro temi della Conferenza, poichè ciascuna tavola rotonda tratterà uno o più aspetti specifici dei suddetti quattro temi.
    • 13 giugno, Pomeriggio: si svolgerà una seduta plenaria durante la quale i rapporteur di ciascuna tavola rotonda riferiranno circa gli esiti del dibattito della mattina. Dopo la seduta plenaria, una sessione conclusiva darà corpo ai contributi provenienti dal mondo imprenditoriale che saranno oggetto di discussione nel corso della Joint session dei 4 Ministri e dei Rappresentanti delle associazioni imprenditonali nella mattinata di mercoledì 14 giugno.

IX. Preparazione

  1. La Conferenza è Co-organizzata dal Segretariato del Gruppo di lavoro sulle PMI del Comitato Industria e dalla DSTI, in collaborazione con il Servizio dello sviluppo territoriale (TDS), la Direzione della cooperazione allo sviluppo (DCD) e l'assistenza di altri servizi dell'OCSE. Il Segretariato dell'OCSE lavora in stretta collaborazione con le Autorità italiane [Ministero italiano dell'Industria, l'Istituto per la Promozione Industriale (IPI), i rappresentanti della città di Bologna, della Regione Emilia Romagna e la Rappresentanza permanente d'Italia presso l'OCSE] per assicurare il successo della Conferenza. Quattro riunioni preparatorie sono già avvenute (11 dicembre 1998, 11 marzo 1999, 15 aprile 1999 a Parigi e 30 giugno e 1 luglio 1999 a Roma). La quinta riunione si è svolta a Parigi il 30 settembre 1999.
  2. Le autorità Italiane hanno accordato all'OCSE/DSTI un contributo per il finanziamento dell'organizzazione della Conferenza. Una quota dei fondi stanziati sarà ripartita tra varie Direzioni/servizi che contribuiscono alla preparazione della manifestazione. Un contributo addizionale è stato stanziato al Segretariato per finanziare l'organizzazione del Business Symposium per la cui preparazione si avvale della collaborazione di tre esperti indipendenti.




PROGRAMMA PRELIMINARE DELLA CONFERENZA

Mercoledì 14 giugno 2000

  1. 9.30 - 10.30 SESSIONE DI APERTURA
    Osservazioni preliminari : Alti rappresentanti italiani e dell'OCSE

  2. 10.45 - 13.00 JOINT SESSION DEI MINISTRI E DEI RAPPRESENTANTI DEL MONDO IMPRENDITORIALE

    1. La Joint session riunirà Ministri ed alti funzionari governativi, nonché rappresentanti del mondo imprenditoriale (PMI, grandi imprese ed associazioni imprenditoriali). La finalità della sessione è quella di consentire al mondo imprenditoriale di avere uno scambio di vedute con i Ministri ed i responsabili degli interventi pubblici per le PMI sui temi della Conferenza:
      • Migliorare la competitività delle PMI nell'economia globale attraverso l'innovazione
      • Partenariati, e distretti;
      • Sfruttare il potenziale del commercio elettronico per le PMI nell'economia globale;
      • Rafforzate la competitività delle PMI nell'economia mondiale: strategie e politiche nelle economie in transizione e i Paesi in via di sviluppo.
    2. il Chairman del Business Symposium, organizzato il 13 giugno, ed i Presidenti delle singole tavole rotonde riferiranno direttamente ai Ministri che presiedono i quattro workshop ed agli Alti Funzionari govemativi. Esponenti di PMI e di grandi imprese saranno invitati alla Joint session per partecipare al dibattito.

  3. 14.30 - 18.00 WORKSHOP
    Workshop 1: Mighorare la competitività delle PMI attraverso l'innovazione

    1. L'innovazione può essere considerata uno dei fattori determinanti della competitività sia nei settori "High Tech", in costante evoluzione, sia nei settori produttivi più tradizionali. Per il piccolo ma significativo gruppo di PMI ad alto livello di innovazione che rappresenta l'avanguardia della rapida crescita dei nuovi processi industriali e delle nuove tecnologie, la capacità d'innovare nell'ambito di reti di rilevanza internazionale non è più soltanto un requisito fondamentale per il successo; l'innovazione è diventata la "raison d'etre". Per la maggior parte delle PMI che opera su mercati più tradizionali, l'innovazione costituisce uno strumento per migliorare la qualità dei prodotti, la loro commercializzazione, la gestione e la logistica tramite aggiornamenti tecnologici. In realtà, una quota significativa delle piccole imprese, particolarmente quelle che operano nei mercati segmentati ed ancora protetti, non ha ancora sviluppato una coltura dell'innovazione e non dispone nè delle capacità e dei mezzi per affrontare le sfide mutevoli della competitività. Tale situazione non è a lungo termine sostenibile, poichè la globalizzazione dei mercati e delle strategie delle grandi imprese amplifica gli effetti dei progressi tecnologici,trasformando le tipologie di concorrenza in una gamma crescente di attività economiche. Nel lungo periodo, le possibilità per le PMI di sopravvivere e di creare nuovi posti di lavoro, dipenderanno dalla propria capacità di mettere l'innovazione al centro della loro strategia commerciale. Ciò costituisce una sfida per le attuali politiche governative finalizzate a sostenere lo sviluppo tecnologico e l'innovazione nelle PMI.
    2. Il workshop dovrà individuare le debolezze e le disfunzioni del mercato che ostacolano l'innovazione nelle diverse tipologie di PMI e conseguentemente impostare politiche governative volte a trovare una soluzione alle problematiche evidenziate. Sulla base di un documento di studio analitico, il workshop dovrà incentrare i lavori sui seguenti argomenti.

      Questioni specifiche
      • Quali sono gli elementi strutturali più importanti che influenzano le capacità innovative delle PMI?
      • Quali sono gli ostacoli finanziari all'innovazione per le diverse tipologie di PMI? Quali sono le politiche più efficienti per incoraggiare la crescita del capitale di rischio, compresi i finanziamenti forniti dai cosiddetti" business angels" e il "seed capital"? È valido ed efficiente il contributo finanziario alla ricerca e sviluppo e all'innovazione (con gli incentivi fiscali o le Sovvenzioni) per tutti i tipi di PMI, incluse le microimprese? In caso di risposta negativa, quali altre misure sono in grado di correggere le disfunzioni del mercato che incidono sul finanziamento degli investimenti destinati aIl'innovazione, la fomazione ed alla riorganizzazione delle strutture interne?
      • ln che misura dovrebbe intervenire il Govemo per aiutare le PMI ad accrescere le loro capacità di gestire l'innovazione? Come può il Governo promuovere una più larga diffusione fra le PMI delle "best practices" di gestione dell'innovazione e di "benchmarking"? Si sono rese necessarie azioni specifiche per aiutare le PMI ad usare taluni strumenti di conoscenze che hanno una specifica importanza nel gestire il processo di globalizzazione, come per esempio il diritto di proprietà intellettuale?
      • Come si possono migliorate i collegamenti fra le PMI e il settore pubblico della ricerca? Quali ostacoli incidono sulla cooperazione transfrontaliera tecnica tra le PMI? Come può il Governo migliorare la promozione dell'internazionalizzazione delle reti nazionali o regionali dell'innovazione?
    3. Sulla base delle proposte formulate nel documento introduttivo, durante il workshop si dovrà discutere delle raccomandazioni politiche e delle iniziative concrete da includere nel progetto della "Carta di Bologna".
    4. Sotto la presidenza di un Ministro, durante il workshop potranno intervenire esponenti di PMI che presenteranno la loro diretta esperienza, di organismi finanziatori dell'innovazione appartenenti sia al settore privato che pubblico, responsabili dell'azione governativa che partecipano alla promozione dell'innovazione nell'ambito delle PMI, fomitori di servizi specializzati (gestione dell'innovazione, servizi tecnologici), e rappresentanti del mondo accademico in grado di valutare le misure prese dai governi nel settore della tecnologia e dell'innovazione.

    Workshop 2: Partenariato, distretti e globalizzazione delle PMI
    Contesto ed obiettivi

    1. Malgrado la globalizzazione dell'attività economica, le imprese appartenenti ad una stessa area commerciale hanno una forte tendenza ad insediarsi e ad operare in situazione di vicinanza geografica. Largamente diffuso, tale fenomeno viene anche osservato nel caso delle imprese le cui attività sono per vari motivi "libere da ogni vincolo d'insediamento" (quali l'elaborazione dell'informazione e il data entry).
      I vantaggi competitivi ben documentati possono derivare dal fatto che le imprese operano in situazione di prossimità fisica. In effetti, esistono numerosi e ben noti raggruppamenti di imprese quali la "Silicon Valley" della California, la " Silicon Fen" dell'Inghilterra a Cambridge ed i numerosi distretti italiani, che registrano elevati tassi d'investimento, un debole tasso di disoccupazione ed elevati stipendi medi. Di conseguenza, in molti Paesi OCSE le autorità centrali o locali o hanno cercato di riprodurre l'esperienza positiva dei raggruppamenti di imprese. Esiste una larga gamma di azioni che le autorità locali e regionali possono intraprendere a questo proposito. Tuttavia, da un punto di vista economico, le politiche per promuovere nuovi raggruppamenti di imprese sono state a volte fondate su assunti economici errati, con l'errata valutazione che l'azione pubblica deve avere in questo campo. Sulla base di un documento analitico preparato dal Servizio dello sviluppo territoriale dell'OCSE, il workshop dovrà focalizzare i lavori sui seguenti punti:

      Questioni specifiche
      • Come ottimizzare il ruolo dei poteri pubblici -- in particolare il ruolo delle autorità locali - in materia di consolidamento e di sviluppo di raggruppamenti di imprese e di sfruttamento delle nuove opportunità e sfide a favole di gruppi di piccole e medie imprese nel quadro della globalizzazione? (Occorrerà prestare attenzione, tra l'altro, ai seguenti aspetti: debolezze del mercato apparentemente corrette da un intervento governativo; implicazioni economiche di eventuali strategie di raggruppamento attuate contestualmente in diverse località; ricerca del metodo migliore per superare i problemi di coordinamento e promuovere lo spirito di collaborazione in presenza di imprese co-insediate; modalità e circostanze nelle quali il settore pubblico svolge un ruolo di catalizzatore nella creazione di partenariati guidati da imprese del seriore privato, per promuovere l'accesso delle PMI ai mercati mondiali; miglioramento dei metodi che consentono ai '"policy makers" di rendere duraturi alcuni dei vantaggi offerti dagli attuali o previsti raggruppamenti di imprese definendo un adeguato quadro istituzionale).
      • Esiste un fondamento sociale che consenta il successo dei raggruppamenti di imprese e, in caso affermativo, è possibile intervenire sui parametri sociali coinvolti tramite un azione dei poteri pubblici?
      • I partenariati regionali possono svolgere un ruolo per promuovere la collaborazione fra le PMI, come mezzo per aumentare la competitività?
      • E' possibile osservare una tendenza verso una significativa internazionalizzazione dei distretti e, in caso di risposta affermativa, questo fenomeno presenta delle implicazioni per l'azione dei poteri pubblici?
      • Per quale motivo, nonostante la globalizzazione dell'attività economica, si può osservare una netta tendenza delle imprese che appartengono alla stessa area commerciale a localizzarsi ed operare in luoghi poco distanti, anche in settori di attività spesso "mobili"?
    1. Il workshop n.2 studierà in particolare l'incidenza del raggruppamento di imprese sull'occupazione e, nello stesso contesto, l'incidenza di tale raggruppamento sulla creazione di nuove imprese, argomento questo che si colloca in una serie di tematiche orizzontali che costituiscono il collegamento tra i diversi workshop della Conferenza di Bologna. Similmente, sarà inoltre necessario chiedersi se la semplificazione del quadro amministrativo e regolamentare possa aiutare l'impresa a scegliere un insediamento ottimale.
    2. Il seminario sarà presieduto dal Ministro di un paese attivamente impegnato nelle strategie di promozione dei raggruppamenti di imprese. Il workshop è rivolto ad una platea di Alti rappresentanti delle amministrazioni locali, regionali e centrali, nonchè ad esponenti del mondo accademico e del settore privato. Mentre le imprese selezionate presenteranno la propria esperienza, l'obiettivo primario sarà quello di esaminare e di trarre delle conclusioni sulla portata e sulla logica economica della politica pubblica in questo campo.

    Martedì 15 giugno 2000

  1. 9.30 -13.00 SESSIONI PARALLELE DEI WORKSHOP (segue)
    Workshop 3 : Realizzare il potenziale offerto alle PMI dal commercio elettronico nell'economia globale

    Contesto ed obiettivi

    1. Una crescente attenzione è rivolta alle relazioni da commercio elettronico e PMI basata sulla premessa che il commercio elettronico possa procurare notevoli vantaggi e che possa rappresentare un potente vettore della globalizzazione delle PMI. Tuttavia, c'è da temere che le PMI siano in ritardo e che non siano in grado di sfruttare il potenziale del commercio elettronico. Pertanto, il workshop dovrà evidenziare le sfide principali e le problematiche specifiche che l'uso del commercio elettronico pone alle PMI . le opportunità, ma anche gli ostacoli ed i problemi connessi alla misura ed alla natura stessa di tali imprese. Il workshop dovrà anche analizzare l'incidenza economica per le PMI dell'uso del commercio elettronico, e sensibilizzare i Paesi membri e le PMI relativamente al nuovo concetto di competitività introdotto dal commercio elettronico. Esiste ancora una limitata conoscenza dei fattori che determinano la capacità delle PMI di incrementare l'uso del commercio elettronico e di massimizzarne i benefici, il workshop consentirà di migliorare la comprensione di questi fattori, approccio che sembra rilevante ai fini dell'elaborazione e dell'applicazione di politiche efficaci per promuovere gli ostacoli che incontrano le PMI in questo campo.
    2. Sulla base di un documento introduttivo analitico, il workshop dovrà incentrare i lavori sui seguenti punti:

      Questioni specifiche
      • Quali opportunità esistono per le PMI che usano il cormmercio elettronico sia come nuovo strumento di scambi che come nuovo modo di rifornimento tra settori e Paesi differenti? Le PMI non riescono a trarre pieni benefici dall'utilizzo del commercio elettronico e, in caso di risposta affermativa, per quali motivi ?
      • In che misura i fattori di accesso e di costo incidono sull'adozione o meno del commercio elettronico da parte delle PMI? Accesso alla rete fisica e costi fissi connessi alla pratica del commercio elettronico; acquisizione di competenze e di conoscenze; finanziamenti e questioni connesse asimmetrie nella capacità delle imprese di controllare i requisiti di entrata e di uscita dal mercato del commercio elettronico, ecc.
      • L'adozione del commercio elettronico da parte delle PMI è il risultato di una strategia volontaria o indotta? Esistono modelli di commercio elettronico che siano particolarmente adatti alle PMI? Qual è l'importanza economica delle imprese di nuova creazione e delle piccole aziende specializzate nel mercato dell'elettronica e quali sono i vantaggi che esse offrono rispetto alle grandi imprese diversificate? Le opportunità offerte alle PMI sono le stesse sia nello scambio tra imprese sia tra imprese e consumatori?
      • In che misura ed in che modo le PMI procedono alla loro internazionalizzazione tramite il commercio elettronico? In che misura le PMI stanno adoperando Intemet per localizzarsi e/o essere presenti nei mercati stranieri e rafforzare la loro competitività nei mercati interni e globali? Quali sono le implicazioni per il funzionamento e l'organizzazione generale delle PMI e gli effetti sulla produttività e le prestazioni? Quali sono oggi le nuove fonti di vantaggio competitivo?
      • Quali sono le "best practices" (sia del settore privato sia di quello pubblico) che possono permettere alle PMI di raccogliere le sfide? Quali raccomandazioni pratiche possono essere fatte ai governi dei vari Paesi membri e non membri?
    3. Durante l'esame di un certo numero di temi orizzontali che collegano i vari workshop della Conferenza di Bologna, bisognerà inoltre prestare attenzione all'effetto del commercio elettronico sulle PMI in termini di occupazione (creazione/soppressione) e le relative implicazioni in termini di risorse umane. Si potrà similmente studiare il ruolo che la normativa può svolgere (per esempio in campo fiscale, doganale, ecc.) riguardo allo sviluppo del commercio elettronico nelle PMI.
    4. Il workshop sarà presieduto dal Ministro di un Paese o dal Capo Delegazione di una Organizzazione internazionale che possieda una rilevante esperienza in questo settore. Parteciperanno rappresentanti di PMI e del mondo imprenditoriale che interverranno sulla base della loro diretta esperienza; providers di servizi Intemet che forniranno esempi di problemi e di soluzioni specifiche alle PMI; alti funzionari govemativi che riferiranno sulle esperienze nei rispettivi Paesi e presenteranno esempi di cooperazione locale tra settore pubblico e settore privato nei progetti di commercio elettronico destinati alle PMI; saranno ugualmente presenti rappresentanti del mondo accademico incaricati di tradurre i problemi ed i bisogni espressi dagli ambienti professionali in soluzioni pratiche e di analizzare l'impatto economico del commercio elettronico sulle PMI.

    Workshop 4: Migliorare la competività delle PMI nell'economia globale : strategie e misure da attuare nelle economie in transizione e nei Paesi in via di sviluppo.

    Contesto e obiettivi

    1. La liberalizzazione dei mercati delle merci e dei servizi presenta dei problemi particolari per le PMI che appartengono alle economie in transizione ed in via di sviluppo. In generale, anche le economie di questo tipo più avanzate non hanno raggiunto il livello dei Paesi membri dell'OCSE per ciò che riguarda gli investimenti fissi, gli istituti finanziari e l'accesso al capitale, la disponibilità di manodopera qualificata, il rapporto tra settore pubblico e privato e tutti gli enti fornitori di servizi alle PMI. A causa di queste debolezze del quadro strutturale e spesso della mancanza di politiche adeguate, molte PMI, specialmente le micro-imprese, restano ferme a livelli relativamente bassi di redditività, di qualità e di competitività. Mentre ci sono eccezioni significative, molte di queste PMI incontrano difficoltà nel conservare le quote di mercato o guadagnarne altre in presenza di una concorrenza internazionale più incalzante. La loro sopravvivenza, nel lungo periodo, è messa seriamente in discussione con gravi conseguenze per la creazione di posti di lavoro e per la crescita economica.
    2. Inoltre, i motivi sopra ricordati rendono spesso impossibile il corretto sfruttamento delle opportunità di cooperazione con i partner dei Paesi sviluppati attraverso gli investimenti esteri diretti (IDE)e varie forme di associazione e di subfornitura. Quest'ultimo rappresenta un settore rilevante nel quale la cooperazione bilaterale ed internazionale può contribuire all'instaurazione di partenariati commerciali attraverso strumenti concepiti per promuovere joint ventures ed altre forme di cooperazione commerciale tra le PMI dei Paesi OCSE e dei Paesi non membri.
    3. Tutte queste problematiche sono fonte di preoccupazione per le economie in cui le PMI rappresentano la parte principale della base produttiva dell'industria manifatturiera e dei servizi e laddove esistono ambiziose aspettative nazionali e regionali di sviluppo dell'imprenditoria media-piccola, Sulla base di un documento introduttivo analitico, il workshop dovrà incentrare i lavori sui seguenti punti:

      Questioni specifiche
      • Quali sono precisamente le nuove sfide e le opportunità competitive proposte dal fatto che le PMI delle economie interessate (Paesi in via di sviluppo più avanzati e Paesi in transizione) operano generalmente in mercati più competitivi che nel passato? Quale è stato l'effetto dell'aumento della concorrenza globale ed in quale modo è stato limitato a specifici settori e regioni ? I Paesi considerati hanno adottato approcci significativamente differenziati per consentire alle proprie PMI d'internaziolizzare le loro economie (per esempio, scambi, rapporti di subfornitura con imprese multinazionali, investimenti all'estero, ecc.)?
      • Quali misure specifiche sono state prese da tali Paesi per aiutare le PMI ad affrontare l'accresciuta concorrenza e quali sono stati i risultati?
      • Esistono politiche mirate ad attuare una discriminazione nei confronti delle PMI?
      • Come può essere migliorata l'attuazione di politiche e di strategie volte a sostenere le PMI nel migliorare la loro competitività?
      • Quali nuove iniziative dovrebbero essere prese sui seguenti temi essenziali:
        1. Accesso al capitale.
        2. Miglioramento dell'ambito normativo/regolamentare.
        3. Miglioramento della gestione e delle conoscenze nelle PMI.
        4. Infrastruttura e servizi di sostegno.
        5. Creazione di una migliore cultura di impresa.
      • In che modo può essere migliorato l'uso dei fondi pubblici (da fonti nazionali o sovranazionali) per sostenere il finanziamento delle PMI nelle economie in transizione ed in via di sviluppo?
      • Quali sono le condizioni richieste, nelle economie in transizione e nei Paesi in via di sviluppo, per facilitare gli investimenti provenienti dagli Stati membri dell'OCSE alle PMI e per promuovere la cooperazione fra gli imprenditori stranieri e locali?
      • Esistono delle strategie avviate dal settore privato e adottate dalle stesse PMI - sia da sole, sia in associazione - che risultino particolarmente efficaci nel fronteggiare la sfida della globalizzazione?
      • Quali sono le iniziative politiche essenziali che dovrebbero essere prese dai governi interessati per migliorare la posizione competitiva del sonore delle PMI?
      • Che cosa possono fare gli Stati membri dell'OCSE per migliorare la cooperazione fra le imprese dei Paesi OCSE e le imprese dei Paesi non membri? Quali sono i modelli migliori di strumenti pratici per promuovere la cooperazione e i partenariati? Quali sono le aree che hanno assicurato un reale miglioramento della competitività delle aziende operanti nei Paesi membri e non membri dell'OCSE (finanziamenti, garanzie, servizi di consulenza per le joint venture, servizi di assistenza per identificare e selezionare i partner all'estero, ecc.)?
    4. Il workshop sarà presieduto da un Ministro di un paese non OCSE con una vasta esperienza nelle politiche e nei programmi volti a promuovere i partenariati e la cooperazione ha le PMI dei Paesi membri dell'OCSE e dei Paesi non membri. Parteciperanno altresì Alti rappresentanti del mondo politico incaricati della promozione delle PMI nonchè enti nazionali di sviluppo economico, agenzie incaricate di attirare gli investimenti diretti esteri per quei che concerne le PMI, rappresentanti delle Organizzazioni internazionali, delle Istituzioni finanziarie impegnate nella promozione dei partenariati commerciali e rappresentanti del mondo accademico specializzati nel tema trattato dal workshop.


  1. PRANZO PLENARIO CONCLUSIVO: APPROVAZIONE DELLA CARTA Dl BOLOGNA

    1. Al termine del pranzo plenario conclusivo il 15 giugno (verso le 15:00), i Ministri approveranno "la carta di Bologna".

  2. 15.00 CONFERENZA STAMPA: PRESENTAZIONE DELLA CARTA Dl BOLOGNA ALLA STAMPA da parte del Presidente della Conferenza e del Segretario generale dell'OCSE
  3. VISITA AI DISTRETTI

    1. Alla luce dell'importanza e dell'interesse che presentano i distretti dell'Emilia Romagna del Veneto, della Lombardia, della Toscana e delle Marche le Autorità italiane stanno programmando una serie di visite ai distretti per i partecipanti alla Conferenza:
      • Il 12 giugno, lunedì mattina,: per i partecipanti al Gruppo di lavoro dell'OCSE sulle PMI (la riunione del Gruppo di lavoro inizierà alle 15:00).
      • Il 13 giugno, martedì pomeriggio: per i Ministri che partecipano alla Conferenza.
      • Il 15 giugno, giovedì pomeriggio: per tutti i partecipanti alla Conferenza ed al Business Symposium.




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