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Ordine del Giorno sui "Centri di Permanenza Temporanea"
Approvato dalla Direzione Regionale dei DS dell'Emila-Romagna




Nella logica vergognosa del disegno di legge Bossi-Fini un lavoratore straniero che ha finito il contratto di lavoro a termine rischia di essere fermato e internato solo perché disoccupato: è un modo sciagurato per buttare la gente nella disperazione e nella clandestinità.

I Centri di Presenza Temporanea possono diventare luoghi di detenzione senza alcuna condanna, se non quella di aver dovuto lasciare il proprio Paese alla ricerca di un lavoro per poter vivere.

La richiesta del Presidente della Regione Vasco Errani di sospendere l' apertura dei centri, a partire da quello di Bologna ormai pronto, è in sintonia con le posizioni di altre forze democratiche e sindacali della nostra regione e va perseguita con iniziative politiche e istituzionali da parte della Regione stessa, delle Province e dei Comuni interessati dalla collocazione dei centri stessi; oltre che dalle forze democratiche e sociali delle nostre realtà.

E' inaccettabile per uno stato democratico che le persone siano espropriate di ogni dignità e ridotte a pura merce, a braccia da usare e gettare: i diritti sono inalienabile e strettamente correlati con i doveri definiti dalle leggi che devono essere eguali per tutti, al di là del colore della pelle e della posizione nel lavoro.

Così come chi è accusato di un crimine, italiano o straniero che sia, ha il diritto alla difesa e lo Stato ha il diritto di incarcerarlo se il reato lo prevede.

Non vogliamo che si creino in Italia due legislazioni, due procedure legali, due possibilità di carcerazione.

La necessità di identificazione è indiscutibile ma la persona in attesa di tale verifica ha diritto a essere trattata secondo criteri di piena dignità.

Per questo sosteniamo la necessità di una sospensione dell'apertura dei centri della nostra regione e l'avvio di una nuova discussione il Governo, la Regione, gli Enti Locali e quanti si occupano dell'emigrazione, le associazioni di volontariato e le forze economiche e sociali della regione, a partire dai sindacati, per ricercare altre soluzioni rispettose della dignità dei lavoratori immigrati e per coniugare la legalità con i diritti inalienabile delle persone.

Presentato da Ugo Mazza e Adriano Vignali
Approvato a maggioranza, con un voto contrario.


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