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In relazione alla azione di disobbedienza civile al Centro di Permanenza Temporanea in via Mattei a Bologna, al disegno di legge Bossi/Fini.




I CPT, pesante eredita' del governo di centro-sinistra, sono una mostruosita' dal punto di vista umano, politico e giuridico : questi luoghi - espressione di una sorta di doppio regime giuridico in forza del quale le persone non in regola vengono segregate in vere e proprie carceri a carattere etnico - vengono ad assumere, con la prospettiva di una nuova normativa ancor piu' dura nei confronti dei clandestini, un ruolo ancor piu' pericoloso.
E' in discussione, quindi, lo stesso stato di diritto : vengono trattenute in regime coercitivo persone non colpevoli di alcunche', ma solo responsabili di far parte di quella parte di popolazione mondiale che fugge da situazioni di poverta' e guerra o che semplicemente desidera spostarsi liberamente. L' Europa dei capitali e della finanza non vuol vedere circolare liberamente le persone; il governo italiano vuole reprimere ancor piu' duramente le persone che gia' si trovano in condizioni di difficolta'.
L'azione dei disobbedienti al CPT di via Mattei ha avuto il merito di porre all' attenzione della societa' civile il problema della scelta tra un mondo dove chiunque sia libero di circolare e dunque vivere da liberi ed un mondo ove prevalgano gli odi razziali, l' emarginazione, la repressione.
L'azione di disobbedienza civile ci ha posto un problema che anche come amministratori, oltre che come persone, dobbiamo affrontare con la massima urgenza : credo che la risposta giudiziaria ai fatti non risolva nulla e percio' auspichiamo che si dia una corretta lettura dei fatti stessi e non trovi spazio un clima di accanimento politico nei confronti di qualcuno. Vi sara', da parte nostra, sempre la contrarieta' alla creazione di questi centri e tutto il nostro impegno verso la ricerca delle migliori forme di convivenza con le altre/i.
Crediamo che a livello regionale e locale si dovranno spendere tutte le energie per opporsi alle politiche di repressione - e quindi anche all' apertura di questi centri - e, nel contempo, impegnarsi a porre in essere politiche di apertura, di tutela dei diritti e di garanzie per i migranti. Riteniamo che il nostro impegno debba essere indirizzato alla definizione degli strumenti piu' idonei per garantire l' accesso al lavoro, alla casa ed ai servizi.
Auspichiamo quindi, che in questa direzione si esprimano tutti gli amministratori ed i consiglieri comunali, provinciali e regionali aderendo, nei prossimi giorni, a questo manifesto/documento.

Vittorio Buldrini
Assessore Comune di Rimini
P. Gambuti / C. Mangianti
Consiglieri Comune di Rimini

Per l' adesione scrivere a: vittorio.buldrini@comune.rimini.it o telefonare al 339-6205289.

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