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Bologna 19 Maggio 2001

Questa lettera è una proposta nata all'indomani dell'assemblea del 17 Maggio al TPO. L'intenzione è di promuovere una assemblea pubblica il 4 giugno con Antonio Bruno del Genova Social Forum (ma si accettano altri suggerimenti) e di farlo a invitando le realtà locali interessate al tema a condividere proposte, analisi, iniziative e momenti di collaborazione in una rete cittadina che ci piacerebbe chiamare Bologna Social Forum. Fino al 23 maggio è possibile raccogliere firme ed aderire presso i riferimenti proposti sotto. Per le comunicazioni ed il dibattito verranno comunicate una serie di date per gli incontri, mentre fin da ora è disponibile il sito di Contropiani e la mailing list. Il prossimo incontro sarà giovedì 24 Maggio presso il TPO alle ore 21.




DA SEATTLE A GENOVA PASSANDO PER PORTO ALEGRE
E in mezzo Bologna, Quebec, Nizza, Trieste, Ginevra, Napoli
pensando al dopo……..

L’ideologia e la pratica neoliberista, che va comunemente sotto il nome di globalizzazione, sono messe in crisi da un vasto e crescente movimento.
Ma questo non basta.
Non basta essere in tanti nei cortei, dobbiamo porci l’obiettivo di avere dalla nostra parte la maggioranza della popolazione.
Il movimento è composito e questo, come sappiamo, costituisce una ricchezza e un problema. E’ una ricchezza perché la diversità è condizione fondamentale per allargare la partecipazione. E’ un problema perché è sempre difficile tenere insieme punti di vista diversi fra loro.
E’ un movimento mondiale perché mondiale è il problema. Dovunque i potenti della Terra si riuniscono c’è sempre chi mette in discussione i loro progetti.
Il nostro avversario agisce su scala mondiale, ha una ideologia omogenea e luoghi di decisione internazionali.
Per questo sono importanti anche i momenti in cui si comincia a costruire un confronto internazionale e un sentire comune fra i movimenti, come il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre.
Ci è del tutto chiaro che nessuno vuole fare la guerra alle città dove si svolgono i convegni come quello del G8, anzi noi ci opponiamo anche al fatto che i potenti della terra occupano di volta in volta questa o quella città come avverrà a luglio a Genova.
Il nostro scopo è spiegare e far capire cosa vuole dire globalizzazione, come cambia e peggiora la vita di ciascuno.
Noi vogliamo suscitare il conflitto sapendo che esso non può che essere radicale, perché radicalmente oppressiva è la pratica del G8, del WTO, del FMI ecc.
Ma sappiamo che solo con la partecipazione di massa questo è possibile e quindi i nostri atti avranno sempre presente l’obiettivo di allargare la partecipazione perché questa è la condizione decisiva per delegittimare e impedire decisioni che sono prese sopra la nostra testa e contro di noi.
Questa nostra lotta non è un pranzo di gala, ma nemmeno una guerra.
Per la riunione del G8 a Genova e c’è, prima di tutto, un problema di democrazia, perché non si sa nemmeno se verrà autorizzata una qualsiasi iniziativa; in compenso la città e forse non solo, verrà militarizzata.
Questa minaccia di dispiegamento militare manifesta un elemento di debolezza. Portare migliaia di poliziotti per tentare di impedire o comunque limitare le manifestazioni potrà, forse, spaventare qualcuno; però questo atteggiamento rivela il carattere autoritario del potere con cui ci confrontiamo, finalizzato a difendere i privilegi con la forza. Se sapremo mettere in evidenza, come altre volte, questo aspetto la loro forza si rivelerà una debolezza. La loro vulnerabilità l’hanno già dimostrata in più occasioni, come nel caso del fallimento dell’Accordo Multilaterale degli Investimenti, dell’incontro dei potenti di Seattle, ma anche nella sconfitta delle multinazionali del farmaco.
Ognuno di noi ha punti di partenza diversi, ognuno di noi si interroga sugli sbocchi, su quali siano i rapporti con la politica, su quale possa essere un nuovo ordine mondiale di solidarietà, uguaglianza e democrazia.
Siamo tutti d’accordo, però, sul fatto che bisogna prima di tutto fermarli, e mentre cerchiamo di farlo si deve discutere di cosa vogliamo.
Le iniziative di Genova sono un passaggio decisivo per il futuro, non a caso Genova è stata indicata come momento centrale di mobilitazione dal Forum Mondiale di Porto Alegre, ma anche dagli zapatisti.
Per questo, noi che a Bologna, siamo impegnati a preparare le iniziative in occasione del G8 di luglio, vogliamo discutere sul come arrivare a Genova, sui contenuti che vogliamo portare, su come far si che questa sia l’ennesima occasione in cui indichiamo agli oppressi di tutto il mondo i responsabili di questa situazione. In altre parole è il caso di discutere insieme come far crescere il movimento che contesta la globalizzazione finanziaria e vuole la globalizzazione dei diritti.
A Genova e dopo Genova.


Hanno fino ad ora aderito

  • Associazione capolinea di Faenza
  • Attac Bologna
  • Confederazione dei Cobas
  • Contropiani
  • Lavoro e Società (area programmatica della CGIL) di Bologna
  • Punto Rosso
  • Ya Basta
  • Zero in Condotta


Per adesioni, informazioni, ecc. potete far riferimento a




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