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Ai metalmeccanici in lotta
per il rinnovo del contratto



Vi portiamo il saluto e la solidarietà del Genova Social Forum e del Bologna Social Forum, costituitisi entrambi, in vista del G8: il vertice degli otto uomini più potenti della terra che, come sapete, si terrà a Genova il 20, e il 21 di luglio.
Non tutti i partecipanti ai Forum contro il G8 lavorano in fabbrica. Ma crediamo di poter immaginare che cosa possa significare per tutti e tutte voi, il contratto sottoscritto da Fim e Uilm, la rottura causata da Fim e Uilm, la cui responsabilità non va certo cercata fra chi oggi è in piazza, bensì fra coloro che hanno preferito non esserci. La determinazione che state mostrando, per difendere la vostra dignità di lavoratori e lavoratrici è la migliore risposta, l’unica possibile alla doppiezza di chi vuole dividervi. Voi state lottando anche per coloro che Fim e Uilm credono di rappresentare.
E c’è di più: non siete solo lavoratori, siete i lavoratori metalmeccanici della Fiom. E se voi mollate, coi tempi che corrono, non c’è da sperare in bene per tutti gli altri lavoratori di questo paese.
Quel contratto somiglia molto alle gentili concessioni che ha fatto il Signor Berlusconi rispetto al G8, quando ha suggerito ai suoi ministri di abolire il divieto di manifestare in una zona chiamata "zona gialla", inventata appositamente per essere abolita, mostrando quanto democratico e disposto al dialogo fosse questo governo. Per poi mantenere una zona inaccessibile, denominata "zona rossa", presidiata da un esercito di 18000 uomini.
E mostrare così quanto voi e noi, siamo invece, testardi e cocciuti a pretendere il rispetto degli accordi sindacali o il rispetto dei diritti di libertà previsti dalla nostra Costituzione.
Complimenti Signor Berlusconi. Complimenti Signori di Confindustria, di Fim e di Uilm.
Ma noi vi diciamo oggi e vi diremo a Genova che non ci ingannate.
I diritti e la dignità dei lavoratori, i diritti e le libertà dei cittadini non sono merce di scambio. Non si svendono a nessun tavolo. Piuttosto si affermano in piazza.
La nostra dignità è troppo preziosa per essere immolata sull’altare del vostro cinismo.
C’è poi un’altra menzogna: quella che dice che ci sono i lavoratori e i contestatori di Genova. Mi pare che si sia tutti lavoratori e contestatori.
Non tutti nel BSF lavorano in fabbrica. Molti di noi fanno lavori occasionali, temporanei, parziali. Alcuni studiano. Quasi tutti condividono la preoccupazione per un futuro incerto fatto di precarietà. Ma tutti e tutte noi abbiamo l’impressione che in questo luglio, in questo paese, stia accadendo qualcosa di straordinario. Di fronte a coloro che si vogliono padroni e arbitri delle nostre vite, oltre ogni accordo preso e oltre ogni legittimità, c’è una moltitudine di uomini e donne che si ribella ed ha il coraggio di dire: adesso basta!
Ancora più straordinario è il fatto che, oggi — come nei giorni del vertice dei Signori dell’Ingiustizia e della Miseria - si scelga di farlo insieme, fra diversi, consapevoli che si sta conducendo la medesima battaglia contro lo sfruttamento e per una vita degna di essere vissuta.
La Fiom, che ha indetto questa giornata di sciopero, come sapete ha anche aderito al Genova Social Forum. Non è stata una adesione tra le tante, e voi ne siete la prova.
Oggi, quelli di noi che non lavorano in fabbrica, sono felici di poter dire che sono al fianco delle tute blu in sciopero e in lotta per il rinnovo del contratto.
Il 20 e il 21 di luglio saremo felici di vedere le tute blu al fianco delle tute bianche. Al fianco delle casacche rosse da garibaldini che indosseranno i disoccupati e i precari del Sud Ribelle. Al fianco delle magliette a strisce dei portuali di Genova, le stesse del Luglio ’60.
Qui e a Genova, gli uni accanto agli altri, per ricordare a piccoli e grandi padroni del mondo che questa globalizzazione fondata sullo sfruttamento del lavoro, della vita, dell’ambiente non ha futuro, perché non è questo il futuro che abbiamo scelto per noi.
Qui e a Genova, in questo Luglio di rabbia e di conflitti, per ricordare che questo mondo non è l’unico né, tantomeno, il migliore dei mondi possibili.
Bologna, 6 Luglio, I° giorno di lotta dei molti che ancora ci attendono, Anno I° del nuovo corso


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