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Vademecum di protezione legale

 

INDICAZIONI GENERALI

Porta sempre con te un documento di identità (preferibilmente la carta di identità) e verifica prima della partenza che non sia scaduto o non presenti altre irregolarità, anche sotto il profilo dello stato di conservazione (scritte illeggibili, foto sbiadite ecc). Esibire i documenti o declinare le proprie generalità a fronte della richiesta dell’autorità è un obbligo. Tieni sempre presente che la mancanza o la irregolarità dei documenti di identità costituiscono uno di più diffusi espedienti per prelevarti ed accompagnarti presso gli uffici di polizia. Non avere i documenti di identità può, inoltre, produrre ricadute negative su tutto il gruppo con cui stai viaggiando. Qualora ti vengano chiesti i documenti di identità esibiscili senza cercare spunti polemici che avrebbero come unico effetto quello di produrre ulteriori complicazioni. Instaura con l’agente che sta effettuando il controllo un rapporto rigorosamente formale, mantenendo il distacco sia da atteggiamenti apparentemente confidenziali sia da atteggiamenti chiaramente provocatori che l’agente potrebbe assumere. Nel caso tu non abbia il documento di identità, declina le tue generalità con atteggiamento sicuro e sereno: rifiutare le generalità o fornirle false è reato. Qualora il controllo sia effettuato da agenti in borghese, puoi chiedere, prima di esibire i documenti, che l’agente si qualifichi: tuttavia, valuta attentamente il contesto per evitare che la richiesta della qualifica dia luogo a ritorsioni, quali l’accompagnamento immediato presso gli uffici di polizia. Non rimanere mai isolato e tieni costantemente d’occhio i tuoi punti di riferimento all’interno del corteo. Osserva attentamente ciò che si verifica intorno a te, sia perché è il modo migliore per scegliere come muoversi, sia perché è importante acquisire informazioni ed eventuali testimonianze su violenze o lesioni di diritti da parte delle forze dell’ordine. Non avviare mai relazioni dirette con le forze dell’ordine: nel caso in cui sussista la necessità di avviare canali di comunicazione, ciò va delegato agli appositi gruppi di contatto o, per questioni di carattere legale, agli avvocati presenti nel corteo. Fai attenzione a tutto ciò che porti con te: in un contesto come quello di Genova sono molti gli oggetti (per es. utensili da campeggio, coltellini ecc.) che poterebbero essere presi a pretesto per effettuare sequestri, controlli o fermi. Le attrezzature, anche di copertura, necessarie per partecipare attivamente alle manifestazioni vanno portate concordando le modalità in maniera collettiva e con i riferimenti organizzativi territoriali.


CRITERI DI COMPORTAMENTO IN CASO
DI ARRESTO O DI FERMO:

Non lasciarti prendere dal panico. Nel momento in cui vieni tratto in arresto cerca di comunicare il tuo nome a qualcuno che ti è vicino: se ci riesci cerca anche di comunicare da quale città o territorio provieni. Conoscere il nome di chi viene arrestato facilita e rende più tempestivo l’intervento dei servizi di assistenza e difesa legale. Fin dal momento dell’arresto, assumi un atteggiamento distaccato e formale. Di fronte agli atteggiamenti provocatori degli agenti il silenzio, in genere, è lo strumento che più di altri ti aiuta a contenerli.Rispondi con calma alle domande che ti vengono rivolte in ordine alle tue generalità. In caso di atteggiamenti violenti da parte degli agenti, considera che i tuoi eventuali ed individuali tentativi di reazione sono destinati a peggiorare la situazione, non solo perché facilitano l’estensione delle violenze su di te e su chi ti è vicino, ma anche perché espongono maggiormente il tuo corpo ai colpi: cerca, invece, di piegarti su te stesso coprendo la testa con le mani ed avvicinando i gomiti alle ginocchia per evitare di accusare colpi nelle parti più delicate e sensibili. Se ne hai la possibilità, senza movimenti bruschi, cerca di coprirti le spalle accostandoti, ad esempio, alle pareti. In ogni caso, segui sempre con attenzione i movimenti degli agenti e non fidarti mai di improvvisi momenti di calma. Non rilasciare alcun tipo di dichiarazione sugli avvenimenti che hanno portato al tuo arresto. Non accettare in nessun caso "conversazioni amichevoli" né con gli agenti, né con sconosciuti con i quali ti trovi a contatto negli uffici di polizia o in carcere. La frase "se parli ti rilasciamo subito" è solo un tranello per acquisire informazioni. Cerca sempre di memorizzare nomi o caratteri somatici degli agenti coni quali entri in contatto negli uffici di polizia.


ELEMENTI DISTRATEGIA DIFENSIVA:

Appena arrivato negli uffici di polizia nomina il tuo difensore di fiducia e chiedi che venga avvertito immediatamente del tuo arresto: per questo è determinante avere sempre con se i riferimenti del proprio avvocato o di quello messo a disposizione dagli organizzatori delle manifestazioni. Provvedere immediatamente alla nomina dell’avvocato ha un’importanza prioritaria, sia sotto il profilo delle garanzie sulla tua persona, sia sotto il profilo della gestione legale del tuo caso. Puoi nominare al massimo due avvocati. Sul luogo o nell’immediatezza del fatto-reato la polizia giudiziaria può, pur in assenza del difensore, assumere informazioni dall’indagato, anche se in stato di arresto. Inoltre la polizia giudiziaria può sempre ricevere dall’indagato dichiarazioni "spontaneamente rese". Di fatto ciò consente alla polizia giudiziaria di rivolgerti domande ("interrogarti" nel senso comune del termine), in assenza del difensore e senza il rispetto delle formalità di legge.Fermo restando il tuo obbligo di rispondere correttamente alle domande inerenti alle tue generalità, per il resto è tuo diritto non rispondere: esercita pertanto questo diritto con determinazione poiché è la strategia che ti garantisce di più, dichiarando che ti riservi di rispondere solo in presenza del tuo avvocato. Poiché vieni "interrogato" in qualità di indagato, e non di teste, non hai, in ogni caso, l’obbligo di dire la verità: tuttavia versioni dei fatti improvvisate spesso hanno le gambe corte e producono serie complicazioni nelle fasi successive del procedimento. Per questo è necessario scegliere di non rispondere: non pensare mai di essere il più furbo, tieni sempre presente che chi ti sta di fronte conosce meglio di te le tecniche dell’ "interrogatorio" ed, inoltre, opera in condizioni psicologiche ed ambientali a lui favorevoli. Qualora tu lo ritenga opportuno, puoi chiedere che vengano avvertiti i tuoi familiari: è un tuo diritto, del quale ovviamente puoi anche non avvalerti; se lo chiedi, la polizia deve provvedere senza ritardo.


IN CASO DI TRADUZIONE IN CARCERE.

La traduzione in carcere può determinare su di te un senso di abbattimento psicologico che, generalmente, si alimenta di paure del tipo: Sono stato abbandonato Chi è fuori non sa cosa mi sta capitando Sono uno tra i tanti, chissà quando penseranno a me Forse sono accusato di reati gravi Resterò qui molto tempo Chissà quando potrò uscire Sono totalmente i balìa dei miei persecutori Tutte queste paure puoi facilmente sconfiggerle, recuperando così un adeguato equilibrio psicologico, rappresentando costantemente a te stesso la situazione reale. A tale scopo: Non angustiarti rimproverandoti ossessivamente eventuali errori nei tuoi comportamenti: pensa sempre che, se sei in carcere, stai pagando per aver scelto di stare dalla parte dei deboli contro i potenti della terra. Anche se non sei riuscito a comunicare il tuo nome o il tuo stato di arresto, pensa sempre che i tuoi amici, i tuoi compagni ed i servizi di intervento legale stanno lavorando sul tuo caso: non c’è possibilità che qualcuno venga "dimenticato" in qualche cella. Generalmente i reati contestati in occasione di manifestazioni, non sono reati particolarmente gravi per cui pensa sempre che la tua scarcerazione è molto vicina. Tieni sempre presente che il tuo non è un caso isolato, ma che fai parte di una vicenda collettiva su cui è concentrata l’attenzione degli organi di informazione, dell’opinione pubblica e del mondo politico. Entro un massimo di 4 giorni dovrai essere condotto davanti al giudice per la convalida dell’arresto: sai, quindi, per certo che entro le 96 ore entrerai in contatto con il mondo esterno e che molto probabilmente contestualmente alla convalida avverrà la tua scarcerazione. Tieni sempre presente che i poteri della polizia, per quanto ampi, non sono illimitati: nell’arco di poche ore il tuo caso dovrà comunque essere inquadrato nell’ambito delle garanzie poste dalla legge a tutela dell’indagato in stato di arresto.


IN ORDINE AI REATI

Non è possibile schematizzare preventivamente se e quali reati possano essere contestati a seguito della manifestazione: dipende troppo dagli eventi e da come essi si determinano. E’ importante, in ogni caso, avere sempre la consapevolezza chela responsabilità penale è personale. Per contestarti la commissione di un reato devono dimostrare la tua personale responsabilità nella produzione dell’evento: non è pertanto sufficiente che un fatto-reato si sia verificato nel corso di una manifestazione per imputarlo a chiunque dei manifestanti. Di conseguenza: Tieni sempre presente che nel corso delle manifestazioni le forze dell’ordine sono attrezzate per effettuare riprese e foto, anche dall’alto: molte postazioni sono dislocate lungo i percorsi e non sono visibili. Va inoltre considerato che attrezzature da ripresa sono normalmente operative presso esercizi commerciali, banche, uffici di vario genere. Fai attenzione a ciò che si verifica intorno a te senza scadere, però, nell’inutile curiosità: la curiosità potrebbe portarti ad essere nel luogo sbagliato nel momento sbagliato. Scegli sempre dove essere secondo criteri di necessità e condivisione.

 

 

CONTATTI LEGALI:

  • Avv. GASTONE DALL’ASEN DI BOLOGNA, PIAZZA DELLA MERCANZIA, 2
    TEL. 051272136; FAX. 051271841; CELL.3382902436;
    e-mail: clovisg@tiscalinet.it; clovisg2@tiscalinet.it;
  • Avv. MARIO MARCUZ DI BOLOGNA, VIA S. STEFANO, 20
    TEL. 051260843; FAX. 051260843; CELL. 3286930611;
    e-mail: diritto@inwind.it
  • Avv. BARBARA CASADEI DI BOLOGNA
    TEL. 051260843; FAX. 051260843; CELL. 3286930611.
  • Avv. LUCIA GASPERINI DI BOLOGNA DI BOLOGNA, VIA RUBBIANI, 2
    TEL-FAX. 051330946; CELL. 3478918160.
  • Avv. LITA CAMAIONI DI BOLOGNA, PIAZZA DEI TRIBUNALI, 6
    TEL. 051581563; CELL. 3470432191;
  • Dott. SILVIA ALLEGREZZA DI BOLOGNA
    TEL 051331664; CELL. 3357430453



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