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G8 GENOVA: PROPOSTA DI ASSEMBLEA PUBBLICA


I giorni del G8 di Genova si avvicinano velocemente e si sta delineando il programma delle iniziative che si svolgeranno in quell'occasione. A Bologna, in molti stanno discutendo su questa iniziativa. E' ora che lo facciamo insieme. Vi  proponiamo di promuovere una assemblea provinciale nella settimana dal 28/5  al  2  giugno a cui chiamare Antonio Bruno della rete contro il G8 di Genova (la rete dei gruppi e dei singoli genovesi organizzati in vista del G8), sulla base di una lettera appello pubblica, di cui vi inviamo una bozza. Vi  proponiamo di incontrarci per discutere di questa ipotesi martedì 17 maggio alle ore 21. Il Teatro Polivalente Occupato, in via Lenin 3, ha dato la sua disponibilità ad ospitare l'assemblea.

ATTAC BOLOGNA - CONTROPIANI - YA BASTA!
PUNTO ROSSO BOLOGNA - ZERO IN CONDOTTA


Appello proposto alla discussione DA SEATTLE A GENOVA PASSANDO PER PORTO ALEGRE
E in mezzo Bologna, Quebec, Nizza, Trieste, Ginevra, Napoli pensando al dopo...

L'ideologia  e la pratica neoliberista, che va comunemente sotto il nome di globalizzazione, sono messe in crisi da un vasto e crescente movimento. Ma questo non basta.
Non basta essere in tanti nei cortei, dobbiamo porci l'obiettivo di avere dalla nostra parte la maggioranza della popolazione.
Il movimento è composito e questo, come sappiamo, costituisce una ricchezza e un  problema. E' una ricchezza, perché la diversità  è condizione fondamentale per allargare  la  partecipazione. E' un problema, perché è sempre difficile tenere insieme punti di vista diversi fra loro.
E'  un movimento mondiale perché mondiale è il problema. Dovunque i potenti della Terra si riuniscono, c'è chi mette in discussione i loro progetti. Il nostro avversario agisce su scala mondiale, ha una ideologia omogenea e luoghi di decisione internazionali.
Per questo sono importanti i momenti in cui si comincia a costruire un confronto internazionale e un sentire comune fra i movimenti di contestazione, come il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre.
A  luglio ci sarà la riunione del G8 a Genova e c'è, prima di tutto, un problema  di  democrazia, perché non si sa nemmeno se verrà autorizzata una qualsiasi iniziativa;  in  compenso, la città verrà militarizzata.
Questa minaccia di dispiegamento militare manifesta un elemento di debolezza. Portare  migliaia di poliziotti per tentare di impedire, o comunque limitare, le manifestazioni potrà, forse, spaventare qualcuno; però questo atteggiamento rivela il carattere autoritario del potere con cui ci confrontiamo, finalizzato a difendere i privilegi con la forza. Se sapremo mettere in evidenza questo aspetto, la loro forza si rivelerà una debolezza.
La loro vulnerabilità l'hanno già dimostrata in più occasioni, dal fallimento dell'Accordo Multilaterale degli Investimenti, all'incontro dei potenti di Seattle, alla sconfitta in Sudafrica delle multinazionali del farmaco.
Ognuno di noi ha punti di partenza diversi, ognuno di noi si interroga sugli sbocchi, su quali siano i rapporti con la politica, su quale possa essere un nuovo ordine mondiale di solidarietà, uguaglianza e democrazia.
Siamo tutti d'accordo, però, sul fatto che bisogna prima di tutto fermarli, e mentre cerchiamo di farlo, si deve discutere di cosa vogliamo.
Le iniziative di Genova sono un passaggio decisivo per il futuro, non a caso Genova è stata indicata come momento centrale di mobilitazione dal Forum Mondiale di Porto Alegre, come dagli zapatisti.
Per questo, noi che a Bologna, siamo impegnati a preparare le iniziative in occasione del G8 di luglio, vorremmo discutere sul come arrivare a Genova, sui contenuti che vogliamo  portare, su come far si' che questa sia l'ennesima occasione in cui indichiamo agli oppressi di tutto il mondo i responsabili di questa situazione. In altre parole, è il caso di discutere insieme come far crescere il movimento che contesta la globalizzazione finanziaria e vuole la globalizzazione dei diritti.
A Genova e dopo Genova.


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