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Presidenza 2001


Il Fondo Fiduciario di Genova
per l’Assistenza Sanitaria

(traduzione del documento del Governo italiano per il G8 "Genova Trust Fund for Health Care)


Il documento "Oltre la riduzione del debito", fatto circolare dalla Presidenza Italiana, proponeva d’istituire uno specifico Fondo Fiduciario per dare speciale riconoscimento alla salute come priorità prevalente nell’agenda dello sviluppo, al fine d’accelerare il progresso verso il raggiungimento degli Obiettivi dello Sviluppo Internazionale.
In seguito all’incontro tra gli esperti della salute del G8 del 12-13 Febbraio 2001, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha suggerito una Linea d’Azione per aumentare progressivamente la risposta alle malattie infettive nel mondo. Ciò comprenderebbe azioni per ostacolare l’HIV/AIDS, la malaria, la tubercolosi (TB), le malattie infantili e altre condizioni che causano o sostengono la povertà, coerentemente con gli obiettivi stabiliti nel Summit di Okinawa dei G8. Noi appoggiamo gli elementi e la struttura della Linea come segue.

  1. La creazione di un nuovo fondo per accrescere le capacità del sistema sanitario e aiutare l’implementazione d’interventi atti ad affrontare condizioni specifiche. Tale specifico Fondo Fiduciario per l’Assistenza Sanitaria potrebbe anche portare una pluralità di fondi esistenti (per esempio, il Fondo per i Vaccini Infantili dell’UNICEF, che sostiene l’Alleanza Globale per i Vaccini e l’Immunizazione (GAVI); il Fondo Globale per i Farmaci contro la TB dell’OMS; il Fondo Internazionale per l’HIV/AIDS, che probabilmente costituirà uno dei principali risultati della Sessione Speciale dell’Assemblea Generale della Nazioni Unite (UNGASS) sull’AIDS) sotto una struttura di governo coordinata, garantendo l’armonizzazione delle procedure d’erogazione e stabilendo un meccanismo che consenta ad organizzazioni esistenti di lavorare meglio.

  2. La base razionale per l’istituzione del Fondo si fonda sulla necessità di:
    • accelerare il progresso del cammino verso il raggiungimento degli Obiettivi dello Sviluppo Internazionale;
    • contribuire a far fronte all’inadeguatezza di risorse nei paesi poveri;
    • integrare le risorse domestiche allocate per il settore sanitario all’interno dei Piani Strategici per la Riduzione della Povertà dei singoli paesi;
    • razionalizzare e inglobare in una struttura coordinata un ampio insieme d’iniziative esistenti e pianificate inerenti le materie sanitarie, riducendo in questo modo la frammentazione;
    • mantenere flessibilità per adattare entro limiti ragionevoli punti di vista e priorità specifici dei diversi donatori;
    • minimizzare i costi di transazione;
    • fornire uno strumento per mettere insieme ed incrementare risorse dentro una struttura di riferimento multilaterale per agenzie multilaterali e bilaterali;
    • semplificare l’accesso alle risorse da parte dei beneficiari attraverso procedure amministrative armonizzate.

  3. Il Fondo Fiduciario potrebbe supportare funzioni globali essenziali come:
    • programmi di ricerca strategica e sviluppo di farmaci e vaccini necessari;
    • collaborazioni strategiche per migliorare l’accesso dei paesi più poveri a farmaci e vaccini;
    • schemi per l’acquisto e la distribuzione efficienti di prodotti di prevenzione e terapia;
    • programmi atti a introdurre diffuse pratiche di prevenzione;
    • educazione sanitaria;
    • fornitura di basilari principi nutrizionali a mamme e bambini, con particolare attenzione all’alimentazione scolastica.

  4. Uno snello meccanismo per muovere fondi, con controllo decisionale a livello dei singoli paesi, per valutare necessità, sviluppare richieste di supporto come parte delle loro strategie a livello nazionale o di settore, come i Documenti Strategici di Riduzione della Povertà (PRSP).
  5. Il miglioramento della capacità dei sistemi sanitari dei Paesi in Via di Sviluppo (DC) di fornire servizi essenziali (rafforzando le risorse umane e investendo sulla logistica per la distribuzione di medicine e altri prodotti essenziali).
  6. Il monitoraggio dei risultati , costruito sul OECD e sul WTO uniti nello sforzo fin dal 1999 in questo campo.


1) Donatori.
WHO ha stimato tra i 10 e i 20 miliardi di dollari per anno le risorse addizionali richieste per combattere le malattie infettive e portare un importante miglioramento delle condizioni di salute dei più poveri del mondo. Il G8, compresa la Commissione europea, dovrebbe prendere il comando della situazionededicando adeguate risorse addizionali per lanciare il Genova Dedicate Trust Fund come punto di partenza per 10 anni di sforzi mirati. Gli altri paesi OECD donatori dovrebbero essere invitati a partecipare a questo impegno di lungo periodo.
10 miliardi di dollari rappresentano un impegno piuttosto rilevante che non può essere sostenuto solamente dall ODA.
Nel 1999 il totale ODA dei paesi membri di OECD/DAC raggiungeva 56,3 miliardi di dollari. Lo sforzo addizionale richiesto sembra essere più facilmente sostenibile se rapportato all’importo totale netto dei flussi di denaro verso DC e le organizzazioni internazionali (188,9 miliardi di dollari nel 1999).
I paesi in via di sviluppo, in primo luogo, dovrebbero farsi carico di una parte del costo del settore sanitario, per completare quanto viene versato dai donatori; ma un ruolo cruciale dovrebbe essere giocato dai contributi del settore produttivo e dagli ONG. Questo impegno potrebbe essere ottenuto associando il settore privato al sistema di governo del Genova Trust Fund.


2) Governance
Per gestire il Trust Fund debbono essere identificate le differenti funzioni che verranno sviluppate:
Il Governo; la preparazione e la approvazione delle proposte; la gestione e la concessione e gestione dei fondi.
Il governo è responsabilità di quanti forniscono ed usano i fondi. L’organismo di governo comprenderebbe rappresentanti dei finanziatori del fondo, pubblici e privati, nazionali ed internazionali (WHO, Unicef, UNAIDS, Banca Mondiale).
La Organismo di governo sarebbe responsabile di:

  • definire le linee guida relativamente a cosa dovrebbe essere finanziato, i criteri di eleggibilità dei finanziamenti e provvedere le direttive politiche del Secretariat;
  • prendere decisioni sulla destinazione delle risorse separatamente per il Core Fund e per la sua ripartizione;
  • approvare i finanziamenti o direttamente oppure nel caso di progetti minori, attraverso l’autorità delegata al Secretariat;
  • approvare il Piano Finanziario Annuale e il Programma di Lavoro, come proposto dal Secretariat;
  • approvare i criteri di eleggibilità;
  • monitorare e valutare l’efficacia del fondo;
  • fornire la rendicontazione ai donatori per le risorse investite e un rapporto sulle azioni intraprese attraverso il fondo ai paesi in via di sviluppo.


Amministrazione del Fondo.
La Banca Mondiale potrebbe agire in qualità di gestore (trustee) del Trust Fund: Il trustee amministrerà la raccolta e l’utilizzo del Fondo. In qualità di amministratore la Banca Mondiale predisporrà un piccolo Secretariat composto anche da personale di UNAIDS, WHO e Unicef con i seguenti compiti:

  • proporre e amministrare il piano di lavoro e il budget;
  • valutare ed approvare (nel caso in cui sia a ciò delegato) i programmi e i progetti nel rispetto dei criteri di selezione approvati dalla organizzazione di governo;
  • fornire facilitazioni bancarie;
  • fornire le strutture amministrative che assicurino un uso proprio dei fondi;
  • fornire procurement facilities (oppure controllare i proc. di altri);
  • effettuare valutazioni sul piano finanziario e manageriale a proposito dell’utilizzo dei fondi


Unità di valutazione tecnica.
La unità di valutazione tecnica fornisce input e suggerimenti alle organizzazioni di governo e al Secretariat sulla strategia relativamente al Trust Fund e sul piano di lavoro annuale così come risulta dalla bozza preparata dal Secretariat, nonché sulle proposte di finanziamento individuale.
L’unità di valutazione tecnica verificherà l’impatto del programma del fondo e farà un rapporto dei risultati di tale verifica e raccomandazioni alla organismo di governo prima della convocazione annuale della organismo di governo stessa.


3) Obiettivi dei finanziamenti
Il G8 dovrebbe favorire l’inizio delle attività del fondo con una donazione di 500 milioni di dollari che andrebbe sommata ai contributi privati che si prevedono di uguale importo; le più grandi società multinazionali del mondo sarebbero invitate a donare 500.000 dollari ognuna a questo fondo. Il fondo diventerà effettivo nel luglio del 2002, data entro la quale tutte le obbligazioni nei confronti del fondo dovranno essere adempiute.
Allo scopo di permettere la massima flessibilità ai contribuenti il fondo avrà una duplice struttura finanziaria: un Core fund e un Non-core fund.

  1. il Core fund comprende una serie di risorse che possono essere usate per qualsiasi attività riconducibile all’interno del Programma di Lavoro (Work Program) e dei criteri di eleggibilità approvati dall’organismo di governo.
  2. Il fondo potrebbe essere dotato di diversi pacchetti ognuno comprendente risorse vincolate dai contribuenti per usi specifici (diretti verso determinate operazioni, settori, paesi, regioni) all’interno dei generali propositi e delle priorità del fondo .


4) Beneficiari
Priorità sarà data alle attività di finanziamento:

  • in paesi in via di sviluppo con condizioni di povertà estesa, dove gli indicatori della situazione sanitaria mostrano le situazioni più lontane dagli obiettivi di sviluppo internazionale
  • in paesi che sono stati maggiormente colpiti dalle " malattie obiettivo "comprese AIDS, Malaria, TBC.

In aggiunta ai Governi , beneficiari potrebbero essere anche le ONG, le organizzazioni radicate nella comunità e le entità regionali operanti in questi paesi.


5) Interessamento del settore privato
Un " Advocacy Program " per catalizzare il supporto per le iniziative a livello di singoli paesi e a livello globale.
Fondazioni private già contribuiscono in maniera importante fornendo risorse economiche ed esperienza, e il loro ulteriore impegno verso nuovi obiettivi sarebbe auspicabile. Sarebbe inoltre desiderabile la creazione di una opportunità di donare per le multinazionali (qualunque multinazionale e non solo quelle produttrici di farmaceutici) e per il settore del volontariato, dimostrando così l’importanza della responsabilità sociale nell’affrontare le malattie della povertà.


6) Basi per la Partnership
Risorse dal Fondo andrebbero ad unirsi ad altre fonti di finanziamento, riempiendo i gap nei budget della salute nei Paesi partners, all’interno dei paradigmi dei PRSP nazionali. I programmi ed i progetti finanziati attraverso il fondo saranno per un lungo periodo in natura.
Per essere eleggibili, i paesi dovrebbero dimostrare un impegno politico diretto verso la riduzione delle malattie trasmissibili, con particolare riferimento ad HIV-AIDS, malaria e TBC, impegno che deve riflettersi nelle strategie nazionali sulla salute e avere sistemi di distribuzione sul territorio capaci di fornire i prodotti che il fondo fornisce.
I beneficiari eleggibili riceverebbero finanziamenti relativi ai programmi sanitari, corrispondenti ai più importanti obiettivi del fondo. I fondi sarebbero erogati in forma di supporto al budget, collegato con la realizzazione di un programma di settore. Questo ampio approccio non precluderebbe il supporto a specifici progetti in materia di salute.
I fondi potrebbero inoltre finanziare progetti di dimensione regionale.

 



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