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Non voltatevi dall'altra parte.



Noi eravamo a Genova. Abbiamo visto. Non date retta ai giornali ed ai telegiornali. Vi preghiamo di avere la pazienza di leggere.


Venerdì 20 luglio

Eravamo a Genova da Giovedì per la festosa manifestazione dei migranti, 50.000 persone. Migliaia di persone assolutamente pacifiche, un clima di discussione e di festa.

Tutti, venerdì mattina, iniziamo le piazze tematiche in una città blindata: le varie associazioni si trovano sparse nella città per fare un assedio festoso alla famosa linea rossa con danze, performance e slogan. A questo punto sul lungo mare arriva il cosiddetto "Black Bloc" (ma chi sono veramente? alcuni di loro vengono visti parlare con la Polizia, altri direttamente escono dalle loro fila). Iniziano a sfasciare tutto. Polizia e carabinieri stanno fermi. I Black cercano di infilarsi nel corteo dei lavoratori aderenti ai COBAS e altri sindacati, di cui picchiano uno dei leader, vengono respinti a fatica. Poi puntano armati fino ai denti sulla prima piazza tematica (centri sociali). La polizia li insegue, i manifestanti si trovano attaccati prima dai Black e poi dalla Polizia che a quel punto inizia le cariche violentissime. I Black se ne vanno e piombano sulla piazza della Rete Lilliput (commercio equo, gruppi cattolici di base, Mani Tese, e tanti altri). La gente facendo resistenza pacifica cerca di allontanarli. La polizia insegue: carica la piazza. La gente alza le mani grida pace! Volano lacrimogeni e manganellate. Ci sono feriti. I Black se ne vanno e continuano a distruggere la città... 300-400 del Black vagano per Genova, chi li guida conosce perfettamente la città: il loro percorso di distruzione punta a raggiungere tutte le piazze tematiche dove ci sono le iniziative del movimento. E a ruota arrivano polizia e carabinieri. Intanto nella piazza tematica dove ci sono Attac, l'ARCI e altri: tutto va bene, nel primo pomeriggio si decide di andarsene dal confine con la zona rossa fino ad allora assediata con canti, slogan e scenette. La gente sfolla verso Piazza Dante, la Polizia improvvisamente lancia lacrimogeni alle spalle. Fuggi fuggi generale. Gli ospedali si riempiono di feriti. Molti però non vanno a farsi medicare in ospedale: la Polizia ferma tutti quelli che ci arrivano. A sera arriva la notizia della morte del ragazzo. C'è paura, i racconti di pestaggi violentissimi si moltiplicano. Si decide che la risposta sarà la grande manifestazione del giorno dopo, saremo in tantissimi, pacificamente contro tutte le provocazioni e le violenze di Black Bloc e forze dell'ordine.


Sabato 21 luglio

La grande manifestazione, siamo veramente una moltitudine. Il corteo parte, ci sono mille colori. Gente di tutto il mondo. Tutte le associazioni, il volontariato, i contadini, i metalmeccanici, i curdi, ... Canti, danze, mille bandiere. Piazzale Kennedy. Non ci sono scontri. Non c'è niente. Sbucano i Black Bloc La polizia improvvisamente, senza alcun motivo, spacca in due l'enorme manifestazione. . Si scatena la guerra. Cariche dovunque, manganellate. Sono impazziti. La polizia carica i metalmeccanici della FIOM, i giovani di Rifondazione. Iniziano inseguimenti per tutta Genova. Chi rimane solo è inseguito, picchiato. Decine di persone testimoniano di inseguimenti e pestaggi solo perchè riconosciuti come manifestanti. I lacrimogeni creano panico; usano gas irritanti, producono dermatiti, non fanno respirare. I Black Bloc? compaiono e scompaiono, nessuno li ferma. Attaccano a pietrate i portavoce del Genoa Social Forum. Spaccano vetrine ed incendiano. Ma come ci sono arrivati nella Genova blindatissima? La testa della grande manifestazione è tranquilla, passiamo oltre Brignole e la gente del quartiere, che ha visto in azione gli squadristi impuniti, ora saluta il corteo di protesta e propositivo, una speranza per il futuro di tutti. Il troncone di corteo che è riuscito a passare arriva nella piazza dove si conclude la manifestazione, con gli interventi del Sindaco di Porto Alegre, di Bovè (leader della protesta contadina nel mondo), di una delle madri di Plaza de Mayo. Ma nella città è il caos. E' pericoloso andare avanti. Non si può tornare indietro. Tanti di noi sono ancora a piazzale Kennedy fermi, seduti per terra. Improvvisamente partono i lacrimogeni. Fuggi fuggi generale. Passano camionette della Polizia da dove urlano: vi ammazzeremo tutti! La seconda parte del corteo non arriverà mai. Sul lungo mare tutte le persone vengono caricate indistintamente. Chi riesce scappa nei vicoli verso la collina, dove si scatena una vera e propria caccia all'uomo.


Sabato notte, fra 21 e 22 luglio

La manifestazione era ormai finita da alcune ore, la Polizia irrompe nella Sede stampa del Genoa Social Forum. Picchiano tutti con una violenza impressionante. In particolare sono interessati alla documentazione
(testimonianze, video, foto, eccetera) che raccontano quello avvenuto tra venerdì e sabato, che raccontano i contatti fra Polizia e Black: sono molti attenti a distruggere tutto. Vengono distrutti tutti i PC e tutto il materiale che trovano, viene arrestato il coordinatore del gruppo di avvocati presenti a Genova. Viene distrutto o portato via anche tutto il materiale che gli avvocati avevano raccolto per difendere le persone arrestate. Durante la perquisizione, fatta senza alcun mandato, a parlamentari, avvocati, giornalisti e medici è impedito di entrare. Abbiamo visto le barelle portare via i ragazzi pestati a sangue. Chi di noi ha visto lo stato della scuola dopo la "perquisizione" non lo dimenticherà mai.

Occorre avere il coraggio di mettere in discussione i vostri convincimenti sugli apparati democratici del nostro Stato. Meditate e per favore fate girare, parlate, c'è bisogno di raccontare la verità. A vostri amici, parenti, colleghi di lavoro. Non voltatevi dall'altra parte.

Attac Bologna - attacbo@virgilio.it


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