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Bologna Sociale Forum - Verso il G8 di Genova - 20-22 Luglio 2001


DA SEATTLE A GENOVA PASSANDO PER PORTO ALEGRE

E in mezzo Bologna, Quebec, Nizza, Trieste, Ginevra, Napoli
pensando al dopo……..

L’ideologia e la pratica neoliberista, che va comunemente sotto il nome di globalizzazione, sono messe in crisi da un vasto e crescente movimento.
Ma questo non basta. Non basta essere in tanti nei cortei, dobbiamo porci l’obiettivo di avere dalla nostra parte la maggioranza della popolazione. Il movimento è composito e questo, come sappiamo, costituisce una ricchezza e un problema. E’ una ricchezza perché la diversità è condizione fondamentale per allargare la partecipazione. E’ un problema perché è sempre difficile tenere insieme punti di vista diversi fra loro. E’ un movimento mondiale perché mondiale è il problema. Dovunque i potenti della Terra si riuniscono c’è sempre chi mette in discussione i loro progetti.
Il nostro avversario agisce su scala mondiale, ha una ideologia omogenea e luoghi di decisione internazionali. Per questo sono importanti anche i momenti in cui si comincia a costruire un confronto internazionale e un sentire comune fra i movimenti, come il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre.
Ci è del tutto chiaro che nessuno vuole fare la guerra alle città dove si svolgono i convegni come quello del G8, anzi noi ci opponiamo anche al fatto che i potenti della terra occupano di volta in volta questa o quella città come avverrà a luglio a Genova. Noi vogliamo suscitare il conflitto sapendo che esso non può che essere radicale, perché radicalmente oppressiva è la pratica del G8, del WTO, del FMI ecc.
Ma sappiamo che solo con la partecipazione di massa questo è possibile e quindi i nostri atti avranno sempre presente l’obiettivo di allargare la partecipazione perché questa è la condizione decisiva per delegittimare e impedire decisioni che sono prese sopra la nostra testa e contro di noi.
Per questo riteniamo che ogni forma di contestazione delle inviolabili zone rosse, reali e metaforiche, militari e politiche  del potere globale , sia legittima, entro i limiti decisi collettivamente. Ci sembra possibile favorire il protagonismo nelle lotte contro la globalizzazione neoliberista di strati sociali della popolazione sempre più ampi e variegati, in un quadro che deve essere necessariamente unitario (cioè unificato dalla pratica di un obiettivo concreto) per essere più incisivo. Secondo l'indicazione inequivocabile ma ancora incerta proveniente dalla contestazione al Global Forum dell'Ocse a Napoli dello scorso marzo. La nostra lotta non è un pranzo di gala, ma nemmeno una guerra.
Per la riunione del G8 a Genova e c’è, prima di tutto, un problema di democrazia, perché non si sa nemmeno se verrà autorizzata una qualsiasi iniziativa; in compenso la città e forse non solo, verrà militarizzata. Questa minaccia di dispiegamento militare manifesta un elemento di debolezza. Portare migliaia di poliziotti per tentare di impedire o comunque limitare le manifestazioni potrà, forse, spaventare qualcuno; però questo atteggiamento rivela il carattere autoritario del potere con cui ci confrontiamo, finalizzato a difendere i privilegi con la forza. Se sapremo mettere in evidenza, come altre volte, questo aspetto la loro forza si rivelerà una debolezza. La loro vulnerabilità l’hanno già dimostrata in più occasioni, come nel caso del fallimento dell’Accordo Multilaterale degli Investimenti, dell’incontro dei potenti di Seattle, ma anche nella sconfitta delle multinazionali del farmaco.
Ognuno di noi ha punti di partenza diversi, ognuno di noi si interroga sugli sbocchi, su quali siano i rapporti con la politica, su quale possa essere un nuovo ordine mondiale di solidarietà, uguaglianza e democrazia. Intanto metteremo in pratica a Genova, dal 19 al 21 luglio, un assedio multiforme dell'arrogante inviolabilità di un governo del mondo illegittimo  e ingiusto , secondo l'articolazione dei bisogni materiali e immateriali di ognuno, in piazze tematiche che meglio interpretino le contraddizioni che la globalizzazione determina nella nostra quotidianità, su ogni specifico territorio. Siamo tutti d’accordo, perciò, sul fatto che bisogna prima di tutto fermarli, e mentre cerchiamo di farlo si deve discutere di cosa vogliamo. Le iniziative di Genova sono un passaggio decisivo per il futuro, non a caso Genova è stata indicata come momento centrale di mobilitazione dal Forum Mondiale di Porto Alegre, ma anche dagli zapatisti. Per questo, noi che a Bologna, siamo impegnati a preparare le iniziative in occasione del G8 di luglio, vogliamo discutere sul come arrivare a Genova, sui contenuti che vogliamo portare, su come far si che questa sia l’ennesima occasione in cui indichiamo agli oppressi di tutto il mondo i responsabili di questa situazione. In altre parole è il caso di discutere insieme come far crescere il movimento che contesta la globalizzazione finanziaria e vuole la globalizzazione dei diritti.
A Genova e dopo Genova.

BOLOGNA SOCIAL FORUM (Antagonismo Gay, Associazione Capolinea Faenza, Associazione Rinnovamento Sinistra, Attac, Centro Sociale Teatro Polivalente Occupato, Coll. Studentesco Copernico, Collettivo Kontroverso, Comitato Al Crusel, Confederazione Cobas, Contropiani, Coordinamento dell'EmiliaRomagna contro l'Elettrosmog, Giovani Comunisti, Lavoro Società (Area della CGIL), Lila, Mani Tese, Partito della Rifondazione Comunista, Punto Rosso, Radio Città 103, Spa Ranzani, Studenti nati dalla Resistenza, Unione degli Studenti dell'Emilia, Verdi Bologna, Ya Basta, Zero in Condotta)


Per adesioni, informazioni, ecc. potete far riferimento a

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