Bologna - tel. 051203198
info@bologna.social-forum.org
www.bologna.social-forum.org
Logo Contropiani
RETE DEI COMUNI DEL NUOVO MUNICIPIO

Principi e procedure per l'attivazione della Carta

(Bozza - Empoli 5 Ottobre 2002)


1.
La Carta del Nuovo Municipio ha avviato dopo il seminario di Porto Alegre nel gennaio del 2002 un processo di riconoscimento da parte di molti comuni italiani che ú possibile una strada innovativa e alternativa della democrazia e dello sviluppo locale (e forse in generale delle politiche di sviluppo). La Carta ha avuto la funzione importante di fissare alcuni principi generali e di segnalare l'intenzione di cambiamento - o di rafforzamento delle iniziative intraprese - di molti sindaci e amministratori locali.
Nella riunione costitutiva della rete dei nuovi municipi, tenutasi ad Empoli il 5 ottobre 2002, si ú deciso di fare un passo avanti e di operare uno spostamento di attenzione: dall'adesione ai progetti, dalla condivisione di orientamenti alla loro traduzione in politiche urbane e territoriali, dalle intenzioni alle realizzazioni concrete.
Questo passo in avanti non puÖ essere il compito di un gruppo di intellettuali o di un singolo raggruppamento politico, ma deve essere il risultato di una discussione collettiva profonda e di un impegno organizzativo che deve coinvolgere i comuni stessi, i tecnici, gli operatori, gli intellettuali, le associazioni, i politici, i militanti impegnati in questo progetto.
In questa direzione si richiamano alcuni dei principi che sono stati messi al centro del confronto della rete. Questi principi hanno l'obiettivo di precisare le condizioni necessarie per uno sviluppo delle azioni e delle politiche locali.

2.
Il Nuovo Municipio ú una diversa e pi¶ avanzata forma della democrazia, un diverso sistema di relazioni tra governo locale, territorio e societš. Esso ú in particolare:
- un rilancio del rapporto tra democrazia diretta e rappresentanza, attivando istituti intermedi di partecipazione alle decisioni strategiche e alle politiche e azioni concrete dei governi locali;
- una alternativa al governo gerarchico del territorio e al centralismo autoritario, come sviluppo di autogoverno locale in rete (municipalismo federato);
- un processo di interazione con la societš insediata come valorizzazione in particolare del "terzo attore" tra stato e mercato, dando spazio e rappresentanza agli attori sociali pi¶ deboli negli istituti partecipativi.
Il Nuovo Municipio, oltre che una diversa forma della democrazia, ú anche democrazia sostanziale, includente, attiva, scritta nelle azioni buone e positive effettivamente condotte, nelle iniziative efficaci e socialmente condivise di trasformazione della societš locale.
CiÖ comporta che gli enti locali aderenti (comuni, circoscrizioni di grandi comuni, reti o unioni di comuni, circondari, comunitš montane, province) si impegnino ad attivare costituenti di processi partecipativi strutturati, inserendo gli obiettivi e le modalitš del processo nei propri statuti.
I comuni e le reti sono inoltre impegnati nella apertura di ogni possibile spazio pubblico e di ascolto, supporto e confronto con le esperienze di autorganizzazione dei soggetti sociali nel territorio, considerando i conflitti (anche con l'istituzione) come possibili generatori di partecipazione e di democrazia.

3.
L'orizzonte ed il contenuto di governo del Nuovo Municipio indicano un'altra prospettiva di "sviluppo" inteso come valorizzazione dei caratteri distintivi del territorio e attivazione delle energie endogene dei soggetti locali auto-organizzati.
L'orizzonte dello sviluppo locale autosostenibile si oppone alla subordinazione e alla unificazione nel mercato unico mondiale del neoliberismo. Esso ú infatti difesa delle diverse vie di sviluppo, e valorizzazione delle differenze biologiche, ambientali, socioeconomiche e culturali.
I comuni e le reti di comuni si impegnano quindi a porre al centro della discussione nei processi partecipativi strutturati questioni sostanziali di scenari di sviluppo fondati sull'autovalorizzazione delle risorse locali, ed elementi di alternative nelle direzioni indicate.

4.
La costruzione del Nuovo Municipio ú un processo, un cantiere in corso in molti comuni italiani. In questo processo sono importanti il cammino e l'orizzonte. La Carta del Nuovo Municipio ha avuto appunto il compito di riassumere questo orizzonte; e i principi di riferimento sopra richiamati hanno l'obiettivo di riproporli sinteticamente con chiarezza. Ora si tratta di definire passi successivi del cammino da intraprendere.
Trattandosi di un orizzonte di sviluppo locale autosostenibile non ú possibile definire una forma standardizzata del processo partecipativo e degli elementi di scenario; questi dipenderanno dalle peculiaritš ambientali, territoriali, sociali, di tradizioni civiche, di esperienze partecipative appartenenti a ciascun luogo. Occorre tuttavia indicare alcuni profili istituzionali e alcune aree di azione politica ritenuti qualificanti per riconoscere - in qualche modo per accreditare socialmente - il cammino svolto dai comuni.

5.
In molte cittš italiane, il governo locale - talvolta anche in comuni governati dalla sinistra - appare disinteressato o anche ostile ai principi della Carta del Nuovo Municipio. In altri comuni l'adesione alla carta ú soltanto formale, e ad essa non seguono effettive trasformazioni istituzionali o innovazioni delle politiche urbane e sociali. In alcune di queste cittš esiste tuttavia un tessuto di iniziative dal basso, di cantieri sociali di trasformazione. In questi casi ú quindi una sorta di Contro Municipio organizzato dal basso che viene messo all'opera da parte di associazioni, soggetti sociali, comitati, comunitš di base. Faranno dunque parte della rete dei nuovi municipi anche i "nuovi contro municipi organizzati dal basso" per i casi nei quali la rete di iniziative e di progettualitš sociale sia profonda ed estesa.

Principi procedurali e organizzativi del Nuovo Municipio

1 I nuovi municipi si costituiscono come "attori mondiali di un municipalismo federato", attori significativi della costruzione di un reticolo internazionale della globalizzazione dal basso di modelli di sviluppo alternativi, attivando reti solidali e non gerarchiche. Essi divengono soggetti promotori di una diplomazia della pace, di cooperazione decentrata solidale, e del sostegno attivo ai territori poveri del mondo.

2 I nuovi statuti comunali esplicitano l'orientamento e le procedure per attuare una gestione partecipata e socialmente condivisa del territorio. La partecipazione deve coinvolgere il maggior numero di attori sociali, economici, culturali; deve includere e privilegiare le imprese a finalitš etica (ambientale, sociale), le forme di finanza etica e di commercio equo e solidale. La costituente partecipativa deve riguardare innanzitutto la costruzione di scenari di futuro finalizzati alla produzione sociale di un piano di sviluppo locale integrato (socioeconomico e territoriale) come riferimento strategico condiviso di progetti e azioni specifiche.

3 Il nuovo municipio assume come riferimento e campo di sperimentazione forme di Bilancio Partecipativo; non come applicazione meccanica di un modello dato ma come acquisizione, in modi nuovi e propri ad ogni contesto, delle scelte fondamentali delle esperienze che l'hanno adottato: statuizione della partecipazione, reiterazione sistematica e stabile del processo partecipativo in forme decisionali, impegno al passaggio necessario delle politiche attraverso la produzione sociale delle stesse nei nuovi istituti partecipativi.
In ogni caso la sperimentazione in tempi solleciti di forme appropriate e localmente condivise di Bilancio Partecipativo deve essere intesa insieme come bilancio finanziario e sociale, con finalitš redistributive e di discriminazione positiva nei confronti degli esclusi.

Azioni sociali urbane e territoriali strategiche

1.
Il nuovo municipio coinvolge la molteplicitš degli attori sociali nel riconoscimento e nella valorizzazione del patrimonio territoriale e urbano (risorse ambientali, del paesaggio, del territorio storico, della cultura locale) facendone la leva per la produzione di nuova ricchezza durevole e per l'attivazione di modelli di sviluppo autocentrati, fondati sulla messa in valore delle peculiaritš produttive, culturali, ambientali di ogni singolo luogo.
Attivando energie economiche e sociali locali che consentano maggiore autogoverno, il municipio contrasta il neocentralismo e la conseguente sottrazione crescente di ruoli e risorse.

2.
Il nuovo municipio attiva cantieri sociali di trasformazione urbana nei quartieri e nelle periferie con lo scopo di:
- contrastare la condizione di perifericitš e emarginazione, ricostruendo lo spazio pubblico attraverso la "gestione creativa dei conflitti" negli spazi contesi della cittš (spazi sociali, strade e piazze, ecc.), attivando attraverso la partecipazione luoghi di costruzione di un nuovo rapporto tra istituzioni, movimenti e societš, realizzando un rapporto positivo con le forme di resistenza, dissenso e conflitto sociale;
- attivare strategie positive di trattamento delle occupazioni e dei processi di riappropriazione della cittš (autorecupero, autocostruzione, consolidamento dei luoghi alternativi di socialitš e autorganizzazione);
- attivare politiche urbane di valorizzazione della cittš delle differenze (etš, genere, cultura, provenienza geografica, linguaggio, stile di vita, preferenze sessuali, ecc);
- ridefinire il concetto di sicurezza contro politiche di "militarizzazione" e "recinzione" degli spazi, promuovendo iniziative endogene di rivitalizzazione delle zone a rischio e di inclusione che garantiscano la fruizione collettiva e integrata della cittš.

3.
Il nuovo municipio si oppone alla distruzione del ruolo pubblico nella produzione e gestione dei servizi e dei beni fondamentali della riproduzione della vita (acqua, energia, beni ambientali) contrastandone la pura privatizzazione in atto;
individua forme di controllo e di gestione sociale, riattivando saperi e tecniche locali, per superare il gigantismo dei grandi apparati aziendali (pubblici e privati) sovradimensionati e senza legami con il territorio, in favore di reti produttive a carattere sociale e etico.

4.
Il nuovo municipio affida al mondo associativo, al terzo settore, alle imprese sociali, ai nuovi agricoltori che valorizzano l'ambiente e la qualitš dell'alimentazione, la produzione e la gestione di beni e servizi pubblici (salvaguardia idrogeologica, qualitš ambientale e del paesaggio, manutenzione e riqualificazione urbana, servizi sociali e assistenziali, ecc), attivando a questo scopo finanziamenti pubblici e privati.

5.
Il nuovo municipio si impegna a condurre una battaglia di lunga durata contro il sistema esistente di mobilitš delle persone e delle merci fondato sull'automobile e sul traffico privato motorizzato, attraverso la sperimentazione su larga scala di forme ambientalmente sostenibili di trasporto collettivo e lo sforzo teso a ridurre, attraverso il rafforzamento di reti di insediamenti tendenzialmente autocentrati, gli spostamenti pendolari di massa.

6.
Il nuovo municipio ú impegnato in un programma straordinario contro la povertš e l'esclusione sociale, in particolare sui problemi della casa, dell'immigrazione e dei servizi alla persona, attraverso progetti sperimentali integrati e una mobilitazione intensa e continua di risorse finanziarie ed umane.

7.
Il nuovo municipio ú fortemente preoccupato delle conseguenze economiche e sociali dei processi di flessibilizzazione e precarizzazione del lavoro. Esso si impegna ad affrontare queste conseguenze e a non adottare strumenti di questa natura nella gestione delle proprie attivitš.

Fonte:
www.unifi.it/lapei