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Tradotto da Nettime (by camerakaze@excite.com). Un articolo molto semplice per reintrodurre una figura nata negli anni 80, il video activist, meglio conosciuto nei contesti anglofoni come "camcorder kamikaze". Queste modo di fare informazione ha assunto un ruolo importantissimo da quando è possibile diffondere filmati tramite la rete. In questo modo radio B92 trasmetteva immagini di Belgrado sotto le bombe e gli attivisti di Seattle sono riusciti a coprire l'evento, a fare informazione indipendentemente e parallelamente alla copertura dei mass media e a imporre loro in alcuni casi la testimonianza "obiettiva" dei propri filmati. La videocamera diventa un tactical medium come può essere la rete e l'ibridazione dei due è un potentissimo strumento. L'organizzazione di gruppi o network indipendenti per fare videoinformazione dal basso è la condizione sine qua non di tutti i movimenti politici post-Seattle, come ad esempio quello che organizzerà J12 a Bologna, che come abbiamo già detto altre volte si giocano prima sul piano mediatico e di networking che nelle tradizionali manifestazioni in strada. Il netvideo è modo più intelligente anche di affrontare l'imminente invasione della web TV, di costruirsene quindi una propria, non necessariamente in streaming, e di contrapporgli un nome che non suona male.



Camcorder Kamikazes

L’utilizzo della tecnologia come unità mobili di comunicazione per garantire il diritto ad una video-comunicazione etica e democratica

Il video attivismo è nato dalla frustrazione e dal limitato interesse dei mezzi di comunicazione, strumenti corporativi e di regime. I mezzi di comunicazione tradizionali tolgono potere agli individui, decidendo in modo autoritario che cosa sia, o che cosa non possa essere una notizia, ed i servizi video sono polarizzati verso gli interessi delle grandi società che forniscono la copertura pubblicitaria, ed il contributo economico ai proprietari dei media.

Le telecamere a spalla e le camere a mano hanno rivoluzionato l’accesso ai mezzi di produzione della comunicazione di massa, ed hanno consentito la documentazione sul campo, tramite un rapido accesso ali materiali video.

I mezzi di comunicazione sono lo strumento di persuasione più efficace, ed attualmente occupano il posto che avevano i cantastorie e gli insegnanti. L’attuale regime di monopolio e di controllo dei media garantisce la conservazione del potere e gli interessi di una ristretta elite.

Le posizioni ed i movimenti realmente antagonisti sono schiacciati da questa logica, e tutti noi siamo costretti a vedere quel che ci vogliono far vedere. Il fallimento dei media tradizionali nell’affrontare temi sociali ed ambientali portano ad una diffusa ignoranza da parte dell’opinione pubblica, rispetto a quei temi che non vengono ritenuti degni di copertura da parte dei mezzi di comunicazione ufficiali.

La de-centralizzazione dei mezzi di comunicazione permetterebbe una maggiore ed una più diffusa consapevolezza da parte dei cittadini. I recenti progressi tecnologici permettono ad un singolo individuo di produrre materiale da mettere in onda, utilizzando attrezzature tecniche poco ingombranti ed a basso costo, che riducono la distanza tra l’operatore e lo spazio di ripresa, permettendogli di dare una copertura mediatica a situazioni che i grossi mezzi di comunicazione non sono altrimenti in grado di coprire.

Le stazioni televisive si occupano raramente delle manifestazioni nelle aree periferiche, e spesso mettono in campo un'unica unità video per periodi di tempi relativamente brevi, visti i costi e la necessità di coprire molti eventi contemporaneamente.

I video attivisti che lavorano come militanti interni al movimento sono in grado di coprire più a lungo uno stesso evento, e sono di frequenti gli unici operatori video presenti nei luoghi dove siano in corso forme di azione diretta e manifestazioni di massa.

Con o senza una videocamera gli attivisti sono esposti a violenze e rappresaglie da parte della polizia. La presenza delle videocamere può scoraggiare la violenza, o può essere di fondamentale importanza per dimostrare e denunciare successivamente eventuali responsabilità delle forze dell’ordine, garantendo una maggiore sicurezza per persone presenti. Perciò, benché il video attivista possa trasformasi nell’obiettivo principale delle violenze e delle rappresaglie delle forze dell’ordine, egli non dovrebbe prendere parte alle azioni ma assumere un ruolo di osservatore partecipante.

I video attivisti possono evitare le omissioni e le manipolazioni da parte dei media ufficiali, utilizzando le nuove tecnologie, per rendere visibile quel che altrimenti rimarrebbe non-visto, e può per questo motivo ridefinire e il contesto politico dell’azione.

Esistono molte altre strade disponibili per permettere ai video attivisti di dare la maggiore copertura video alle forme di azione diretta. La possibilità di fornire immagini video ai grossi mezzi di comunicazione è una strada efficace per garantire maggiore visibilità alla vostra protesta. I media sono generalmente interessati alle documentazioni scene d’azione e possono anche essere disposti a pagare, pur di ottenerli. Negoziate preventivamente il valore delle vostre documentazioni video, e non date mai gli originali!

I video attivisti possono inoltre collaborare con le stazioni audio/video del movimento e possono trasmettere alla radio o alla televisione le loro riprese. Le raccolte di immagini, in forma di video-zine, o la proiezione dei filmati alle feste o ai rave parties sono altri sistemi efficaci e non convenzionali per raggiungere il maggior numero di persone.

Internet è di per se stessa in grado di veicolare immagini video, sebbene al momento attuale sia preferibile usare spezzoni o singole immagini, per garantire un più rapido accesso alla documentazione video.

I video attivisti possono inoltre formare altri attivisti, ed ingegnargli come essere attivi sul campo. Addestrarsi alle interviste sul posto, ed insegnare ad altri ad utilizzare gli equipaggiamenti video rende maggiormente autonomi i gruppi di lotta e permette di condividere le responsabilità all’interno del gruppo.

Due videocamere sono ovviamente meglio di una sola, per garantire la massima copertura all’azione. Maggiore è il numero di videocamere, maggiore è la garanzia di sicurezza e di copertura dell’azione.

E’ importante coinvolgere gli altri partecipanti nelle decisioni circa gli obiettivi delle riprese e capire quali siano i bisogni concreti della mobilitazione. Maggiore sarà il coinvolgimento, maggiore sarà la possibilità di essere efficaci nell’uso dei tempi, riuscendo a comprendere quanti saranno i nastri necessari per la copertura video e per la raccolta delle testimonianze.

Molti manifestati preferiscono non essere ripresi, ma è importante che la gente si senta proprio agio e si fidi completamente delle unità di video attivisti, ed utilizzi la loro presenza informandoli su cosa stia effettivamente succedendo e chiedendo un’immediata copertura video in caso di necessità.

Spesso è molto difficile per uno spettatore che non sia stato direttamente coinvolto nell’azione, capire cosa sia effettivamente successo senza poter vedere con i propri occhi i fatti, ed i racconti di coloro che hanno partecipato alla manifestazione.

In questo senso le testimonianze video dirette sono spesso molto più attraenti ed efficaci di quelle diffuse dalle troupe televisive ufficiali. E’ importante non dimenticare mai che le documentazioni più convincenti sono quelle che non hanno subito manipolazioni. Cercate di intervistare la gente comune nel momento stesso in cui l’azione avviene, chiedendogli cos’hanno visto, cosa stanno vedendo e soprattutto che cosa hanno provato.

Il principale obiettivo della vostra azione è di persuadere il vostro pubblico sulla bontà delle ragioni della vostra azione, non certo la propaganda, visto che probabilmente i media ufficiali ci hanno già pensato prima.

Il video attivista è tanto più tattico, quanto più cercherà di modificare il punto di vista della collettività. Le notizie rappresentano il più delle volte un punto di vista soggettivo, perché collegano gli interessi dell’operatore nel momento in cui lui stesso riprende i fatti.

I mezzi di comunicazione vorrebbero che ognuno si convincesse del fatto che le loro manipolazioni, sono in realtà la pura e semplice verità. Il lavoro del video attivista è di trovare la storia dimenticata dai grossi interessi politici e commerciali.

Il vantaggio di un video attivista è inoltre rappresentato dal fatto che lui può permettersi di perdere sei mesi per un servizio, piuttosto che una mezz’ora solamente, garantendo una maggiore copertura all’evento ed una migliore qualità dell’informazione. Il vostro lavoro è di enorme valore per il movimento, perché fornisce una voce alle minoranze senza voce.

DI COSA AVETE BISOGNO PER GARANTIRE UNA BUONA RIPRESA VIDEO
Una videocamera di buona qualità – Video 8 con nastri Hi8, HI8, SVHS, Mini DV, Betacam con batterie a lunga durata, cuffie per controllare il suono, lenti grandangolari ed un filtro per proteggere le lenti, un microfono direzionale agganciato alla telecamera.

ERRORI COMUNI
Non tagliate le facce delle persone nelle riprese, piuttosto riprendetele di spalle inquadrando la zona verso la quale le persone stanno guardando.
Cercate di utilizzare un microfono direzionale agganciato alla telecamera. I microfoni forniti di serie con le videocamere commerciali, sono generalmente di cattiva qualità ed il vostro video è 50% video e 50% audio.
Non sottovalutate quanto un suono di cattiva qualità possa rovinare e rendere meno efficace il vostro lavoro. Non intervistate le parsone davanti alle funeste o alle vetrine. Il contrasto sarebbe eccessivo per la vostra videocamera e rovinerebbe l’immagine. Piuttosto, nel caso siate capaci di farlo, disattivate la messa a fuoco automatica ed usate il fuoco manuale. La correzione deI bianchi e la messa fuoco automatica è molto più facile da usare nelle azioni ad alta velocità. Cercate di tenere una distanza sufficiente tra voi ed il luogo dell’azione. Se vi trovate proprio sul posto, probabilmente non sareste in grado di capire cosa sta succedendo attorno a voi e la vostra attrezzatura potrebbe essere distrutta. Evitate che la vostra attrezzatura si bagni, prenda polvere o venga investita dalla sabbia. Questo potrebbe danneggiarla irrimediabilmente! Procuratevi una copertura protettiva o perlomeno un sacchetto di plastica con cui coprire la videocamera. Potete usare tranquillamente una protezione in PCV trasparente, o convincere un amico a tenere un ombrello sopra la videocamera. Alcune videocamere sono provviste, o possono essere provviste di protezioni antiurto dedicate. Si tratta di un ottimo investimento per proteggere la vostra creatura ! Le videocamere dovrebbero essere controllate ogni tre mesi per la pulizia delle testine etc. Le cassette pulisci testina non hanno la stessa efficacia, e dovrebbero essere utilizzate con una certa attenzione. Prendete sempre più nastri e batterie di riserva di quante ne avreste bisogno. Quando l’azione si scatena lasciate fare alla camera poiché l’azione dura di solito pochi secondi. Due videocamere puntate sullo stesso obiettivo sono sempre migliori di una sola! Chiedete alle persone di spiegare cosa sta accadendo. L’interazione rende più efficace la ripresa. Cercate di etichettare le vostre riprese sul posto o prima possibile, una volta finita l’azione. Tenete tutti gli appunti su un taccuino, ve ne servirà almeno un altro per prendere tutte le informazioni ed i nomi (specialmente quelli dei poliziotti violenti). Ci vogliono circa 3-4 secondi perché l’occhio unano metta a fuoco la visione, perciò cercate di esser sicuri che ogni ripresa sia abbastanza lunga, e che duri abbastanza. Nel caso voleste montare successivamente le immagini vi servirà del tempo in più per ogni ripresa, perciò evitate le riprese troppo corte !
I cavalletti sono ottimi per le interviste ma sono sconsigliati per i momenti di azione diretta per il semplice fatto che non avreste tempo e spazio per usarli. Usate la camera a mano nella maggior parte delle occasioni in cui è possibile farlo. Lo zoom aumenta l’effetto mosso, perciò avvicinatevi voi stessi all’azione e state a debita distanza sempre che non non vi sentite sicuri. La pratica insegna! La polizia potrebbe cercare di confiscarvi il materiale perciò tenetelo nascosto oppure affidatelo a persone di cui potete fidarvi. Non date mai alla polizia o alle troupe delle televisioni ufficiali i vostri mastri originali!

LA RADIO
Se siete in grado di ottenere registrazioni audio abbastanza buone nelle vostre registrazioni video, potete fornire materiale sia alle televisioni che alle radio. Avere una buona qualità del suono e pochi rumori di sfondo ci aiuterà al momento del montaggio video.


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