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Marcia della Pace Perugia-Assisi




Vista la grande richiesta i posti si stanno esaurendo rapidamente, queste le ultime possibilità

Treni

  • partenza da Bologna 4:08
    arrivo a Terontola 6:30
  • partenza da Bologna 6:56
    Arrivo a Perugia 8:00
  • Costo di andata L. 34.000
    Sconto comitive (min 20 persone) 50%
  • Contatti per prenotazioni:
    Marta 348.92.28.860
    Luca 348.93.49.591


Autobus

  • Una ventina di posti liberi nel pulman del Comune di Sant'Agata che raccoglie anche una parte del Comitato promotore del Social Forum Terre d'Acqua di San Giovanni in Persiceto.
    Per informazioni 051.725455 - 051.725439 - tonibo@iol.it
  • Pulman organizzato dal gruppo consiliare - in regione - dei Verdi.
    Contattare Filippo Bortolini al numero 051 6395762

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Il Bologna Social Forum partecipa alla
Marcia Perugia-Assisi pur non aderendo alla presa di posizione del Tavolo della Pace a proposito dei fatti dell’11 settembre.



UN MONDO SENZA TERRORE E’ POSSIBILE

Opponiamo il più netto rifiuto all’utilizzo del terrore come arma politica, in qualunque forma esso si manifesti.
In nome degli stessi principi di umanità condanniamo l’attentato di New York e di Washington, che ha causato la distruzione di migliaia e migliaia di vite. Condanniamo, peraltro, anche la guerra alla Yugoslavia, l’embargo all’Iraq, alle cui conseguenze dirette va attribuita la morte di oltre un milione di persone fra cui moltissimi bambini — vera e propria arma di distruzione di massa, così come le rappresaglie dell’esercito turco contro le popolazioni curde e ogni altro impiego del terrore contro chiunque sia diretto e da chiunque provenga.
L’uso del terrore, indiscriminato e annichilente, come arma politica è un crimine contro l’umanità e come tale va perseguito.
Chiediamo da parte di tutte le nazioni che si riconoscono nei principi di umanità e democrazia sanciti dalla carta dell’ONU il pieno impegno per la sicura individuazione e persecuzione dei colpevoli degli attentati negli Stati Uniti, ed assieme chiediamo che gli sforzi per portare a positiva soluzione le tragedie da troppo tempo in atto cui i criminali possono appellarsi nel tentativo di trovare appoggi vengano moltiplicati come non mai. Il conflitto fra popoli che oppone israeliani e palestinesi o l’aggressione all’Iraq, che continua nel silenzio degli organi di informazione, sono ferite aperte che chiedono immediata soluzione, se vogliamo sottrarre ai criminali ogni possibile appiglio.
Commetteremmo un gravissimo errore se la legittima volontà di punire i colpevoli dovesse sfociare in una guerra. Un tale esito rappresenterebbe, molto probabilmente, proprio quinto si erano prefissi coloro che hanno protetto e messo in atto l’attentato.
Chiediamo che l’ONU sia riformato, rispetto alla sua struttura attuale, che lo rende succube delle logiche di potenza, assumendo realmente il ruolo di risolutore dei conflitti fra i popoli.
All’idea dell’inevitabilità della guerra dobbiamo contrapporre il superamento della logica e degli apparati militari in favore di forme di soluzione pacifica dei conflitti sulla base del pieno riconoscimento dei diritti dei popoli a partire da quello palestinese.
La giustizia rischia di essere una parola vuota finchè le politiche neoliberiste continueranno ad approfondire con la miseria il fossato che sta separando i popoli del mondo.


NO ALLA NATO
Siamo convinti che stia andando avanti il processo di accentramento dei luoghi di decisione sui destini del mondo sia a livello economico che politico.
La NATO assume un ruolo decisivo in una fase in cui la guerra riprende il suo ruolo nel mondo, un ruolo che non è in contraddizione con l’egemonia degli USA, anzi la NATO si pone come strumento di questa egemonia sul piano militare coinvolgendo l’Europa in una posizione subalterna.
L’obiettivo dello scioglimento della NATO si pone, quindi, come passaggio decisivo per mettere in discussione l’egemonia militare degli USA e la tendenza alla guerra oggi presente.
Non c’è disarmo possibile senza lo scioglimento della NATO, così come non è possibile nemmeno pensare ad un ruolo diverso dell’Europa senza mettere in discussione questa alleanza militare.


GUERRA E GLOBALIZZAZIONE
Il movimento di Seattle ha messo in discussione la globalizzazione finanziaria il pensiero unico liberista. Oggi il movimento si deve confrontare con una situazione di guerra che fa correre il rischio di farci fare pesanti passi indietro con il ricostituirsi di un nuovo unanimismo intorno all’idea di guerra giusta e quindi, per definizione, incontestabile. Su questo si rischia di fondare un nuovo consenso al dominio mondiale in cui i paesi poveri e gli oppressi di tutto il mondo sarebbero schiacciati in modo molto più pesante che nel già tragico presente. Già la guerra contro la Yugoslavia ci ha portato il concetto di "guerra umanitaria" che noi abbiamo contestato perché un conflitto bellico non è mai umanitario e quell’idea serviva solo a giustificare un attacco distruttivo per le persone e per l’ambiente che è servito ad affermare una presenza della NATO nei Balcani e ha ulteriormente destabilizzato quell’area.
Non è possibile non mettere insieme la contestazione della globalizzazione finanziaria come strumento di dominio e di sfruttamento e la guerra come modalità principale, nella fase attuale, per stabilire e confermare questo dominio in un contesto diverso.
Di fronte ad un legittimo desiderio di giustizia occorre riaffermare che non ci può essere giustizia nemmeno per le vittime nelle torri gemelle, se non c’è giustizia e pace nel mondo.


GUERRA E FINANZIARIA
Non accettiamo l’uso strumentale della guerra "attesa" allo scopo di continuare a portare avanti la logica di taglio dei servizi sociali a favore delle spese militari. Questo avviene negli USA, ma anche nella legge finanziaria proposta dal Governo Berlusconi.
Bush, come Berlusconi, come altri, decidono di aumentare le spese militari a scapito di quelle sociali a tutto vantaggio delle multinazionali legate alle armi. E’ una logica cinica che usa i morti per accelerare l’attacco alle condizioni di vita dei cittadini americani e italiani e che considera i paesi poveri come compratori di armi per un futuro di guerre.
C’è un collegamento quindi tra la lotta per la pace e la lotta sulle questioni sociali in Italia e nel mondo.
Questo vale anche per il popolo dell’Afganistan, che conta già milioni di profughi per il terrore di 20 anni di guerre e sotto la minaccia di una nuova guerra.
Il Governo Americano promette a loro un minimo di aiuto umanitario solo a bombardamenti avvenuti.


GUERRA E LIBERTA’ DEMOCRATICHE
Non ignoriamo le conseguenze di una guerra sulla vita democratica di tutti i cittadini. Anche qui in Europa gli spazi di democrazia si restringono. Berlusconi ha parlato di scontro fra civiltà e i governi europei hanno già legittimato gravi delimitazioni della libertà personale, in particolare per i migranti di religione islamica.
Non accetteremo il restringimento degli spazi del dissenso, né la criminalizzazione dei movimenti sociali.

SIAMO CONTRO GLI ATTI DI GUERRA DI QUALSIASI TIPO COME RISPOSTA ALL’ATTACCO ALLE TORRI GEMELLE, PERCHE’ NON RISOLVEREBBERO NESSUN PROBLEMA. NON SI FAREBBE ALTRO CHE ACCENTUARE LA SPIRALE TERRORE/RAPPRESAGLIA NELLA QUALE RIMARREMMO STRITOLATI TUTTI, MA SOPRATTUTO I POPOLI OPPRESSI DEL MONDO.

 

NON C’E’ PACE SENZA GIUSTIZIA
NO AL TERRORE NO ALLA RAPPRESAGLIA
NO ALLA NATO



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APPELLO AL MOVIMENTO
Contro la guerra
Senza se e ma
GENOA SOCIAL FORUM

 

Siamo parte di un movimento internazionale che da anni lotta contro la globalizzazione neoliberista, fondata sul profitto economico, sul dominio militare, sulla precarizzazione del lavoro e della vita, sulla fame e la devastazione ambientale.
Abbiamo fermamente condannato la strage terroristica dell'11 settembre ed espresso la nostra solidarietà al popolo statunitense così duramente colpito. Altrettanto fermamente respingiamo i tentativi di utilizzare questo feroce atto per giustificare azioni di guerra, comunque mascherate, contro popoli e nazioni, nel tentativo di consolidare un nuovo ordine mondiale basato sulla militarizzazione della politica e sul governo armato dei conflitti.
Siamo assolutamente convinti che ogni atto che sposta il terreno dal confronto politico allo scontro militare colpisce in primo luogo la possibilità di una azione politica collettiva e partecipata, quale quella espressa alla luce del sole, dall'insieme dei movimenti internazionali che lottano contro il neoliberismo e per un altro mondo possibile.
Il ricorso alla guerra (chirurgica o umanitaria, operazione di polizia o uso mirato della forza militare, poco importa), ci viene presentato come unica strada per risolvere il terrorismo, i conflitti e le crisi internazionali. L'ultimo decennio ha invece dimostrato che la guerra non risolve i conflitti ma li moltiplica, mentre popoli interi continuano ad essere esposti all'espropriazione dei loro diritti e del loro futuro.
Nessuna pace, nessuna sicurezza sono possibili senza giustizia sociale. Riteniamo che senza la voce dei popoli nessun futuro sarà possibile. Vogliamo essere tutte e tutti insieme, un antidoto alla barbarie. Pertanto proponiamo a tutto il movimento di mobilitarsi: contro l'entrata in guerra dell'Italia, perché la fedeltà al superiore valore della pace, come recita la nostra Costituzione, impone il rifiuto degli "obblighi militari" e della linea politica della fedeltà atlantica: per il superamento della Nato e di qualsiasi alleanza militare; contro tutte le azioni militari comunque mascherate; contro una inaccettabile legittimazione della guerra da parte dell'Onu; perché il Parlamento italiano rifiuti la logica della guerra e voti contro l'attivazione dell'Art. 5 del Trattato Nato. Invitiamo dunque, il movimento a riaffermare nelle realtà territoriali le lotte per il diritto alla pace, per una politica del disarmo e per la drastica riduzione delle spese militari a favore delle spese sociali. Proponiamo a tutto il movimento di partecipare alla marcia Perugia-Assisi del 14 ottobre sulla base dei contenuti sin qui espressi. Il ritrovo è nel luogo della partenza della marcia alle ore 9. Saremo presenti con uno striscione che segni la continuità del percorso effettuato dal movimento attraverso le tappe di Genova e Napoli. In piazza Santa maria degli Angeli allestiremo una piazza tematica. Pensiamo, infatti, che l'unica alternativa a qualsiasi forma di guerra o di terrorismo sia la costruzione di un altro mondo. La nostra civiltà è l'umanità intera.

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Marcia della Pace Perugia-Assisi
(Referente da Bologna - Matteo Lepore (Sinistra Giovanile) - matlepo@tin.it)


Al momento hanno aderito al gruppo di promozione a Bologna della Marcia della pace Perugia-Assisi: Sinistra Giovanile, CGIL, ARCI, Lilliput, Manitese, Percorsi di pace, Antica come le montagne, Centro Diritti CGIL, alcuni quartieri, comune di Casalecchio, Idee e Giovani Sinistra univesitaria e altre ass., UDU, UDS.

Il gruppo di pormozione della Marcia della pace di Perugia Assisi (che si terrà il 14 ottobre) è un gruppo cittadino che aderisce agli obiettivi generali della Marcia (www.tavoladellapace.it) ; tale gruppo si propone di allargare al massimo la conoscenza e la partecipazione di un evento così importante in questo momento.

Gli obiettivi generali

  • Globalizzare i diritti umani, la democrazia e la solidarietà
  • Rafforzare la società civile mondiale
  • Costruire un'Europa di pace

Con la 4a Assemblea dell'O.N.U. dei Popoli e la Marcia per la pace Perugia-Assisi del 14 ottobre 2001 ci proponiamo di:

  1. promuovere la globalizzazione dei diritti umani, della democrazia e della solidarietà, sollecitando un cambiamento delle priorità della politica e dell'uso delle risorse;
  2. contribuire alla costruzione e al rafforzamento della società civile mondiale, della sua capacità di proposta e azione comune per la pace, un'economia di giustizia e la democrazia internazionale;
  3. contribuire alla costruzione di un'Europa aperta e solidale, strumento di pace, giustizia e democrazia nel mondo.
  4. promuovere la costruzione di una rete europea delle organizzazioni e istituzioni locali che operano per la pace;
  5. promuovere la costruzione di un "network per la globalizzazione dal basso" e di un "Forum permanente della Società Civile Mondiale"
  6. costruire una coalizione internazionale in vista della Conferenza dell'O.N.U. "Financing for Development" (Finanza per lo Sviluppo) (Messico, marzo 2002);
  7. rilanciare le proposte della società civile mondiale, in vista della conferenza dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (Qatar, novembre 2001);
  8. sollecitare l'intervento dell'Europa e dell'O.N.U. a favore della pace in Medio Oriente, nei Balcani, in Africa, in Colombia, in Turchia...
  9. promuovere una campagna (e una coalizione) internazionale per il rafforzamento e la democratizzazione dell'O.N.U.;
  10. promuovere una campagna (e una coalizione) internazionale contro il progetto di scudo spaziale americano, per il disarmo e la prevenzione dei conflitti.


Con queste iniziative intendiamo dare seguito agli impegni assunti a New York dal Millennium Forum e contribuire alla preparazione del 2° Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre (Brasile, gennaio 2002).

La IV Assemblea dell'O.N.U. dei Popoli, la Marcia per la pace Perugia-Assisi e le iniziative collegate sono inoltre:

uno strumento per

  • promuovere l'alleanza tra quanti, in Italia e nel mondo, sono impegnati contro la guerra, la povertà e il disordine internazionale, per la pace, un'economia di giustizia, i diritti umani e la democrazia; presentare al nuovo Governo e al nuovo Parlamento un pacchetto di proposte per accrescere l'impegno dell'Italia per la pace e la giustizia nel mondo;
  • richiamare l'attenzione dei mezzi di comunicazione sulle principali proposte e iniziative della società civile e degli Enti Locali per la pace, un'economia di giustizia e la democrazia internazionale;
  • suscitare un ampio dibattito internazionale sulle responsabilità e il ruolo dell'Europa nell'era della globalizzazione ("Oltre l'Euro") mettendo a confronto la società civile europea e quella del Sud del mondo;
  • dare nuovo impulso all'impegno per la pace nel nostro paese;
  • sollecitare il coinvolgimento dei giovani e del mondo della scuola;
  • sostenere le principali campagne nazionali e internazionali in corso per la pace e un'economia di giustizia (debito, acqua, Tobin Tax, farmaci, ...);
  • dare voce alla domanda di pace e giustizia di tanti popoli e persone;
  • proporre una visione del mondo che dobbiamo costruire;
  • democratizzare, rinnovare e rilanciare la politica estera italiana, sollecitando la sua apertura alla società civile.

un modo per

  • portare alla luce il lavoro di migliaia di volontari, associazioni e istituzioni locali impegnati per la pace, la giustizia sociale e lo sviluppo umano, la difesa dei diritti umani;

un invito a

  • riflettere sul contributo che ciascuno può dare nella vita quotidiana alla costruzione di un mondo più giusto e solidale;
  • aprire le nostre comunità locali ai problemi del mondo promuovendo l'idea della cittadinanza europea e planetaria, la solidarietà e la cooperazione internazionale;

un contributo

  • allo sviluppo della società civile mondiale
  • alla crescita della solidarietà e della cooperazione internazionale
  • al dialogo interculturale
  • una grande iniziativa di educazione alla pace, alla mondialità e alla solidarietà



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