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Routine Cartacea








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"Routine cartacea", termine migliore gli inquirenti non potevano trovare per presentarsi a casa di 15 (18?) persone per perquisirgli l'abitazione, l'auto, la moto , la cantina.
La ragione delle perquisizioni? L'omicidio Biagi, insomma una bazzecola. Il criterio di scelta delle persone? A casaccio: con uno sguardo a 360° nell'area del movimento e dell'antagonismo di sinistra bolognese, con una spruzzata di "no global", di "antimperialisti", di sindacalisti extra confederali, con qualche rifondarolo e una manciata di persone che non fanno più da tempo politica attiva. Quale modo migliore, secondo la Digos, di costituire una allegra brigata che "ha sicuri rapporti con le vecchie e le nuove BR"?
Certo, se questo è il criterio con cui si portano avanti le indagini sull'uccisione di Marco Biagi, c'è da esserne soddisfatti, la verità rimarrà per un bel po' un oscuro oggetto del desiderio.
Tutto il movimento non ha avuto dubbi nel dichiarare, sin da subito, che il delitto di Via Valdonica, al di là di chi l'avesse eseguito e rivendicato, era contro lo straordinaria ondata di lotta a difesa all'art. 18 e dei diritti dei lavoratori sfociata poi nell'immensa manifestazione del 23 marzo a Roma e nello sciopero generale del 16 aprile. Poche ore dopo l'omicidio eravamo consapevoli che l'assassinio del professore sarebbe stato utilizzato per criminalizzare le parti più radicali del movimento di massa.
Le perquisizioni del 7 maggio sono la conferma di questa facile previsione.
L'assemblea del Bologna Social Forum di ieri sera è stata compatta nell'esprimere piena solidarietà alle compagne e ai compagni perquisiti. Nella maggior parte degli interventi è uscita con chiarezza la consapevolezza che la repressione sarà una costante con cui dovremo fare i conti a vari livelli:

  • tentativi di criminalizzazione e di intimidazione (usando fatti come l'omicidio Biagi)
  • attacchi al diritto di manifestare (quello che sta venendo avanti dopo l'inchiesta sulle violenze poliziesche di Napoli è significativo)
  • "diritto all'impunità" per i tutori dell'ordine (con il governo e la stragrande maggioranza delle forze politiche che si schiera dalla parte dei torturatori da caserma),
  • l'uccisore di Carlo Giuliani che diventa una sorta di eroe nazionale (la campagna della destra bolognese - tutti i partiti e le liste che sostengono Guazzaloca - è, da questo punto di vista, schifosamente vergognosa),
  • l'uso di denuncie a mo' di ricatto (per episodi diversi anni fa)
  • il varo (dopo l'11 settembre) di una nuova legislazione "anti-terroristica", a sostegno della guerra globale, per "combattere" il nemico interno, cioè il movimento di opposizione o il semplice dissenso.

Il clima è pesante e non è molto semplice da decifrare, non è difficile immaginare che si tenterà di far ricadere sul movimento anche gli effetti della guerra in atto tra corpi e settori dello Stato.
Consapevole di tutto questo, l'assemblea del BSF ha deciso di costruire un'iniziativa di discussione e approfondimento sul tema della repressione dei conflitti sociali, sulla nuova legislazione "d'emergenza" e sull'uso "moderno" degli apparati dello Stato (vedi nuova legge sui servizi segreti).
"Verità e Giustizia" sarà ancora lo striscione che starà in testa ai nostri cortei, perché quello che è successo a Napoli e a Genova non lo abbiamo dimenticato.
Ancora una volta, a chi ci vorrebbe buttare nel tunnel "repressione-riposta alla repressione", risponderemo proseguendo nelle nostre iniziative di lotta.
Le prossime due:

  • La manifestazione regionale contro i Centri di Detenzione etnica, contro la legge Bossi-Fini, per i diritti di cittadinanza per i migranti, che si terrà a Modena sabato 18 maggio.
  • La manifestazione cittadina di sabato 25 maggio, promossa da insegnanti e genitori delle scuole bolognesi, contro i tagli provocati dalla controriforma Moratti e a difesa della scuola pubblica.

Ai giornali e ai sindacati di polizia modenesi che, in questi giorni, hanno creato un clima di allarme (evocando Napoli e Genova), gridando all'invasione distruttiva dei no-global per il 18 maggio, suggeriamo il prossimo titolo, che per noi sarà un impegno: «Il Social Forum di Bologna porterà mille persone a Modena contro i CPT».


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COBAS BOLOGNA

In merito alle perquisizioni effettuate la mattina del giorno 7  maggio '02, che hanno coinvolto alcuni aderenti ai Cobas Scuola (tra i quali un membro dell'esecutivo nazionale della Confederazione Cobas), nell'ambito delle  indagini sull'omicidio di Marco Biagi; precisiamo quanto segue. La storia e la pratica politico-sindacale della nostra organizzazione, che si fonda sul lavoro quotidiano svolto alla luce del sole ci pongono, nei fatti, totalmente al di fuori della vicenda dell'omicidio Biagi, che abbiamo  chiaramente condannato a suo tempo; ci pongono, altresì, sideralmente distanti  dalla delirante logica, qualunque essa sia, sottesa da una tale azione.
Denunciamo il grottesco tentativo di coinvolgere i Cobas, e l'intero movimento "no global", in una nuova caccia alle streghe; tentativo che fu avviato dal ministro Maroni e ripreso da alcune testate che furono da noi prontamente querelati
Mentre non emergono elementi concreti nell'ambito delle indagini; appare chiaro il sistematico tentativo di colpire, infangandoli, il sindacalismo di  base, i movimenti e le organizzazioni politiche tutte che, in questi ultimi  anni, hanno contribuito a costruire l'opposizione sociale e politica al  progetto neoliberista.
Per questi motivi esprimiamo la nostra solidarietà verso tutti  coloro che si trovano coinvolti in questa ennesima caccia alle streghe.







FEDERAZIONE PRC BOLOGNA

Le numerose perquisizioni di questa mattina, operate dalle forze dell'ordine in diverse abitazioni di esponenti della sinistra bolognese, trovano ben poca rispondenza in una reale inchiesta per individuare i responsabili del vile assassinio di Marco Biagi, ma rientrano nel triste e ben collaudato meccanismo di "visitare i soliti noti" e sbattere così il mostro in prima pagina; infatti le perquisizioni riguardano militanti impegnati in collettivi della solidarietà internazionalista o in sindacati extraconfederali come i Cobas della scuola.
E' importante per le forze politiche, sociali e sindacali della città contrastare il rischio della caccia alle streghe, e il tentativo di gettare discredito sul  movimento no global addebitandogli maldestramente le provocazioni criminali dei terroristi.
In particolare, la Federazione bolognese di Rifondazione Comunista esprime la solidarietà al proprio iscritto e membro del Comitato Politico Federale Sergio Spina, già vittima di una grossolana macchinazione che lo descrisse addirittura sospettato del delitto D' Antona. Da anni Sergio Spina è militante riconosciuto e stimato nel San Donato Social Forum, con una pratica politica sempre assolutamente a viso scoperto ed iniziative di mobilitazioni pubbliche, nulla a che vedere con le necrofile azioni del terrorismo. Come mai le forze dell'ordine tra il tanto materiale sequestrato in casa del compagno (computer, volantini di propaganda politica, programmi di iniziative varie), si sono dimenticate di includere agli atti del sequestro un volantino di decisa condanna del terrorismo e dell' assassinio Biagi?
Rifondazione Comunista, chiede con forza che polizia e magistratura svolgano inchieste serie e rigetta tentativi di intimidazione nei confronti di militanti della sinistra.







TPO Disobbedienti

Nulla da nascondere. Condanniamo le perquisizioni effettuate nelle abitazioni di nostri concittadini e dei nostri compagni e amici partecipanti alle attività del Bologna Social Forum fin dalla sua fondazione.
Riteniamo grave che siano state effettuate senza alcuna reale possibilità di trovare alcun elemento probatorio ai loro danni e ci stupisce la leggerezza con la quale la Procura della Repubblica autorizza gli organi di polizia giudiziaria ad irrompere armati nelle abitazioni di cittadini che non sono neppure inscritti nel registro degli indagati. Confermiamo quanto detto fin dalla sera dell'omicidio del prof. Marco Biagi: è stato un omicidio per lo Stato, utile allo Stato e conservativo negli effetti perciò ci appare inspiegabile, o apertamente strumentale, perquisire le abitazioni di chi si schiera dalla parte del cambiamento. Cui prodest è la domanda che la Procura di Bologna avrebbe dovuto porsi fin dalla prime ore ed invece ci sembra ancora navigare a vista.







CUB - CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE

Quale CUB, Confederazione Unitaria di Base, esprimiamo solidarietà a quanti hanno subìto, ieri, le perquisizioni da parte delle forze dell'ordine in relazione all'omicidio Biagi.
E' incredibile che tali perquisizioni siano state esperite  nei confronti di  esponenti del sindacalismo di base che hanno  da sùbito  condannato l'omicidio Biagi e su ciò mobilitato le lavoratrici e i lavoratori. Un omicidio che nascondeva il tentativo di fermare le lotte sindacali e sociali in corso nel paese.
Oggi proprio chi queste lotte le porta avanti in prima persona e alla luce del sole, viene fatto oggetto di provvedimenti che appaiono anch'essi quali tentativi di limitarne l'azione.
Questo appare ancora più evidente alla luce del fatto che si è proceduto a perquisizioni nei confronti di soggetti che non erano neppure indagati. Confermiamo la nostra solidarietà e ribadiamo che nessun tipo di intimidazione potrà fermare le lotte dei lavoratori in corso nel paese e in particolare nella nostra città.







ATTAC

Attac Bologna esprime la sua totale solidarietà ai compagni coinvolti nelle perquisizioni avvenute il giorno 7 maggio. Tali fatti mostrano la volontà delle autorità di screditare gli esponenti del movimento bolognese e del Bologna Social Forum, accostandone il nome alle indagini in corso sull'omicidio di Biagi.
Ancora una volta rileviamo il tentativo di intimidire chi, come i compagni perquisiti, svolge la propria attività politica alla luce del sole. La perquisizione crea un inutile polverone contro gli esponenti di un movimento che sta cercando alla luce del sole, in modo pubblico e dichiarato, di rinnovare le forme e i contenuti della politica.
A voler prendere poi sul serio le dichiarazioni del procuratore Luigi Persico (perquisizione di routine) c'è da essere costernati: cosa vuol dire perquisizioni di routine? Dopo un mese e mezzo le indagini sono ad un livello così basso da portare a realizzare iniziative tese solo a far vedere che qualcosa, purchessia, si sta facendo? Non è certo così che si combatte il terrorismo o che si difende nell'opinione pubblica il ruolo della giustizia.







VERDI DISOBBEDIENTI

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne perquisiti a Bologna nella giornata del 7 maggio 2002, in merito all'inchiesta sull'omicidio Biagi; perquisizioni che hanno coinvolto, tra gli altri, esponenti e rappresentanti nazionali dei Cobas-Scuola. Dopo aver ampiamente condannato l'efferato omicidio e mostrato la più completa estraneità all'accaduto ci lascia esterrefatti il tentativo, per altro reiterato, di coinvolgere le rappresentanze sindacali dei Cobas e il resto del movimento no-global nella vicenda dell'assassinio del prof. Marco Biagi.
Emerge oltremodo la volontà politica di intimidire chi nell'ultimo anno ha dato forma e sostanza a lotte sociali e sindacali sul territorio più che la volontà di aprire indagini sui fatti, suffragate da concrete ipotesi di reato.
Per tanto denunciamo il grave clima diffamatorio che circonda l'inchiesta sull'omicidio Biagi e l'irresponsabilità politica con la quale, da tempo, vengono condotte le indagini sul territorio bolognese.
Invitiamo i cittadini, i sindacati, i partiti e le associazioni tutte a mantenere alta l'attenzione poiché pensiamo che in questo Paese, in questo preciso momento storico, sia in grave pericolo il diritto al dissenso politico e alla libertà di espressione.



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