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Irruzione al TPO di Bologna
Perquisita Indymedia











20/02/02

IRRUZIONE AL TPO

Questa mattina il Teatro Polivalente di Bologna ha subito una perquisizione su mandato del pm Canepa della procura di Genova per acquisizione materiali audio-video contenenti informazioni sui fatti di Genova prodotti e archiviati da Indymedia Italia.

Oltre sessanta carabinieri hanno invaso lo spazio causando danni e sequestrando strumenti e materiali fondamentali per l'attivita' della struttura. Parte della perquisizione e del sequestro è avvenuto prima dell'arrivo di un legale, e' stata negata inoltre al responsabile dei rapporti con l'amministrazione comunale la possibilita' di accompagnare i carabinieri, aprire loro le porte, evitare danni inutili a strutture e materiale.

Cosi', invece di fare copie degli hard disk, sono stati sequestrati inutilmente tutti i computer contenenti materiale organizzativo, artistico, relativo a progetti culturali in corso; sono stati prelevati tutti i materiali video, foto audio e cartaceo la maggior parte dei quali evidentemente non ha alcuna attinenza con i fatti di Genova, materiale scenografico di compagnie teatrali, materiale editoriale dall'info-shop, addirittura un vibratore dal sexi-shop del laboratorio sulla sessualità gestito da donne.

Questa operazione causa danni gravissimi all'attivita' del TPO e delle associazioni culturali che operano al suo interno, bloccando il lavoro per mesi. Non si tratta di un fatto isolato, ma di un'azione inscritta in una strategia aggressiva sul piano nazionale che ci pone in stato di allarme per la violazione dei diritti fondamentali di cittadinanza e che contraddice la presunta trasparenza delle indagini sui fatti di Genova.

Per questo pensiamo che sia un attacco mirato e intimidatorio nei confronti di chi fa opposizione sociale in questo paese, della liberta' di informazione e dei diritti costituzionali di base, che se oggi colpisce Indymedia e il TPO potrebbe domani toccare chiunque altro.

Lanciamo un appello a tutti i cittadini e a tutti gli organi di informazione perche' non sottovalutino la gravita' dei fatti e perche' collettivamente si facciano carico di vigilare su cio' che sta accadendo in questo paese.

Bologna, 20 febbraio 2002, 15:00

--
Teatro Polivalente Occupato <tpo@ecn.org>
viale Lenin 3, Bologna


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26/02/02

Interrogazione parlamentare

Interrogazione

BULGARELLI, CENTO, ZANELLA, TITTI DE SIMONE, RUSSO SPENA, ZANOTTI, GRANDI e BIELLI. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della giustizia. - Per sapere - premesso che:

  • Il 20 mattina del mese di febbraio 2002, centinaia di agenti in assetto antisommossa, con blindati, camionette, autovetture, si sono presentate, su ordine della procura di Genova, nel centro sociale «Gabrio» di Torino, nella casa occupata Cecco Rivolta di Firenze, nel TPO di Bologna e nella sede dei Cobas di Taranto, tutti luoghi dove i magistrati Andrea Canciani e Anna Canepa hanno chiesto alle autorità di cercare e sequestrare materiale audio e video relativo ai fatti di Genova, con particolare riferimento agli episodi dell'irruzione delle forze dell'ordine nel Media Center e alla scuola Diaz-Pertini:
  • le forze dell'ordine hanno compiuto il compito assegnato con «eccesso di zelo», sequestrando computer, archivi e materiali di ogni genere che non hanno alcuna attinenza con le indagini dei magistrati genovesi ma sono strumenti indispensabili al lavoro quotidiano, culturale e politico di centinaia di attivisti italiani;
  • il mandato di perquisizione individua i centri in oggetto come «sedi di Indymedia» ma Indymedia Italia sostiene che è improprio parlare di sedi, in quanto «indymedia non ha sedi», come precisa in un suo comunicato integralmente reperibile nel sito www.indymedia.org, «ma agisce attraverso le migliaia di persone che pubblicano i loro materiali sul sito e che operano per produrre un'informazione libera e indipendente»;
  • Indymedia.org, nata a Seattle per documentare le proteste contro il Wto e che ha fatto della libertà e della trasparenza dell'informazione una vera e propria filosofia pratica e organizzativa, è infatti una rete di media indipendenti e, al tempo stesso, una rete di soggetti che lavorano nel mondo della comunicazione: videomaker, radio, giornalisti, fotografi;
  • tutto il materiale sequestrato a Bologna, Firenze, Torino, Taranto, era materiale pubblico, disponibile a chiunque in rete;
  • simili comportamenti da parte delle forze che dovrebbero garantire l'ordine, comportano invece inevitabilmente un aggravarsi della tensione e del caos:

da quanto precede si può comprendere la preoccupazione degli interroganti, derivante da questo che a giudizio degli stessi è un ennesimo abuso ai danni dell'informazione libera; inoltre il caso specifico appare poi particolarmente grave se si consideri che la mancata ricostruzione dei fatti di Genova durante il G8 è attribuibile in primo luogo alla volontà politica dell'attuale maggioranza che ha impedito il costituirsi di una commissione d'inchiesta -:

  • per quale motivo le perquisizioni di cui si è fatta menzione non siano avvenute secondo le normali procedure;
  • se il ministero abbia stimolato, o comunque ritenga lecito l'operato delle forze dell'ordine nei casi in discussione;
  • che cosa intenda fare per garantire la libera espressione di indymedia.

(4-02262)

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22/02/02

La sindrome di Genova continua ad aleggiare e la compressione dei diritti e delle garanzie fondamentali assicurate ai cittadini tutti dalla Costituzione ne è
il drammatico riscontro.
Nessuna coscienza individuale e collettiva che si proclami sinceramente democratica può sottovalutare la potenziale gravità dei fatti verificatesi ieri a Bologna e in altre parti d’Italia.
Il diritto inviolabile alla espressione del proprio pensiero, alla critica dell’esistente e all‘informazione sono la linfa vitale di ogni tessuto sociale.
La loro sistematica e palese violazione rappresenta il soffocamento della diversità e della pluralità, in altre parole dei cardini della democrazia.
Di fronte all’apertura collaborativa da sempre manifestata nei confronti degli organi inquirenti nei mesi scorsi da parte di tutti coloro che erano in possesso di materiali e documenti inerenti ai fatti di Genova si risponde in termini autoritari che rappresentano una contraddizione in termini con lo scopo di ricerca della verità e della giustizia.
Numerosi giovani del Teatro Polivalente Occupato sono andati spontaneamente a testimoniare davanti ai Pubblici Ministeri che indagano sui fatti di Genova.
Nelle perquisizioni effettuate il giorno 20 febbraio 2002 non si cercavano armi, esplosivi o rivendicazioni armate ma strumenti di testimonianza, informazione e
cultura.
A tutti è noto come il TPO nella città di Bologna si sia sempre caratterizzato per la produzione di idee, di critica e di socialità elementi tutti che ne qualificano la libertà e la propria identità.
Antigone di Bologna esprime solidarietà alle realtà che animano il TPO e mette a disposizione le proprie strutture e le proprie forze per ogni iniziativa comune per riaffermare i principi fondamentali di libertà di eguaglianza e manifestazione del pensiero.
Antigone Bologna

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22/02/02

Social Forum Terre d'Acqua - Ufficio Stampa

Mercoledì mattina, le forze dell'ordine si sono presentate nel centro sociale "Gabrio" di Torino, nella casa occupata Cecco Rivolta di Firenze, alla sede del Teatro Polivalente Occupato di Bologna e nella sede dei Cobas di Taranto.
I magistrati Andrea Canciani e Anna Canepa chiedono di cercare e sequestrare materiale audio e video relativo ai fatti di Genova, con particolare riferimento agli episodi dell'irruzione delle forze
dell'ordine nel Media Center e della mattanza della scuola Diaz-Pertini.

Si tratta di materiale raccolto da Indymedia, un media indipendente, una voce che con la sua attività di informazione, a livello internazionale, ha smascherato soprusi malefatte delle cosiddette forze dell'ordine durante il vertice del G8.

Nel TPO di Bologna l'operazione dei Carabinieri e' avvenuta con effrazione, recando danni alle attivita' di lavoro che vi si svolgono e con sequestro dei 12 computer quasi tutti privati, di proprieta' degli artisti e operatori culturali che hanno i propri studi e uffici nel TPO.

L'operazione ha assunto il carattere di atto di intimidazione che approfitta dell'inchiesta giudiziaria in corso per colpire il movimento popolare di opposizione e zittire scomode testimonianze della repressione.

La minacciosa risposta al ruolo che il TPO svolge a livello politico e sociale nell'ambito del Social Forum, nella nostra città avviene in contemporanea con le dichiarazioni di Scajola, Berlusconi e Fini che scatenano la caccia agli immigrati, l'espulsione dei profughi, le minacce di
repressione "duratura".

Il Social Forum Terredacqua (che si rivolge ai cittadini di Anzola, Calderara di Reno, Crevalcore, Sala Bolognese, San Giovanni in Persiceto, Sant'Agata Bolognese) si unisce al "movimento dei movimenti" nel condannare la repressione, esprime solidarieta' al BSF, al TPO, al militanti e ai cittadini ingiustamente colpiti e proseguira', con sempre maggior consapevolezza e impegno nella lotta per la difesa della liberta', della Costituzione, dei diritti.

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21/02/02

Solidarietà a Indymedia

Con le perquisizioni e il sequestro di filmati e documenti in vari centri sociali legati alla rete di informazione libera Indymedia si fa un passo avanti significativo sulla strada dell'instaurazione di un regime dispotico. Dopo le violenze poliziesche di Genova del luglio scorso, dopo le dichiarazioni del ministro dell'interno sull'ordine di sparare ai trasgressori degli ordini, ora si punta più in alto: è la libertà di stampa che si vuol colpire. Per i cultori del "pensiero unico" è intollerabile che esista una rete di informazione alternativa a quella che diffonde la verità ufficiale, per cui dapprima si procede ad una intimidazione, poi ...chissà?
Nell'esprimere la solidarietà a tutte le vittime della repressione statale la Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana invita tutti coloro che hanno a cuore la libertà alla massima vigilanza e attenzione alle successive azioni intimidatorie che sicuramente seguiranno.

La Commissione di Corrispondenza della
Federazione Anarchica Italiana


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21/02/02

Nel manifestare la propria solidarietà agli operatori dell'informazione indipendente, gravemente attaccati a Bologna ed altrove, il gruppo operativo per i CPT del Forum Sociale Modenese convoca: un presidio d'informazione e discussione sul tema dei Centri di permanenza temporanea, sabato prossimo 23, dalle ore 16 in p.zza Mazzini, Modena centro. Nelle vicinanze sarà presente Attac Modena, con la raccolta di firme a sostegno della Tobin Tax.

E' solo l'inizio di una mobilitazione permanente che ci vedrà partecipare, sabato 2 marzo, alle iniziative bolognesi contro il CPT di via Mattei, nel quadro dell'Assemblea nazionale del movimento. La mobilitazione proseguirà poi, nella nostra città, con tempi e modi da definirsi collegialmente, e l'obiettivo d'impedire l'apertura del centro di Sant'Anna.

info e adesioni:
forumsociale.mo@libero.it
059 212228
349 5365248


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21/02/02

Il Cordinamento delle/dei Giovani Comuniste/i della Provincia di Bologna sono al vostro fianco dopo il grave attacco di ieri. Il governo ha pianificato una transizione da governo conservatore a regime, e quest'atto, teso a limitare la libertà d'informazione, rientra in questo piano. Mentre i carabinieri e i poliziotti che ci hanno picchiato, malmenato e torturato a Genova vengono aumentati di grado e premiati, chi quelle violenze le ha subite è di nuovo colpito in uno dei suoi diritti piu' elementari, la liberta di espressione. Questa nuova ondata repressiva prova che ciò che facciamo sta irritando il governo che si sente destabilizzato. Dobbiamo continuare a lottare, non dobbiamo farci intimorire.


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20/02/02

Il Ministro dell'Interno non scherza nel tentativo di raggiungere la fama di Scelba o di Tambroni.
La pequisizione al TPO, il sequestro di Harware,tanto per non perdere i softwware,l'effrazione di porte e il clima di intimidazione provocato da sessanta perquisitori, destano preoocupazioni inevitabili nell'opinione sempre più vasta che il governo stia precipitando verso forme autoritarie.
La solidarietà di tutti noi è stata già resa evidente dalla manifestazione di ieri, sui temi della giustizia.
In migliaia abbiamo dichiarato la decisione di difendere i valori fondanti una comunità.
Saremo presenti a ogni iniziativa di sostegno ai diritti dei giovani del TPO e al diritto di informazione di indYmedia

Comitato Piazza Verdi
Otello Ciavatti
tel 3395470775


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(ER) TPO BOLOGNA. PERQUISIZIONE, PRC: SCAJOLA SI DIMETTA

(DIRE)- BOLOGNA- E ORA CLAUDIO SCAJOLA SI DIMETTA. A CHIEDERE LA
TESTA DEL MINISTRO ALL'INTERNO SONO CESARE MANGIANTI, SEGRETARIO
REGIONALE DEL PRC, E LEONARDO MASELLA, CAPOGRUPPO IN REGIONE DI
RIFONDAZIONE COMUNISTA. "GIUDICHIAMO GRAVISSIMA E
INGIUSTIFICATA- SI LEGGE IN UNA NOTA- L'OPERAZIONE DI POLIZIA
MESSA IN ATTO QUESTA MATTINA AI DANNI DEL CENTRO SOCIALE TPO DI
BOLOGNA". SI TRATTA, PER IL PRC, "DI UN INAUDITO E ULTERIORE
ATTACCO ALLA LIBERTA' DI INFORMAZIONE SULLA SCIA DI QUANTO STA
GIA' FACENDO DA TEMPO QUESTO GOVERNO".
IL FATTO CHE LA PERQUISIZIONE "SIA AVVENUTA DOPO LE
DICHIARAZIONI DEL MINISTRO SCAJOLA SULL'ORDINE DI SPARARE A
GENOVA STA A CONFERMARE I PROPOSITI ANTIDEMOCRATICI E
LIBERTICIDI DI QUESTO GOVERNO". UN MINISTRO CHE "SI RENDE
RESPONSABILE DI TUTTO QUESTO- CHIUDONO MANGIANTI E MASELLA- E'
UN PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA. E' ORA CHE IL MINISTRO SCAJOLA SI
DIMETTA". PRC CHIEDE ALLE FORZE DEL CENTROSINISTRA DI APPOGGIARE
LA RICHIESTA.

(COM/EVI/ DIRE)
20:25 20-02-02

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Milano 20/02/02

COMUNICATO STAMPA

GRAVI E PREOCCUPANTI LE PERQUISIZIONI ODIERNE
SOLIDARIETA' A INDYMEDIA E ALLE REALTA' COLPITE
IL MINISTRO SCAJOLA SI DIMETTA!

Le odierne perquisizioni e irruzioni delle forze dell'ordine in diverse città (Bologna, Firenze, Torino e Taranto) contro "sedi di Indymedia", ufficialmente tese ad acquisire materiale audiovisivo relativo alle giornate genovesi, sono di gravità inaudita.

Mentre risulta ancora lontanissimo l'accertamento della verità giudiziaria sull'omicidio di Carlo Giuliani e sulla brutale repressione poliziesca nelle giornate genovesi, si moltiplicano segnali estremamente preoccupanti.

Il Ministro Scajola fa dichiarazioni oscure che legittimano l'uso delle armi da fuoco in occasione di manifestazioni di piazza, proprio in un momento in cui i lavoratori stanno affrontando un duro conflitto a difesa dei loro diritti più elementari.
L'emittente romana Radio Onda Rossa, voce libera che ha svolto un prezioso lavoro di informazione proprio nelle giornate di Genova, rischia l' oscuramento da parte delle autorità.
E ora si attacca esplicitamente Indymedia, il cui unico crimine risiede nel fatto di produrre informazione libera e indipendente.

Il S.in.COBAS esprime la sua solidarietà a Indymedia e a tutte le realtà colpite dalle odierne perquisizioni, così come invita a sostenere le mobilitazioni a sostegno di Radio Onda Rossa.

Il S.in.COBAS invita tutte le componenti del movimento antiliberista a rispondere al tentativo di tapparci la bocca e rovesciare la verità, alzando la voce e ribadendo la verità che tutti conosciamo: i responsabili della repressione di Genova e della morte di Carlo Giuliani stanno tuttora a capo del Ministero degli Interni, della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri. Si dimettano e venga aperta una inchiesta parlamentare vera!

p. Segreteria Nazionale S.in.COBAS
Luciano Muhlbauer

Milano, 20 febbraio 2002

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Roma 20/02/02

Stamattina sono state eseguite dai ROS (Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri) numerose perquisizioni domiciliari e in sedi sociali, su mandato del sostituto procuratore di Genova ANNA CANEPA e del Procuratore Distrettuale Antimafia ANDREA CANCIANI, alla ricerca di video e foto riferiti ai fatti di Genova-luglio 2001.

La "caccia" a materiali divenuti di patrimonio pubblico (in vendita c/o librerie e spazi sociali) e già a conoscenza della Commissione d'Inchiesta e degli Inquirenti, è stata la scusa per mettere in pratica subito le minacce guerrafondaie del Ministro di Polizia Scajola.

Le perquisizioni hanno avuto "esito negativo", ma al Teatro Polivalente di Bologna sono stati sottratti computer-dischetti-video e foto varie; dai CSOA "Gabrio" di Torino e "Rivolta" di Firenze alcune cassette video; mentre dalla sede della Confederazione Cobas di Taranto non è stato asportato nulla.

Questa ennesima provocazione, che si aggiunge alle precedenti, ha lo scopo di tentare di travisare l'insopprimibile verità sui fatti di Genova e sull'assassinio di Carlo Giuliani. Di più, la spettacolarizzazione odierna ha il carattere intimidatorio nei confronti di tutte le forme della controinformazione - in particolare il circuito INDYMEDIA e quello di Radio GAP, con la vicenda dell'oscuramento di Radio Onda Rossa deciso dal fascista ministro Gasparri - che con il loro prezioso lavoro hanno documentato lo "Stato di Polizia" presente a luglio a Genova e smascherato i depistagli del governo Berlusconi, dei ministri SCAJOLA, CASTELLI, FINI, delle forze dell'ordine.

Non è difficile intuire che questo governo sta facendo le prove di "stato autoritario", accentuate dalla vacua e inconsistente opposizione del centrosinistra e dal traccheggiare concertativi di CGIL-CISL-UIL.

Sulla sua strada questo governo, da Genova in poi ha trovato "pane per suoi denti" solamente dal blocco sociale costituito dai Cobas, dagli immigrati, dagli studenti, dai noglobal, dai movimenti contro la guerra.

Questa plurale impegno e protagonismo di massa dei lavoratori e dei ceti popolari sta divenendo l'autentica opposizione nel Paese, impegnando duramente il governo nella sfida all'art.18, al razzismo della legge Bossi-F ini, alla scuola-azienda della Moratti, al militarismo della "guerra permanente".

Da qui le mirate esternazioni di Scajola sull'ordine dato di sparare a luglio a Genova. Su Genova non c'era bisogno delle dichiarazioni di correità di Scajola per sapere che si è sparato contro i manifestanti e ucciso Carlo Giuliani, e che a futura memoria nel mondo costoro verranno additati come Assassini!

Ma le minacce di Scajola erano rivolte oltre, alla capacità di tenuta e di mobilitazione del movimento, alla manifestazione per la Palestina il 9 marzo a Roma, agli scioperi generali, alla FAO a Roma in giugn: una coazione a ripetere "attenzione, siamo pronti a spararvi contro".

Siamo più che convinti che sono attrezzati per farlo - come del resto han fatto molti dei governi repubblicani - e nel disegno autoritario del centrodestra rientra lo spostamento del conflitto dal terreno politico a qu ello militare: disastro che va evitato, moltiplicando il radicamento, il consenso e le alleanze sociali, per fare in modo che il disegno autoritario vada in pezzi e con esso il governo Berlusconi.

L'attenzione che governo rivolge ai Cobas - la stessa proditoria perquisizione alla sede della Confederazione Cobas di Taranto - è testimonianza della crescita di influenza del progetto di cui siamo portatori, nondimeno la nostra battaglia è per il rafforzamento dello stato di diritto e dei presidi di trasparenza e di partecipazione democratica.

CONFEDERAZIONE COBAS


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20/02/02

Solidarietà al Compagni

Abbiamo appena appreso delle perquisizioni dei Carabinieri su mandato della d.ssa Canepa della Procura di Genova alle sedi di Indymedia in tutta Italia. Il dispiegamento di forze, i sequestri illegali del materiale, l' intimidazione, mostrano, ancora una volta, il clima del paese : le dichiarazioni del ministro Scajola non sono un' estemporanea boutade ne' altro, ma un chiaro segnale dato al movimento.
Infatti la nostra tenuta e la nostra crescita - vedi sciopero generale del 15.02.02 - preoccupano il governo e tutto il ceto politico.
I fatti di Genova, degli ultimi mesi (CPT, condanne definitive al movimento di Milano) e i fatti di oggi ci danno la misura dello scontro in atto : le forze di polizia e la magistratura si sentono ancora piu' tranquilli nel porre in essere un' attivita' di repressione dura e continua nei confronti delle compagne e dei compagni.
La stessa minaccia di chiusura di Radiondarossa e' un altro passo. Non ci facciamo certamente intimidire : continueremo, sulla base di piattaforme unitarie e radicali - come quella dello sciopero generale del 15 - a porre in essere tutta la conflittualita' possibile.

Esprimiamo la nostra solidarietà ai compagni del TPO di Bologna, Gabrio di Torino, Casa Occupata GSA Cecco Rivolta di Firenze ed a tutti i compagni di Indymedia Italia che durante la mattinata sono stati oggetto di "perquisizioni" da parte delle forze del disordine. La lotta continua!

Rimini Social Forum / Rumori Sinistri - Rimini


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20/02/02

Attac: Comunicato Stampa

La mattina del 20/2/2002 forze di polizia hanno sfondato le porte del Teatro Polivalente Occupato, sono entrate ed hanno portato via foto, documenti e tutti i computer del posto. Il sequestro danneggia innanzi tutto gli artisti e gli operatori culturali che lavorano al TPO. Il sequestro del materiale informativo di Indymedia con forme e modi violenti, mentre causa un notevole danno economico e culturale al lavoro dell'informazione indipendente, si inquadra in una preoccupante e minaccioso quadro di gestione dell'ordine pubblico i cui elementi, benché ormai tristemente noti, considerati nel complesso prefigurano una svolta autoritaria della nostra democrazia, la volontà di effettuare un passaggio dallo stato di diritto allo stato di polizia. Le dichiarazioni di Scaloja sull'ordine dato di sparare a Genova; la conferenza stampa con cui in data 19/2/2002 il ministro degli interni, il Presidente e il Vicepresidente del Consiglio hanno esultato contro la crescita delle disposizioni di espulsione e la repressione dei reati minori, indicando nella lotta alla prostituzione, allo spaccio, all'immigrazione e al terrorismo le vie privilegiate d'azione da parte delle forze di polizia; l'equiparazione terrorismo - movimento, con cui si giustifica a posteriori la repressione di Genova e l'assassinio di Carlo Giuliani; infine la contemporanea approvazione della Legge Bossi Fini che aggrava la situazione dei migranti militarizzando il controllo delle frontiere marittime. Sono elementi congiunti di una strategia repressiva che sta cambiando la costituzione sostanziale di questo paese, e contro cui tutte le forze democratiche debbono essere chiamate alla vigilanza.

Luca Zambrella
Comitato locale di Attac Bologna

bologna@attac.org

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20/02/02

Rifondazione Comunista sull'irruzione al TPO

L'irruzione dei carabinieri al TPO e il sequestro di 12 computer e del materiale di Indymedia inerente i fatti di Genova è un gravissimo atto di intimidazione che dimostra come, in questo paese, il processo di fascistizzazione stia marciando a tappe forzate.
Voler colpire Indymedia (perquisizioni anche a Torino, Firenze e Taranto) significa voler zittire un media indipendente, una voce che con la sua attività di informazione, a livello internazionale, ha smascherato tutti i soprusi e le malefatte delle cosiddette forze dell'ordine durante il vertice del G8.
Oltre a tutto ciò, va anche denunciato che nella perquisizione al TPO si sia andati ben oltre allo stesso mandato della Procura di Genova: sono stati sequestrati materiali di lavoro, schede tecniche e amministrative che creeranno un grave danno alle associazioni che operano all'interno del Teatro Polivalente Occupato. E questo è stato fatto per colpire il ruolo che il TPO svolge a livello politico e sociale nell'ambito del Social Forum, nella nostra città.
Chi sia il ministro dell'Interno lo sappiamo, una persona che fino ad oggi ha mentito sui fatti di Genova e su quale sia stato il ruolo dei suoi uomini in piazza. La settimana scorsa ha dichiarato che l'ordine di sparare era stato dato da lui, ma queste cose prima le aveva negate davanti al parlamento.
Il Governo Berlusconi, Fini, Bossi e Scajola è un esecutivo che fa della lesione ai diritti sociali e di cittadinanza la sua fede ed è chiaro che nel suo mirino ci sia il movimento dei movimenti, una realtà viva e forte che in questi mesi ha dimostrato di essere l'unica vera opposizione a quello che si sta delineando sempre più come un vero e proprio regime.
Di fronte a questo attacco al diritto di opposizione e di agibilità democratica chiediamo a tutto il movimento di restare unito e di proseguire, senza farsi intimidire, nelle sue mobilitazioni (contro la legge Bossi-Fini, contro i centri di detenzione per i migranti, contro l'attacco all'art.18 e alla scuola pubblica).
Chiediamo a tutti i sinceri democratici di mobilitarsi contro l'attacco al diritto di informazione. Oggi non ci possono essere tentennamenti: o si sta dalla parte dei movimenti sociali e giovanili o si sta dalla parte di chi sta portando il nostro paese verso un vero e proprio regime fascista e razzista.
Altre vie non sono possibili.

Valerio Monteventi
Roberto Sconciaforni
Maurizio Zamboni

RifondazioneComunista@comune.bologna.it


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20/02/02

COMUNICATO STAMPA Sinistra Giovanile Bologna su perquisizione al TPO

La perquisizione al Teatro Polivalente Occupato rischia di divenire una provocazione a tutti quei soggetti politici e sociali che hanno manifestato al controvertice di Genova nel luglio scorso.
L'impostazione politica del governo Berlusconi è volta a scardinare e a reprimere ogni forma di dissenso sociale presente nel nostro Paese. Ci sembra che sia il centrodestra e il ministro Scajola a dover spiegare al parlamento e all'Italia cosa è davvero accaduto al G8 di Genova.
Indymedia, network indipendente, che ha raccolto le terribili immagini delle giornate liguri, non ha fatto altro che evidenziare la " sospensione" della libertà di manifestare avvenuta in quei giorni. Esprimiamo solidarietà al TPO e chiediamo, a tutti i soggetti e istituzioni interessate, che su questi episodi venga fatta piena luce.

Federazione Sg Bologna


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20/02/02

Solidarietà a Indymedia

Esprimiamo estrema preoccupazione per il clima di attacco agli organi di informazione indipendenti che le perquisizioni di oggi rendono ancora più insopportabile.
E' chiaro ormai che l'obiettivo che si sta ponendo il governo italiano, riportando in primo piano le vicende del G8 con le dichiarazioni di Scajola, è quello di cancellare la verità sui fatti di Genova, usando in modo sistematico e dilagante gli apparati militari.
Con l'11 settembre e la campagna planetaria anti-terrorismo, gli artefici della globalizzazione neoliberista speravano di aver annichilito il movimento e invece siamo ancora in piedi, come ha dimostrato il Forum di Porto Alegre.
Ed è prima di tutto proprio sulla nostra forza che dobbiamo puntare per difendere la libertà d'espressione e di informazione in questo paese e per sprigionare la nostra capacità di rispondere a un nuovo regime totalitario che avanza in modo sottile ma inarrestabile.
Solidarietà attiva a tutte le realtà politiche oggetto delle perquisizioni, da Bologna a Firenze, da torino a Taranto.
NO PASARAN
Kontroverso

kontroverso@yahoo.it




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20/02/02

COMUNICATO STAMPA DI WU MING SULLE PERQUISIZIONI DI BOLOGNA E ALTRE CITTA'
Bologna, 20 febbraio 2002
"Paleolitico e anticostituzionale sequestrare i computer"

Stamattina al tpo di Bologna, durante un'operazione di polizia giudiziaria sul cui merito si e' gia' espresso chi ne ha subito gli effetti (il network Indymedia) e sul cui metodo ci sarebbe da discutere (entrata con effrazione in un posto non occupato abusivamente), e' stata messa in scena una farsa paleolitica: il sequestro dei computer (anche e soprattutto quelli privati, di proprieta' degli artisti e operatori culturali che hanno i propri studi e uffici nel tpo) da parte dei Carabinieri, portati via in un cellulare.

Sequestrare preziosi strumenti di lavoro, col rischio di danneggiarli gravemente durante il trasporto, e' un atto GRATUITO e manifestamente punitivo.

Non si sa se una simile scelta sia dettata piu' dall'ignoranza (totale analfabetismo, informatico e non) o dalla malafede.

Si tratta di computers dotati di masterizzatore. Sarebbe stato sufficiente presentarsi dotati di cd vergini e fare copie di "back-up" di tutto il contenuto dei dischi rigidi.

Fino a quando la libera informazione dovra' sopportare che simili operazioni vengano demandate a personale tanto pressapochista e disinformato da fare sospettare l'intenzione di cagionare il più grave danno possibile?

Di sicuro questo comportamento configura diverse fattispecie di reato da parte degli ufficiali responsabili dell'operazione.

La stessa Costituzione della Repubblica Italiana, all'art.35 comma 1 dice: "La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni".

Ci auspichiamo che i proprietari delle macchine sequestrate decidano di adire le vie legali e che il movimento tutto si doti di un know how giuridico per impedire che la cosa si ripeta.

Wu Ming (atelier di narratori, Bologna) - giap@wumingfoundation.com - 051 4229322




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20/02/02

INDYMEDIA UNDER ATTACK

Alle 7 di stamattina, le forze dell'ordine si sono presentate nel centro sociale "Gabrio" di Torino, nella casa occuapta Cecco Rivolta di Firenze, TPO di Bologna e nella sede dei Cobas di Taranto. Numerosi mezzi (blindati, camionette, autovetture) e centinaia di agenti in assetto antisommossa, hanno eseguito un ordine della Procura di Genova.

I magistrati Andrea Canciani e Anna Canepa chiedono di cercare e sequestrare materiale audio e video relativo ai fatti di Genova, con particolare riferimento agli episodi dell'irruzione delle forze dell'ordine nel Media Center e della mattanza della scuola Diaz-Pertini.

Il Decreto di perquisizione spiega che i suddetti materiali sarebbero stati raccolti attraverso il sito di Indymedia Italia e si troverebbero nei centri sociali Gabrio, Tpo, Cecco Rivolta e nella sede dei Cobas di Taranto e in altri luoghi (con una forma aleatoria che gli consente di effettuare perquisizioni e sequestri a loro piacimento).

Le perquisizioni sono ancora in corso. Le forze dell'ordine stanno sequestrando computer, archivi, materiali di ogni genere, che servono al lavoro quotidiano, culturale e politico, di centinaia di attivisti italiani.

Il mandato di perquisizione individua questi luoghi come "sedi di indymedia".
Indymedia Italia precisa che Indymedia non ha sedi, ma agisce attraverso le migliaia di persone che pubblicano i loro materiali sul sito e che operano per produrre un informazione libera e indipendente. Indymedia Italia elabora progetti e prende decisioni attraverso Internet: mailing list e chat di discussione, aperte e di pubblico dominio. Un lavoro quotidiano e collettivo cui partecipano centinaia di persone, che non si faranno intimidire.

Stamattina e' stato portato un attacco al cuore della liberta' d'informazione. Sono stati colpiti dei luoghi, per esercitare pressione politica su un soggetto molteplice e complesso come Indymedia Italia.

Il materiale sequestrato a Bologna, Firenze, Torino, Taranto, come tutti i materiali di Indymedia e' liberamente consultabile al nostro indirizzo Internet. Cosi' come gli archivi delle nostre mailing list, delle chat, di tutta la nostra attivita'.

Indymedia lavora alla luce del sole.

Tutte le nostre discussioni e decisioni avvengono in maniera trasparente sulle nostre mailing list a cui partecipano centinaia di persone: forse pero' criminalizzare una tale massa di persone era piu' difficile che attaccare alcuni luoghi su cui esercitare una pressione tutta politica

Il sapore dell'intimidazione politica si fa piu' aspro se si valuta il fatto che tutto il materiale era materiale pubblico e disponibile a chiunque in rete e non solo.

Indymedia Italia, rete di media indipendenti, denuncia un gravissimo attacco all'informazione libera. Prendiamo atto che il ministro Scajola dopo le parole, passa ai fatti. E Genova torna all'ordine del giorno. Dopo fumose e parziali indagini per provare le violenze delle forze dell'ordine, mentre ancora resta da chiarire la dinamica dell'assassinio di Carlo Giuliani, mentre i dirigenti che erano responsabili dell'ordine pubblico in quei giorni sono rimasti al loro posto, e in qualche caso hanno ricevuto una promozione.

Invitiamo tutt* ad unirsi a indymedia italia al corteo indetto per il 16 marzo a roma da radio onda rossa. Per un informazione libera e indipendente.

http://italy.indymedia.org
Independent Media Center Italia - the italian media revolution -

  • Indymedia e' una rete di soggetti che lavorano nel mondo della comunicazione: videomaker, radio, giornalisti, fotografi.
  • Indymedia e' nata a Seattle, per documentare le proteste contro il Wto. In due anni in tutto il mondo sono nati centinaia di Independent Media Center. Indymedia e' un sito a pubblicazione aperta: chiunque puo' caricare direttamente e senza censura, registrazioni audio e video, immagini, articoli, comunicati. Indymedia Italia non ha una redazione: lavora attraverso mailing list e chat di discussione che sono pubbliche e aperte a tutti.
  • Indymedia e' un network di media gestiti collettivamente per una narrazione radicale, obiettiva e appassionata della verita'. Ci impegniamo per tutte quelle persone che lavorano per un mondo migliore, a dispetto delle distorsioni dei media che con riluttanza si impegnano a raccontare gli sforzi dell'umanita' libera.




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