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Smontato il CPT di Via Mattei








Le ragioni della contestazione del Campo di Detenzione.
Centro di Permanenza Temporanea di Bologna.

Negli occhi di chi assiste il triste spettacolo della costruzione e dell'apertura del Centro di Permanenza Temporanea, Campo di Detenzione, arrivano in modo sistematico informazioni curate con l'intento di descrivere e di confondere la realtà delle cose.
Il Campo di Detenzione nasce dalle prassi di trattamento repressivo e non di governo, del fenomeno migratorio ed è all'interno di questo trattamento che si valorizza, si legittima e si ripristina la prassi della Detenzione Amministrativa come ultimo meccanismo di esclusione - espulsione, costruito con i fogli di via, gli sgomberi, i fatiscenti ed eternizzati Centri di Prima Accoglienza e il blocco della mobilità sociale dei migranti. Dai dati relativi all'attività della Polizia Municipale di Bologna nel 1998 risultano effettuati 120 sgomberi per occupazioni abusive di stabili e 677 allontanamenti di caravan di "nomadi" dalla città, attività che si intensifica nel 1999 anno in cui vengono portati a termine 1792 controlli sui "nomadi", 678 controlli e sgomberi di aree occupate abusivamente da "nomadi" ed extracomunitari, 154 controlli nei Centri di prima accoglienza per immigrati e profughi. Nel 2000 gli sgomberi risultano a n° 453 e a 1495 i c ontrolli su "persone sbandate a dedite ad illegalità di vario genere"(Non abbiamo ancora i dati del 2001)
Il Centro di Permanenza Temporanea, è uno degli istituti previsti e attuati dalla Legge 40/98 "Turco - Napolitano"; è una misura che attiva la Detenzione Amministrativa "giustificata" come misura di repressione da impegnare contro gli immigrati "clandestini" sospetti per definizione. Riappare così nell'Europa e in Italia una prassi di coercizione politica, di terrorismo statale con la quale la valenza democratica delle Costituzioni e delle Leggi lascia il passo e si annulla davanti a emergenze ed esigenze per il "controllo sociale". Detenzione amministrativa significa il fermo, la reclusione e l'espulsione allo scopo di identificare e di eliminare dal territorio e non solo dal territorio, persone che non hanno commesso nessun reato.
Non intendiamo il Cpt, il Campo di Detenzione, come un intervento dei Servizi sociali mal impostato e/o distorto. Il Cpt è una misura di polizia che aumenta il potere, l'ambiguità e l'uso delle forze dell'ordine e di chi le comanda. Il Campo di Detenzione è una misura di regime.
Il Campo di Detenzione è un luogo chiuso, separato, all'estrema periferia della città, allestito rigidamente e costosamente, sui modelli dei canoni carcerari e per isolare e impedire agli "ospiti" contatti e diritti.
Il Campo di Detenzione è concepito come una realtà temporanea destinata a rispondere ad un flusso di reclusi (detenuti) molto alto (cento persone ogni sessanta giorni) negando diritti elementari e minimi a persone che "devono" essere espulse cioè eliminate dal territorio con tutti i rischi che ciò comporta.
Il Campo di Detenzione serve ad isolare a "titolo preventivo" singoli e gruppi di persone considerati sospetti e problematici. In carcere finisce la persona individuata come reo di qualcosa, nel Campo di Detenzione arriva la persona appartenente alla categoria di (...) senza che ne sia colpevole di niente. Serve per punire persone e categorie di persone non colpevoli, non condannate dalla giustizia, né italiana né del loro paese. Serve a perfezionare e attuare le procedure dell'espulsione ai richiedenti: accoglienza, lavoro, legalità, asilo; eliminare, espellendole, persone considerate dannose da un punto di vista sociale, etnico e religioso.
Il Campo di Detenzione serve a terrorizzare persone e gruppi (immigrati e non, cittadini e non) serve ad apparire forti e intimidire mostrandosi efficienti ed efficaci verso una categoria, i migranti, per controllare socialmente e politicamente tutti. Serve per rifondare il sociale dividendolo fra coloro che hanno diritto ai diritti e coloro che non ne hanno e di conseguenza vivono sottomessi, al margine e nell'umiliazione, eterni oggetti di repressione e talvolta, oggetti di pietà.
La chiarezza che chiediamo ai politici, conseguente all'esigenza inderogabile di dare dignità al governo dell'immigrazione e della profuganza attivando l'accoglienza e i percorsi di integrazione sociale, è proprio quella di esprimersi chiaramente di fronte alla legalizzazione delle prassi concentrazionarie in atto, la Detenzione Amministrativa e il Campo di Detenzione. Prassi che potrebbero, possono, coinvolgere categorie di cittadinanza e opposizione più ampie di quelle dei migranti, viste le attuali trasformazioni sociali e politiche. E la stessa chiarezza nonché coinvolgimento, chiediamo a tutti i tecnici che hanno esperienza nella chiusura delle istituzioni totali come quelle psichiatriche (il manicomio) e che si occupano delle istituzioni carcerarie di questa città. Soprattutto si chiede l'espressione e la partecipazione degli Operatori di Giustizia nel costruire un'opposizione all'illegalità - legalità dei Cpt, rafforzando la democrazia e garantendone la partecipazione dei cittadini, avendo cura e attenzione per i nuovi arrivati.
In Via Mattei ci siamo stati e ci torneremo per portare, le ragioni dei migranti e la questione Campo di Detenzione all'attenzione di tutti nella città, costruendo pratiche di r/esistenza.

Dimitris


Bologna, 12/02/02
Comunicato Stampa sui fatti riguardanti il CPT di via Mattei del 25 Gennaio


Il Nodo della Rete Lilliput di Bologna esprime la propria solidarietà ed il proprio appoggio al gruppo dei disobbedienti che ha richiamato l'attenzione sul nascente Centro di Permanenza Temporanea  di via Mattei. Apprezziamo il coraggio di chi assumendo sulla propria persona la responsabilità politica e penale dell'azione ha bloccato l'apertura di un lager lesivo della dignità umana.

L'istituzione di campi di prigionia per immigrati è infatti in palese contraddizione con le regole fondamentali di solidarietà umana e con le norme costituzionali di tutela della persona.
Il CPT è destinato a tenere segregate persone che non hanno commesso nessun illecito penale, sulla sola base della loro "clandestinità": non crediamo giusto che la privazione della libertà possa dipendere dall'essere sprovvisto di un documento valido. Non crediamo giusto, infine, che la prigionia possa essere disposta con un provvedimento amministrativo, senza il controllo approfondito da parte della magistratura.

Il Nodo di Bologna esprime la sua approvazione riguardo la scelta che il Bologna Social Forum ha fatto di impegnarsi con le Comunità dei migranti per promuovere nuove forme di convivenza e accoglienza  nella città di Bologna e in Italia.

Rete Lilliput Bologna


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Comunicato Stampa:

Bologna - 26/01/01

Le studentesse e gli studenti dell'Emilia Romagna riuniti oggi in assemblea per contrastare le politiche della Ministra Moratti e il vertice di Salamanca, esprimono massima solidarietà ai disobbedienti picchiati ieri dalla polizia, piena condivisione dell'azione di smontaggio del Lager di Via Mattei, eufemisticamente definito "centro di permanenza temporanea per immigrati".
Pensiamo che sia un dovere nella giornata della memoria denunciare l'aberrazione giuridica e il razzismo che questi nuovi lager esprimono nei confronti dei migranti, rinchiusi senza condanna, con la sola colpa di desiderare una vita migliore.

Coordinamento studentesco reggiano - Collettivo del Liceo Ariosto (Ferrara) - Collettivo del Ist. D'arte Paolo Toschi (Parma) - Uds Rimini - Uds ForlÏ - Studenti Nati dalla Resistenza (Bologna) - Collettivo Scienze diplomatiche e internazionali (ForlÏ) - Collettivo S.p.A. (Bologna) - Collettivo Aurora e studenti medi in mov. (Cesena) - Sinistra Universitaria (RE) - Collettivo Lettere Moderne (Bologna) - Collettivo Biotecnologie (BO) - Collettivo del DAMS (Bologna) - Forum CoScienze Politiche (Bologna) - Collettivo Scienze della Formazione (BO) - Collettivo Scienze dell'educazione (BO) - Terzo Millennio Ingegneria (BO) - Indisciplinati Storici (BO) - Spazio Sociale Studentesco (BO)





Bologna, 25 Gennaio 2002

ATTAC Bologna condivide, nelle forme e negli obiettivi, l'azione compiuta oggi, Venerdì 25 Gennaio, nel centro di permanenza temporanea di via Mattei da parte di un gruppo di disobbedienti.

Ci associamo alle parole dei disobbedienti che ritengono l'azione di disobbedienza contro il CPT di Via Mattei "un dovere nei confronti dell'umanita', giacche' simili barbarie violano drammaticamente la dignita' umana e contraddicono la civilta' giuridica affermata nelle Carte internazionali a tutela dei diritti fondamentali degli individui, nonche' principi e valori contenuti nella Carta Costituzionale di questo paese".

Sosteniamo inoltre la forma, estrema ma nonviolenta, scelta per l'azione. L'azione non è stata una devastazione ma un processo di "smontaggio", per mostrare l'inciviltà di queste strutture costruite e destinate ad imprigionare esseri umani che non hanno commesso nessun reato.

Condanniamo infine la reazione violenta delle forze dell'ordine che hanno caricato senza ragione e senza nessun avvertimento il gruppo di disobbedienti mentre questi, in maniera pacifica, stavano uscendo dal CPT.

Nel momento in cui ATTAC, attraverso un comitato di sostegno, sta per lanciare in tutta Italia la raccolta di firme per una legge d'iniziativa popolare che introduca una tassa Tobin sui movimenti speculativi di valute, vogliamo sottolineare che l'introduzione della tassa tobin e lo smontaggio dei CPT sono due strumenti con i quali si combatte lo stesso male. I diritti fondamentali dei cittadini vanno difesi sia sostenendo una legge che vuole rimediare ai costi sociali associati alle speculazioni finanziarie, sia smontando queste prigioni che negano i diritti civili.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà al gruppo dei disobbedienti ed invitiamo chiunque si riconosca nella lotta alla globalizzazione neoliberista ad associarsi alle nostre parole.

ATTAC Bologna


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COMUNICATO STAMPA
LA LEZIONE DI BOLOGNA
(conferenza stampa alla città
Sabato 26/01 ore 12.30 - TPO di Via Lenin, 3)



Oggi, per la prima volta in Europa, un centinaio di cittadini di questa terra, appartenenti al Movimento delle e dei Disobbedienti hanno smontato completamente un'ala del centro di detenzione per migranti privi di permesso di soggiorno, in via Mattei a Bologna.

Si è trattato di un'azione di disobbedienza sociale assolutamente pacifica ma altrettanto determinata nel raggiungimento dell'obiettivo, iniziata alle 11,30 del mattino e conclusasi alle 15.

La reazione delle forze dell'ordine è stata scomposta e decisamente sopra le righe. Mentre veniva condotta una trattativa con i funzionari, alla presenza di alcuni parlamentari e consiglieri di Prc e Verdi, per consentire l'uscita dei disobbedienti dal recinto del lager, ai reparti è stato dato ordine di caricare. Sono state vittime delle cariche persone che uscivano dai locali a mani alzate e volto scoperto, oltre ad alcuni degli stessi parlamentari e persino un ispettore di PS.

Ci sono stati molti contusi, alcuni feriti di cui quattro al capo e sono stati trattenuti i documenti di sedici persone, imprigionate a lungo all'interno del lager: persone perfettamente identificabili anche senza questi atti di repressione ingiustificabile.

Malgrado l'ennesima dimostrazione, dopo i massacri di Genova, di un uso punitivo della violenza di Stato contro persone inermi, l'obiettivo della giornata è stato raggiunto.

Si è dimostrata la possibilità non solo di disobbedire a leggi ingiuste che violano la dignità umana e i valori fondamentali della stessa Costituzione italiana, ma anche di contrastare concretamente le nuove recinzioni e le nuove reclusioni con cui il potere conduce la sua guerra contro i diritti delle moltitudini.

Il razzismo di Stato e di mercato può essere contrastato e battuto.

Non è che l'inizio della campagna dei disobbedienti al fianco dei 200mila del 19 gennaio a Roma e di tutte e tutti le sorelle e i fratelli migranti, per la chiusura di tutti i lager, contro la proposta di legge Bossi-Fini, contro il razzismo e per la dignità.

A due anni da via Corelli a Milano, l'azione di Bologna inaugura il passaggio concreto dei Disobbedienti da laboratorio a Movimento.

Da oggi la costruzione del conflitto nella ricerca del consenso si impadronisce delle pratiche adottate già da grandi movimenti sociali, come quello della Confédèration Paysanne di José Bové in Francia e quello dei contadini indiani nel Karnakata, con cui lavora Vandana Shiva. Movimenti che ritroveremo al II Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre, dove siamo curiosi di sapere cosa dirà il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, anch'egli precipitatosi in Brasile a firmare una Carta che sancisce il diritto alla libera circolazione delle persone: la stessa clamorosamente smentita dalla sua reale azione politica, quella di un presidente ulivista che vuole fare della sua regione il laboratorio della segregazione etnica con il lager di via Mattei e gli altri due in costruzione a Modena e a Rimini.

Libertà!
Giustizia!
Dignità!
Siamo tutti clandestini!

Bologna, Europa, Pianeta Terra
25 Gennaio 2002, primo mese dell'anno secondo della guerra globale
MOVIMENTO DELLE/DEI DISOBBEDIENTI


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Comunicato Stampa ore 15.00

Disobbedire alle leggi ingiuste è possibile!!

Quest'oggi, un centinaio di disobbedienti è entrato nel Centro di permanenza temporanea per immigrati di Via Mattei a Bologna.

I centri di permanenza sono "non luoghi" dove gli immigrati vengono trattenuti in attesa dell'espulsione. Il trattenimento avviene senza che questi cittadini abbiano commesso alcun reato. Una volta che sarà varata la nuova legge sull'immigrazione Bossi-Fini il periodo di tempo in cui gli immigrati possono essere trattenuti dei centri passerà da 30 giorni a 60. Dentro questi "non luoghi" non può entrare nessuno.

La cronaca di oggi
Disobbedienti all'interno del CPT di Via Mattei a Bologna - Disobbediamo ai lager
ore 12.00 - Azione a sorpresa dei Disobbedienti al CPT di Via Mattei.
Sono entrati pacificamente nel Cpt in via Mattei, in costruzione, e stanno provvedendo allo smantellamento dell'edificio. Tutta la società civile bolognese è invitata a recarsi fuori dal CPT a sostenere i disobbedienti in azione.
ore 12.15 - La società civile è già davanti al CPT, impegnata in un blocco stradale.
ore 12.20 - Il parlamentare verde Paolo Cento è fuori dal CPT in solidarietà alla lotta contro i centri di detenzione.
ore 12.25 - E' stata smontata una gabbia. I disobbedienti la stanno passando fuori alle persone all'esterno del Centro.
Comunicato del Movimento dei Disobbedienti dal CPT di Via Mattei
ore 12.45 - I disobbedienti continuano a fare arrivare all'esterno i pezzi delle gabbie del centro di permanenza.
ore 13.15 - Prima galleria fotografica - entrata dei disobbedienti nel Centro, oggi alle 12.00 <vai alla galleria>.
ore 13.20 - La polizia sta cercando di entrare nel CPT. Parlamentari e manifestanti dall'esterno sono entrati in solidarietà. La polizia è arrivata di corsa davanti alla porta. I disobbedienti si stanno disponendo all'interno per evitare provocazioni.
ore 13.50 - Molte gabbie del centro sono state pacificamente smontate e portate all'esterno. Ora si sta cercando di allentare la tensione per permettere ai manifestanti di uscire. I numerosi parlamentari presenti si stanno impegnando per non permettere provocazioni da parte della polizia. I manifestanti all'esterno si stanno schierando per proteggere l'uscita dei disobbedienti.
ore 13.55 - La polizia fuori dal centro è numerosissima. I disobbedienti vogliono uscire ma la polizia lo sta impedendo.
ore 14.00 - Il lucchetto per uscire è stato aperto. Stanno uscendo dal centro di detenzione. La folla fuori sta separando i manifestanti dalla polizia, che voleva impedirne l'uscita. I disobbedienti escono scandendo "Siamo tutti clandestini"!
ore 14.05 - La polizia sta bloccando alcuni manifestanti all'interno del centro. I disobbedienti stanno scavalcando da tutti i cancelli. Non sappiamo ancora quanti siano rimasti dentro.
ore 14.06 - Si stanno recando sul posto diverse autoambulanze. Vari manifestanti a mani alzate sono stati contusi. La polizia ed i carabinieri stanno imbottigliando la zona. La polizia sta caricando dentro il centro una cinquantina di manifestanti rimasti incastrati, con alcuni parlamentari.
ore 14.10 - I disobbedienti rimasti incastrati, documento alla mano, si stanno di nuovo dirigendo verso l'uscita. Varie persone sono state contuse mentre uscivano a mani alzate.I parlamentari ed i disobbedienti dentro il centro hanno deciso di rimanerci, per denunciare la violenza delle forze dell'ordine ed il loro comportamento davanti ad una azione totalmente non violenta.
ore 14.50 - I disobbedienti all'interno del centro hanno consegnato i documenti alle forze dell'ordine. Dentro al centro non c'è più nessuno. I manifestanti stanno aspettando di ricevere indietro i propri documenti.


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Bologna - Europa - Pianeta Terra, 25 gennaio 2002

All'attenzione della società civile globale
Agli organi di informazione
All'attenzione delle Giunte: comunale, provinciale e regionale
All'attenzione, ma soprattutto al fianco, di coloro che partiranno per Porto
Alegre per rivendicare la
LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE PER TUTTE LE DONNE E GLI UOMINI
DEL PIANETA



Vi informiamo che un gruppo di DISOBBEDIENTI, cittadini di questa terra, sono entrati, pochi minuti fa, all'interno del CENTRO DI DETENZIONE DI VIA MATTEI (eufemisticamente definito dalle leggi dello Stato italiano "Centro di permanenza temporanea e assistenza") a Bologna e lo stanno SMONTANDO, PEZZO PER PEZZO.

Nel CPT di Via Mattei, come e' noto, saranno privati della liberta' donne e uomini che hanno esercitato un "diritto alla fuga", che sognano e desiderano caparbiamente una vita diversa, senza che abbiano commesso alcun tipo di reato.

Piu' che una scelta, si tratta quindi di un dovere nei confronti dell'umanita', giacche' simili barbarie violano drammaticamente la dignita' umana e contraddicono la civilta' giuridica affermata nelle Carte internazionali a tutela dei diritti fondamentali degli individui, nonche' principi e valori contenuti nella Carta Costituzionale di questo paese.

Si tratta di una azione di DISOBBEDIENZA SOCIALE, condivisa dall'intero "movimento dei disobbedienti", resasi ancor piu' necessaria e pressante dopo l'intenzione, manifestata da questo Governo, di approvare in Parlamento il progetto di Legge Bossi-Fini, che imbarbarisce ulteriormente la funzione dei CPT previsti dall'art. 12 della Legge 40 del '98; nella piu' assoluta incuranza del profondo dissenso espresso dai 200.000 migranti e cittadini di questo Paese che hanno scelto di raccogliersi in UNA SOLA MOLTITUDINE PER LA DIGNITA' E I DIRITTI, a Roma il 19 gennaio scorso.

Non e' in corso una devastazione, e' in corso uno "smontaggio", affinche' tutti e tutte sappiano che e' possibile, per chiunque, armarsi di attrezzi da lavoro per smontare un pezzo di un "lager" e costruire un pezzo di liberta'.

Talvolta, come spesso accade nella storia, e' necessario disobbedire a leggi ingiuste, per spingere in avanti le frontiere della legalita', per affermare nuovi diritti o difendere diritti garantiti che vengono violati e messi in discussione nelle continue "emergenze" invocate sulla scia di un delirio sicuritario che non ha oggi ragione ne' fondamento.

Non siamo fra coloro che ritengono che le violazioni dei diritti di liberta' possano procurare un avanzamento per questo mondo: combattiamo e continueremo a combattere tali violazioni.

Abbiamo imparato ad assumere, come la maggior parte dei cittadini di questo pianeta, come frontiera la dignita' e i centri di detenzione infrangono quella frontiera. Allo stesso tempo, restiamo convinti che la dignita' non possa ne' debba avere frontiera alcuna.

Dalle periferie dell'Impero per la dignita' e contro il neoliberismo Il movimento dei e delle disobbedienti.


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