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Parte la campagna del BSF contro
il Centro di Permanenza Temporanea
per immigrati di Via Mattei


 

Il centro di permanenza temporanea di Via Mattei sta per essere ultimato, il termine dei lavori del cantiere è previsto per la fine di novembre. Il BSF ha deciso nell'assemblea che si è tenuta al TPO ieri sera, di ripartire con la campagna contro l'apertura di quello che sarà un vero e proprio centro di detenzione per migranti.
Nello scorso anno ci furono due azioni dimostrative nell'ex caserma Chiarini che portarono all'attenzione dell'opinione pubblica il problema. Oggi, alla luce del disegno di legge Bossi-Fini sull'immigrazione, i CPT svolgeranno un ruolo ancora più determinante (proseguendo le indicazioni già previste nella legge 40) per la gestione della nuova normativa. Nei CPT potranno essere reclusi, fino a 60 giorni (30 in più della legge attuale) gli immigrati sprovvisti del permesso di soggiorno. Con la trasformazione del reato di immigrazione clandestina in reato penale queste strutture diventeranno veri e propri carceri.
Il 14 settembre il governo italiano ha varato il nuovo disegno di legge sull'immigrazione: il clandestino è chi vive ai margini della società, nessuna sanatoria. La legge prevede: arresto da 1 a 4 anni per chi viene trovato per la terza volta clandestino, espulsione immediata per la prima. Centri di permanenza: solo per l'identificazione fino a 60 giorni. Le navi possono essere fermate nelle acque territoriale o zone limitrofe. Il ricorso può essere effettuato solo dall'estero. Flussi d'ingresso: annuale per i discendenti di italiani emigrati, titolo di prelazione per gli extracomunitari che abbiano effettuato a corsi di formazione all'estero. Visti di ingresso: legati al contratto di lavoro di 9 mesi per gli stagionali, due per quelli a tempo determinato, biennali rinnovabili per quelli a tempo indeterminato. Card: il permesso o carta di soggiorno si ottiene dopo 10 anni, per i contraffattori pene da 1 a 4 anni e multe da 20 a 50 milioni. Sport: limite massimo annuale per gli sportivi professionali. Ricongiungimenti: solo per i figli e i genitori a carico degli extracomunitari.
Il disegno di legge Bossi-Fini prevede anche l'internamento nei CPT dei rifugiati politici che hanno fatto richiesta di asilo nel nostro paese, mentre sono in attesa della risposta su un diritto sancito dalla nostra costituzione.
La prima iniziativa della campagna del BSF contro i centri di detenzione si terrà venerdì 19 ottobre alle ore 12.00 (con partenza da Piazza Verdi) e prevede un attacchinaggio collettivo nelle piazze e nelle strade di Bologna di un manifesto-appello contro i CPT firmato da intellettuali, esponenti politici, giuristi, associazioni di volontariato. Nella stessa giornata si terranno, in giro per la città, banchetti informativi e distribuzione di materiale sui centri di detenzione e sulla nuova legge che la maggioranza di centro destra sta per approvare.
Il Bologna Social Forum rivolgerà la sua iniziativa politica anche nei confronti della Regione Emilia Romagna, affinchè venga rivista la decisione di aprire tre centri di detenzione nel nostro territorio (dopo Bologna, sono previste strutture anche a Modena e Rimini). Il BSF chiede a forze politiche, come i Verdi e Rifondazione Comunista, e ad altri presenti nella maggioranza regionale di essere coerenti con gli impegni dichiarati nei mesi scorsi contro i CPT e di sostenere questa battaglia anche nelle aule del Consiglio Regionale.
Il Bsf proporrà alla assemblea nazionale dei Social Forum, che si terrà il 20 e 21 ottobre a Firenze una, una mobilitazione che coinvolga almeno le regioni del centro-nord contro l'apertura del CPT di via Mattei e degli altri previsti nella nostra Regione.
L'assemblea del BSF assicura che, nei prossimi mesi, a Bologna, su questo problema, sarà impossibile rimanere indifferenti.

L'Assemblea del Bologna Social Forum
Riunita al TPO il 17/10/2001

Bologna, 18 ottobre 2001

 


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