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Forum sociale di Modena
Comunicato del 17.5.2002

Mancano poche ore all'avvio di MODENAPERTA, una giornata di festa e protesta per dire:

NO AI CENTRI DI PERMANENZA TEMPORANEA (CPT)
NO ALLA LEGGE BOSSI-FINI
SI' AI DIRITTI DI CITTADINANZA

Si tratta, probabilmente, della maggiore mobilitazione di movimento che questa città ha conosciuto e forse anche per questo ha scatenato un gran numero di polemiche e timori esasperati. Noi l'affrontiamo con la serenità e la determinazione che ci derivano dalla certezza che si tratti di un'indispensabile battaglia di verità e giustizia, oltre alla consapevolezza del fatto che la giornata di domani non è che un passaggio, pur importante, nella generale mobilitazione per l'affermazione dei giusti diritti per tutti e tutte. Ci rallegriamo dell'alto numero di adesioni e diamo il benvenuto ad amici e compagni che ci raggiungeranno da tutta la regione, oltre a rinnovare ai modenesi e alle modenesi l'invito ad unirsi a noi con un sorriso, per riflettere insieme sulle ragioni e i contenuti della nostra mobilitazione.

MODENAPERTA

Piazza tematica, corteo, delegazioni e azioni simboliche in centro storico e presso il CPT (centro di permanenza temporanea per migranti privi di permesso di soggiorno).
A fine corteo, interventi e musica dal vivo in largo Sant'Agostino.

sabato 18.5.2002
piazza tematica dalla mattina in largo Sant'Agostino
corteo con concentramento regionale piazzale FS ore 14.30
concentramento cittadino e generale in largo Garibaldi - Porta Bologna ore 15.00

Promuove il forum sociale di Modena con l'adesione dei forum sociali di: Carpi, Pavullo nel Frignano, Bologna, Imola, Reggio Emilia, Faenza, Forlì, Rimini

e inoltre:
Studenti in movimento, Modena
circolo anarchico La Scintilla, Modena
spazio libertario Libera, Modena
gruppo di percussioni Ritmondo, Modena
Partito dei Comunisti Italiani, Modena
Verdi di Modena

le RSU delle aziende alimentari:
Civ & Civ
Italia Salumi Holding
Unibon
Unigrana

Attac Bologna
Gruppo consiliare Partito della Rifondazione comunista, Regione Emilia-Romagna
Istituto Ernesto De Martino, Sesto Fiorentino

individualità e collettivi anarchici da Modena, Bologna, Rimini, Reggio Emilia, Correggio, Imola e Parma.

sarà presente una delegazione dell'Associazione nazionale antirazzista 3 Febbraio sarà presente una delegazione dell'Associazione Centro contro la violenza alle donne, Modena

adesioni, info e contatti:
forumsociale.mo@libero.it (per gruppo comunicazione)
hazydavey@libero.it (per gruppo CPT)
349 5365248
335 7420226
www.ecn.org/modenasf

info aggiuntiva:
lo spazio autogestito libertario Libera, che aderisce al corteo del forum, organizza anche un dibattitto sui CPT in serata (via Pomposiana 271 a Marzaglia), e a seguire musica con Kilowater e Specialisti.


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Il Forum sociale di Modena sul Centro di permanenza temporanea Modena, 21.2.2002

Molto presto, anche a Modena sarà pronto il Centro di Permanenza Temporanea per i cittadini stranieri in attesa di espulsione: si tratta in sostanza di un luogo di detenzione per i migranti che non sono in grado di dimostrare la regolarità della propria presenza in Italia. Noi, individui, gruppi e organizzazioni che si riconoscono nel Forum Sociale Modenese, ci opporremo a questo progetto, con tutta la forza che ci deriva dal buon senso e dal diritto, perché:

  • il CPT è una struttura intrinsecamente anticostituzionale, in quanto luogo finalizzato al trattenimento coatto di persone che non sono colpevoli, né sospettate, di alcun reato, sulla base di un'enorme discrezionalità degli organi di polizia, con l'arbitrio che ne può derivare;
  • il CPT è luogo di negazione del principio di uguaglianza: ciò che vale per un cittadino italiano non vale per un cittadino straniero. In questo modo i centri italiani, per quanto l'esperienza ha fin qui dimostrato, sono diventati luoghi di dissoluzione dei diritti umani, a partire dalle fondamentali libertà personali proclamate dall'art.13 della nostra Costituzione;
  • anche il buon senso ci dice che a fronte di decine di migliaia di migranti che cercano asilo politico o economico in Italia e in Emilia, i 60 posti di un CPT non possono fornire alcun contributo alla soluzione dei problemi più spinosi connessi alla "questione immigrazione". Né questi centri servono a contrastare i comportamenti criminosi, per i quali esistono altre strutture e strumenti normativi. A cosa servono, allora, i CPT?
  • perché il CPT è strumento e simbolo di un sistema politico-economico, il neoliberismo, che affronta i fenomeni migratori come problemi essenzialmente di ordine pubblico (il disegno di legge Bossi-Fini peggiora il quadro normativo esistente, aggravando la funzione dei centri), negando il diritto delle persone alla libera circolazione, considerando il Sud del mondo terra di conquista e i suoi cittadini manodopera priva di garanzie e tutele.

Ci opponiamo alla logica e alla pratica dei CPT e manifestiamo con forza:

  • il nostro biasimo di fronte alle mistificazioni operate da quegli organi d'informazione che continuano a collegare la realizzazione del centro modenese ai sentiti temi della criminalità e dell'inefficienza del sistema penale-giudiziario, fornendo una visione a dir poco distorta della realtà;
  • la nostra solidarietà verso coloro che sono impegnati in una corretta informazione dell'opinione pubblica e nel contrasto non violento alla costruzione dei CPT, nel tentativo di smontare la falsa equazione CPT= sicurezza.

Per questi motivi:

  • chiediamo un incontro pubblico con la Giunta Comunale e il Sindaco Barbolini, che continuano ad affermare l'utilità del CPT a Modena, per confrontare le ragioni del nostro dissenso;
  • chiediamo alle autorità locali un ripensamento sul CPT, considerando la possibilità di una diversa destinazione d'uso della struttura, a fini di solidarietà sociale (ad esempio come foresteria per lavoratori stranieri), dichiarando la nostra disponibilità a concorrere con proposte concrete;
  • chiediamo agli organi d'informazione locali di contribuire a una più realistica e corretta conoscenza su cosa sono i CPT e a chi sono effettivamente destinati.

Confermiamo la nostra mobilitazione nelle prossime settimane, a partire dal 23 febbraio 2002, insieme a tutte le forze antirazziste del Paese, per riaffermare i principi di libertà e di solidarietà tra i popoli.


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