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25 Aprile 2002: No al CPT di Via Mattei

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L'APERTURA DEL LAGER DI VIA MATTEI E' RINVIATA, MA LA NOSTRA MOBILITAZIONE DEVE PROSEGUIRE




GIOVEDì 25 APRILE ORE 17 - PIAZZA MAGGIORE


Durante la conferenza stampa tenutasi ieri, alle ore 13 presso la Sala Stampa del Comune di Bologna, alla presenza di un operatore che avrebbe dovuto lavorare per la Croce Rossa dentro il CPT di via Mattei, sono stati denunciati, con testimonianze concrete, i metodi maccartisti di selezione del personale civile per il CPT. Chiarendo quale tipo di operatori selezionano, crediamo si possa capire come intendano gestire la struttura e i rapporti con i migranti che lì verranno rinchiusi.

Ma il "movimento dei movimenti" ha orecchie lunghe ed occhi attenti e, quindi, era stata lanciata immediatamente la mobilitazione generale. Ci lusinga pensare che sia bastato l'annuncio delle iniziative per "consigliare" Prefettura e Questura di rinviare, ancora una volta, l'inaugurazione del lager etnico.
La cosa, naturalmente, non ci fa schifo, ma siamo consapevoli che, probabilmente, questo sarà molto probabilmente l'ultimo rinvio: dopo il 1° maggio la struttura verrà aperta.

Nell'assemblea del Bologna Social Forum che si è tenuta al TPO domenica 21 aprile si è deciso un programma di iniziative per i prossimi giorni, avendo la consapevolezza che dovremo aprire una seconda fase di lotta contro il CPT.
A Bologna, crediamo che tutto quello che si poteva fare per impedire l'apertura sia stato fatto in questi due anni (iniziative simboliche durante i lavori, ostruzionismo in consiglio comunale, assemblee con giuristi, l'iniziativa di smontaggio dei disobbedienti del 25 gennaio, la grande manifestazione di massa del 2 marzo). L'iniziativa di movimento ha creato anche spaccature e contraddizioni sul fronte istituzionale (mai in nessuna regione italiana c'era stata una serie di prese di posizioni contro i CPT), la CGIL regionale al suo congresso aveva dichiarato la sua contrarietà ai Centri di Detenzione.
Oggi, non c'è più tempo, per chi ha preso posizione di stare a cincischiare, occorrono atti concreti conseguenti, soprattutto dai rappresentanti politici di sinistra. Non è più possibile stare in mezzo: o ci si sta con chi vuole utilizzare i carceri etnici nel nuovo contesto aperto dalla Legge Bossi-Fini o si sta con chi questi lager non li vuole far aprire.
E non si può essere contro il CPT di Bologna, perché qui governa una giunta di centro-destra, e poi, a Modena, non si fa nulla per contrastare il folle attivismo del sindaco Barbolini che del CPT di Sant'Anna ha fatto uno dei suoi cavalli di battaglia. Questa contraddizione se la devono risolvere soprattutto i dirigenti dei DS, in quanto Barbolini è un esponente di spicco del loro partito.

Il primo degli appuntamenti che ci aspetta è per Giovedì 25 aprile - Bologna

Iniziative di comunicazione in tutta la città in forme creative e fantasiose, per far circolare i temi della sottrazione dei diritti di cittadinanza per i migranti, della carcerazione e della reclusione generalizzata come sistema di governo delle contraddizioni sociali, delle nuove forme di fascismo istituzionale che prendono piede con le politiche del governo Berlusconi.
Alle ore 17, appuntamento in Piazza Maggiore, con striscioni, cartelli, volantini, scenografie varie per dare continuità alla lotta contro vecchi e nuovi fascismi, contro i vecchi e nuovi lager. Tutt* devono vedere, tutt* devono sentire la nostra contrarietà ai Centri di Detenzione e al razzismo.

Partecipiamo numeros*.

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