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Fabio Garagnani presenta:

A SCUOLA NON SI SPUTA E NON SI PARLA DI POLITICA
…sembrerebbe solo un brutto film, ma è la realtà

In qualità di studenti, genitori, insegnanti, e prima di tutto, cittadini, riteniamo di dover prendere posizione contro il gravissimo episodio che vede come protagonista l’on. Garagnani e il suo partito. L’istituzione di una linea telefonica a cui denunciare insegnanti colpevoli di non essere d’accordo con la linea di governo è un atto al di fuori di ogni concezione di democrazia e rispetto delle regole, di un’illiberalità che ci fa temere un’ennesima svolta autoritaria.
Torniamo infatti a una cultura che credevamo, come italiani, di avere abbandonato: la cultura della delazione. È qualcosa che si commenterebbe da sé, se non fosse per le tremende memorie che evoca, e per l’arroganza con cui i responsabili si difendono.
Leggiamo sui giornali che Garagnani sottolinea il ruolo educativo che il professore deve svolgere. Cadiamo dalle nuvole: quale educazione può essere filtrata da questo invito alla delazione? Sicuramente un’idea di formazione diversa da quella che noi, nella scuola, portiamo avanti.
Riteniamo infatti che ciascun cittadino abbia il diritto di esprimere proprie posizioni, poiché le idee non sono un bagaglio che ciascuno sceglie opzionalmente di portare con sé a scuola, in ufficio, ma costituiscano la persona. Anzi, è proprio l’assenza di idee, il sonno della critica che genera le ingiustizie, il terrore, le atrocità, i fanatismi e le dittature, per fare due esempi che parlano del nostro passato e del nostro presente. Pertanto, la libertà di esprimerle è uno di quei diritti elementari e irrinunciabili, uno di quei principi su cui è nata l’Italia antifascista. A maggior ragione le idee devono essere portate nelle scuole, poiché esse non sono luoghi di addestramento dei ragazzi, ma luoghi di crescita: e come può senza confronto, senza democrazia, senza libertà, esserci crescita?
Ci stupiscono tante premure sui poveri ragazzi "plagiati" da insegnanti antiberlusconiani: infatti, oggi più che mai un ragazzo è sottoposto a stimoli che lo rendono maturo più velocemente: a 15 anni può viaggiare, spendere, adottare libere scelte di vita: perché dunque non potrebbe essere in grado di sostenere le proprie posizioni, apertamente e con convinzione? L’inquisizione di Garagnani è stata anche motivata come difesa per ragazzi attaccati su basi politiche, o peggio ancora come una garanzia di professionalità. Riteniamo che i nostri insegnanti non abbiano bisogno di farsi insegnare il mestiere, men che meno da Forza Italia. Per chi è vittima di ingiustizie, di qualsiasi segno o colore, esistono organi di garanzia all’interno delle scuole, elettivi, democratici, trasparenti. Un partito, al contrario, è un organismo di parte (è la parola stessa a suggerirlo) che nessuno ha scelto, che nessuno controlla.
Il Gruppo Scuola e Formazione del Bologna Social Forum invita quindi tutti gli insegnanti e gli studenti che ancora credono di avere diritto a pensare, tutti i cittadini che hanno commesso il "crimine" di sostenere, praticare o insegnare la tolleranza, il rispetto, il confronto, o addirittura l’antifascismo,


Lunedì 3 dicembre, alle 16:00
davanti al Palazzo Comunale
per il sit-in contro la vergognosa iniziativa di Garagnani



Chi vorrà "autodenunciarsi" per aver riso ascoltando le parole del premier che dichiarava la superiorità della civiltà occidentale, o pianto ascoltando i numeri della votazione parlamentare a favore della guerra, potrà farlo sul posto, senza scatti aggiuntivi.


Gruppo di lavoro Scuola e Formazione
del Bologna Social Forum



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