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Genova sabato 14 dicembre
DISOBBEDIRE NON E' REATO/TRENO VERDE

 

Alla società civile globale, a chi non ha smesso di pensare, a chi rifiuta la violenza dell'Impero, ma anche la stessa logica delle bombe e sceglie di percorrere un'altra strada.
La strada della disobbedienza e della ribellione, del conflitto e della Politica

 

In queste settimane stiamo assistendo all'offensiva interna che vuole colpire la moltitudine ribelle che nelle giornate di Genova del 2001 ha resistito alla premeditata e militare aggressione operata dai reparti speciali delle diverse polizie e coordinata direttamente dall'esecutivo di questo Paese. Da un lato la richiesta di archiviazione per il carabiniere Mario Placanica, barattata con un'altra richiesta di archiviazione, quella parziale per i 93 fratelli e sorelle torturati e umiliati nella notte del 21 luglio 2001 alla Suola Diaz.
Dall'altro lato la montatura giudiziaria della procura di Cosenza smontata dalla risposta del movimento e della città stessa, seguita da un'altra, ben più pericolosa e con una prospettiva a lungo termine.
Il 4 dicembre la procura di Genova con 23 misure di restrizione della libertà personale non ha soltanto fatto conoscere ad altri nove compagni quell'orrenda ed umiliante discarica umana che è il carcere, ma ha cominciato una nuova e forse lunga operazione che ha come scopo quello di riscrivere la storia delle giornate di Genova. A differenza dell'inchiesta di Cosenza,che aveva un impatto immediato esplosivo, ma una consistenza reale nulla, l'inchiesta genovese parte dall'assunto di tentare di riferirsi a fatti concreti, documentati e documentabili.
Tra le righe emerge la reale portata dell'inchiesta: si fa riferimento ad una precisa volontà dei manifestanti di portare la guerra civile nelle strade di Genova, si parla di una "organizzazione" che avrebbe gestito tutto ciò.
Per questo è necessario bloccare subito quest'operazione per affermare con forza la verità di Genova, verità che nessun magistrato o ministro può capovolgere o riscrivere.
Per le strade di Genova,nelle giornate del 20 e 21 luglio 20001 una moltitudine di uomini e di donne che assediava gli 8 "Grandi" del mondo e che ne ha violato l'arroganza e' stata attaccata brutalmente dagli apparati di repressione di questo Paese, addestrati ad uccidere e che hanno ucciso.
A Genova si è visto per la prima volta come anche nei nostri territori la guerra globale permanente si rivolga innanzitutto contro i civili e come in essa esercito e polizia non siano più distinguibili, ma come si fondano in un unico sistema di governo e conservazione.
Noi moltitudine, in quei giorni abbiamo imparato a resistere.
Abbiamo imparato che opporsi ad una forza organizzata per uccidere e' giusto.
Abbiamo imparato che fermare un blindato che sfreccia a 60 Km all'ora tra i manifestanti è un diritto.
Esattamente come due anni fa, con la stessa puntualità eversiva, domenica notte sono esplose due bombe davanti alla questura di Genova. Preparate da mani invisibili, ma esperte e consapevoli che sono funzionali alla conservazione degli apparati di potere che dicono di combattere; bombe che dicono di contrastare il terrore, ma che lo fanno con la produzione di terrore e quando l'umanità è chiamata a scegliere tra un terrore ed un altro, non sceglie. Lascia che altri scelgano per lei.
Noi moltitudine stiamo costruendo un'altra strada e lo stiamo facendo disobbedendo alle logiche del comando e dominio delle oligarchie imperiali e partendo da quanto impariamo dalle esperienze di lotta e ribellione che giungono dalle montagne del sud est messicano, da Seattle, Goteborg, Genova ed in queste ore da Copenhagen.
Sabato torneremo a percorrere le strade di Genova, da Piazza Alimonda a via Tolemaide, da corso Torino a Piazzale Kennedy. Per chiedere verità e giustizia. Una volta per tutte.

 

MEETING POINT TRENO VERDE PER GENOVA:
ORE 09.45 SABATO 14 STAZIONE DI BOLOGNA

 

Infoline: 339/1044699, disobbedientiBologna@yahoo.it
Prenotazioni: giovedì 12 dalle 20.30 alle 24.00 c/o TPO
Movimento dei disobbedienti, con Carlo nel cuore



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