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L' Associazione Culturale EMIGRANTI all'interno del progetto "Diritto Diverso" presenta, a cura di
Amnesty International Gruppo di Bologna e Rete Lilliput nodo di Bologna:


FERMIAMO I MERCANTI DI MORTE!
Commercio delle armi e violazioni dei Diritti Umani

GIOVEDI 18 APRILE 2002
ORE 21:00 Sala Mascarella Via Mascarella 44, Bologna



Presentano:

  • Nicola Cocca - Amnesty International gruppo di Bologna
  • Chiara Lambretini - Amnesty International gruppo di Bologna
  • Gualtiero Via - rete Lilliput nodo di Bologna

La Campagna a difesa della legge 185/90 sul commercio delle armi

Un numero molto vasto di organizzazioni si è riunito nel cartello FERMIAMO I MERCANTI DI MORTE! per esprimere contrarietà all'approvazione di questo provvedimento e per mobilitarsi a difesa della legge 185. Hanno aderito fra gli altri:

Amnesty International, Archivio Disarmo, Acli, Arci, Associazione Obiettori Nonviolenti, Associazione per la pace, Campagna Sbilanciamoci, Carta, Cimi-Conferenza degli Istituti Missionari Italiani, Emergency, Fcei, Ics-Consorzio Italiano di Solidarietà, Lunaria, Manitese, Medici Senza Frontiere, Missione Oggi, Pigrizia, Oscar, Osm-Campagna di Obiezione alle Spese Militari, Pax Christi, Peacelink, Rete Lilliput, Suam-Segretariato Unitario di Animazione Missionaria, Uisp, Unimondo, Unione degli studenti, Unione degli Universitari, Vita.

La legge 185 del 1990, che regola con controlli e con meccanismi di trasparenza il commercio italiano di armamenti, vietandone l'esportazione a Paesi retti da governi che violano i diritti umani o coinvolti in conflitti armati, rischia di essere smantellata!Sta infatti per iniziare - dopo aver passato il vaglio in Commissione - la discussione alla Camera dei Deputati sul disegno di legge 1927 che, ratificando l'accordo europeo di Farnborough di cooperazione militare tra l'Italia e altri 5 Paesi Europei (Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Svezia), stravolge la legge 185 ed il sistema di controlli e trasparenza imposto dalla normativa stessa riguardo alla destinazione finale delle armi esportate. Se passasse il disegno di legge 1927 non solo si avrebbe un incremento della produzione e dell'export di armi, ma verrebbero annullate quelle procedure che oggi consentono di ottenere informazioni su tipologia e quantità di armi esportate, azienda produttrice, Paese di destinazione, transazioni bancarie. Di conseguenza parlamento e società civile perderebbero quel ruolo di controllo oggi garantito dalla legge 185, rendendo più difficile il divieto di trasferimenti militari a governi o altri destinatari coinvolti in guerre, persecuzioni, violazioni dei Diritti Umani.




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