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16 Aprile 2002
Sciopero Generalizzato
p.za Nettuno, ore 9.00. Piazza tematica del Social Forum

No al Neoliberismo, No alla Guerra, Sì al Conflitto Sociale
Diritti di cittadinanza per tutti










SIAMO 6 MILIONI. CI SAREMO ANCHE NOI
a fianco di tutti gli altri lavoratori

Bologna Social Forum
16 Aprile 2002, p.za Nettuno, ore 9.00.
Sciopero Generale e difesa dell'art. 18
Piazza tematica del Social Forum



Si sta preparando un sciopero con illustri assenti: i 6 milioni di lavoratori che anche in questo Paese occupano una posizione predominante nell'economia.

Siamo i lavoratori precari, atipici, interinali, in nero, parasubordinati, dei call center e dei fast food, siamo soprattutto giovani, invisibili e non abbiamo nessun sindacato che ci protegga e che ci rappresenti. Siamo i lavoratori migranti che sfuggono alla fame, alle distruzioni del neoliberismo, alle guerre. Vogliamo visibilita', cittadinanza e diritti. E ce li prenderemo.

Siamo anche un altro tipo di lavoratori invisibili. I lavoratori della conoscenza, della comunicazione, studenti e networkers, pubblicitari e informatici, ricercatori e scienziati. Il nostro e' un lavoro cruciale per la societa' dell'informazione, dello spettacolo, della pubblicita' e per l'innovazione tecnologica. Noi parleremo anche il linguaggio di questi lavoratori.

Saremo in piazza per dare visibilita' al lavoro vivo, sottolineare le nuove forme di lavoro e collegarle a quello dipendente.

Per rinnovare il dibattito stantio sui diritti e il valore sociale del lavoro, poniamo la questione della SOCIETA' tutta come produttrice di ricchezza e invitiamo a forme di sciopero completamente nuove, che chiamiamo SCIOPERO SOCIALE e DI CITTADINANZA e a nuovi strumenti politici RIVENDICATIVI come il REDDITO DI CITTADINANZA e il WELFARE MUNICIPALE.

E' cambiata la forma di produzione economica.

Lo sciopero e' il blocco della produzione economica e l'economia di oggi si basa principalmente sulla produzione di comunicazione e beni immateriali, oltre che prodotti materiali e di consumo e servizi. L'attore principale è la l SOCIETA' tutta in quanto produttrice.

La societa' e' oggi attraversata da moti di democrazia partecipativa. Dai centri sociali ai social forum fino ai girotondi e alle nuove lotte sindacali del lavoro atipico e immateriale. STIAMO CONNETTENDO queste cellule motrici di democrazia per creare uno SCIOPERO SOCIALE unitario

L'art. 18 non difende solo i diritti del lavoro ma soprattutto la societa' dalla frammentazione e dalla competizione che il mercato e il governo vorrebbero imporre per sfruttarla meglio. Lo sciopero sociale e' quindi uno sciopero per difendere il legame sociale e costruire una cittadinanza piu' forte, e' uno sciopero per FARE SOCIETA'.

Il movimento dei movimenti è uno dei motore di innovazione della politica e della societa' italiana, deve innovare anche il dibattito sul lavoro e farsi portatore di queste nuove idee.

Bisogna difendere i diritti del lavoro partendo dalla societa', lavorando alla connessione tra le nuove forme di lavoro atipico e interinale, il lavoro cognitivo e comunicativo, le comunita' urbane e il "movimento dei movimenti".

Siamo in piazza per

  • Il ritiro delle 4 deleghe sull' art. 18 e difesa dell'art. 18
  • Estensione dell'art. 18 a tutte le categorie di lavoratrici e lavoratori
  • Ripotenziamento di scuola, sanità, trasporti e di tutti i servizi pubblici
  • Ritiro del disegno di legge Bossi/Fini e della controriforma Moratti
  • L'abrogazione del "pacchetto Treu" che ha diffuso il lavoro interinale, precario, ultraflessibile e nero
  • La difesa del diritto di sciopero e dei diritti sindacali per tutti
  • Il reddito sociale e DI CITTADINANZA per tutti coloro che ne sono privi attraverso l' attuazione di un WELFARE MUNICIPALE.
  • Il fermo alla guerra e le politiche di colonizzazione imperiale del neoliberismo
  • portando le bandiere del "Quarto Stato", simbolo delle lotte
    sindacali, di emancipazione, di liberazione



NO AL NEOLIBERISMO, NO ALLA GUERRA, SI AL CONFLITTO SOCIALE
DIRITTI DI CITTADINANZA PER TUTTI





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BOLOGNA-ITALIA, 16 APRILE 2002
IL BOLOGNA SOCIAL FORUM SCIOPERA
CON I LAVORATORI MIGRANTI
CONTRO IL GOVERNO BERLUSCONI-BOSSI-FINI
PER IL DIRITTO AL FUTURO




La parola d’ordine dello sciopero generale, maturata nelle numerose assemblee dei migranti, si pone come volontà di incidere sugli assetti produttivi. Le catene di montaggio che continuano a correre dentro e fuori le mura delle fabbriche scomponendo e frammentando le varie figure lavorative impongono allo sciopero generale una dimensione sociale. La proposta di sciopero generale è la presa di parola più piena, la fame di espressione di soggettività che le manifestazioni locali e nazionali, come l’ultima che ha coinvolto 3 milioni di persone lo scorso 23 marzo a Roma, non sembrano aver soddisfatto. Quindi il 16 aprile milioni di donne e uomini sciopereranno contro il governo Berlusconi-Bossi-Fini e contro le sue politiche tese a smantellare il sistema di diritti sociali conquistato da decenni di lotte operaie. Il libro bianco di Maroni, la proliferazione delle forme di lavoro precario, interinale, intermittente, l’attacco all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori, alle pensioni, alla sanità, alla scuola pubblica, rappresentano forme di svuotamento dei diritti di cittadinanza che si riflettono immediatamente nella figura del "contratto di soggiorno per lavoro" con il quale il ddl Bossi-Fini intende regolare l’accesso dei migranti sul territorio nazionale.

La realtà migrante rappresenta oggi il modello di un processo di trasformazione del lavoro e di ridefinizione della cittadinanza: per il migrante, come per lavoratori, donne, studenti italiani, le politiche neoliberiste di flessibilità e piena occupabilità disegnano un futuro di perenne clandestinità ed invisibilità sociale. Clandestinizzare il lavoro, dividerlo, privarlo di diritti, questo l’unico obiettivo delle politiche neoliberiste del governo Berlusconi. Siamo tutti potenziali clandestini, poiché tutti rischiamo di divenire invisibili per titolarità di diritti, possibilità di avere spazi, case, un futuro dignitoso.

Testimonianza di questo stato di deprivazione dei diritti sono i migranti di Via Guelfa e degli altri centri di prima accoglienza di Bologna, costretti ad una condizione di vita disastrosa nonostante le promesse da anni avanzate dal Comune di fantomatiche politiche abitative di seconda accoglienza. Una condizione aggravata dalle discriminazioni razziali delle agenzie immobiliari, dagli affitti inaccessibili (per chiunque), dalla difficoltà di accedere all’edilizia popolare e alla sanità pubblica. Ne danno testimonianza, ancora, gli abitanti di Via Stalingrado, obbligati a vivere in spazi la cui abitabilità è stata negata ai precedenti occupanti italiani a causa dei gas tossici della vicina manifattura tabacchi, per colpa dei quali oggi la maggior parte dei bambini soffre d’asma, mentre i medici pubblici rifiutano di fornire l’assistenza domiciliare. Infine, anche le pratiche volte a impedire il ricongiungimento familiare (il Comune di Bologna, ad esempio, ha ristretto a questo scopo gli appartamenti di Via Stalingrado), così come la proliferazione dei centri di detenzione per clandestini (CPT) esprimono chiaramente una concezione dei migranti come corpi e braccia da adattare ad esigenze economiche congiunturali.

Contro tutto questo, per rivendicare il diritto alla stabilità e al futuro, per una sanatoria generale e per il pieno riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai lavoratori migranti, per nuove politiche urbanistiche e abitative, per la modifica delle regole delle graduatorie d’accesso alle case popolari, per la garanzia del diritto al futuro per i figli dei lavoratori migranti che la legge Bossi-Fini vuole espellere al compimento della maggiore età, perché possano portare a termine i loro studi, per spazi di socializzazione che pongano fine all’invisibilità politica dei migranti, il Bologna Social Forum sostiene la loro lotta. I numerosi tavoli dei migranti e le iniziative politiche da loro avanzate in questi mesi impongono di continuare a sostenere le lotte dei migranti anche in occasione dello sciopero generale del 16 aprile, proseguendo e rafforzando quel comune percorso di lotta politica iniziato a Genova.

Bologna Social Forum




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Comunicato stampa
16 Aprile 2002 Sciopero generale
"I diritti dei lavoratori per un’economia di giustizia"

La Rete Lilliput aderisce con convinzione allo sciopero generale convocato per il 16 Aprile 2002.

Prima del 1970, in Italia, i lavoratori dipendenti potevano essere legalmente licenziati senza motivo. Lo Statuto dei Lavoratori ha semplicemente introdotto le norme di attuazione di principi costituzionali, assicurando — anche all'interno delle fabbriche — il rispetto dei diritti democratici presenti nella carta costituzionale (art. 41): libertà d'opinione, tutela da intromissioni illecite nella vita privata, diritto di difesa in sede disciplinare, valorizzazione della professionalità come componente fondamentale dell'identità personale, diritto di assemblea e altro ancora.
L'articolo 18 è, dunque, diretto a sostituire ai rapporti di forza l'applicazione di regole d’ispirazione costituzionale ed è pienamente conforme ai principi recentemente affermati a Nizza nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea.
Noi crediamo che la via da seguire sia quella di globalizzare i diritti, non di ridurli o eliminarli. 
Sostenendo uno sciopero convocato per difendere i diritti dei lavoratori non possiamo dimenticare che proprio il 16 Aprile del 1995 venne ucciso in Pakistan Iqbal Masih un ragazzino che si batteva contro la mafia dei tappeti per difendere il diritto dei bambini a non lavorare.
E’ anche a lui che vogliamo dedicare questo sciopero.
Un’economia globale senza regole costringe lavoratori, comunità e Stati a mettersi in competizione tra loro per attrarre gli investimenti, in modo tale che ciascuno si sforzi di portare il costo del lavoro e le spese sociali e ambientali al di sotto di quelle altrui.
Si tratta di una corsa globale verso il fondo, distruttiva per il ben-essere di qualsiasi società.
I datori di lavoro brandiscono la minaccia della concorrenza estera, sia per diminuire le retribuzioni, le imposte e le misure di tutela ambientale e di sicurezza, sia per sostituire posti di lavoro ad alta qualificazione e a tempo indeterminato con posti a tempo determinato e precari.
Se in ogni questione vitale per il nostro futuro e in ogni situazione di crisi, i governi non fanno altro che richiamarsi all’onnipotente naturalità del libero scambio, che in un’economia globale obbliga ad accrescere la competitività a tutti i costi, allora la politica diventa uno spettacolo dell’impotenza e lo Stato perde la sua legittimità democratica.
La rete Lilliput ribadisce che la costruzione di "un altro mondo possibile", obbliga a considerare l'interdipendenza tra la tutela dei diritti dei lavoratori e la promozione di uno sviluppo e di un consumo equo e sostenibile.
Da sempre, la Rete Lilliput, promuove le proprie Campagne di pressione e/o di boicottaggio nei confronti delle aziende multinazionali, con l’obiettivo di migliorare le garanzie per i lavoratori nel Sud del mondo ma rivolgendosi, contestualmente, ai cittadini del Nord del mondo, affinché non sostengano, con i loro consumi, le aziende che non garantiscono i diritti dei lavoratori.
Così come con la rivoluzione industriale lo sciopero è divenuto uno strumento di lotta nei confronti di imprese e/o governi, oggi in epoca di globalizzazione e di consumismo noi riteniamo che si debba aggiungere lo "sciopero del consumo", al fine di fare pressione sul sistema economico.
Per questo motivo ci uniamo alla protesta dei sindacati lanciando anche uno

SCIOPERO GENERALE DEL CONSUMO per il giorno 16 Aprile


Per tale giorno noi non acquisteremo e non consumeremo alcun prodotto, terremo spente le nostre TV, non useremo i nostri veicoli, non faremo shopping, non faremo la spesa e invitiamo tutti a unirsi a noi



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COMUNICATO STAMPA
Nella giornata di sciopero generale per la difesa dell'articolo 18, abbiamo scelto di generalizzare lo sciopero e le forme di lotta.
Abbiamo "picchettato" quelli che ci sembrano fra i più odiosi simboli della globalizzazione neoliberista, la stessa che riduce e cancella i diritti: i MacDonalds. Durante il corteo degli studenti abbiamo distribuito vino biologico, nonostante l'orario, di fronte al fast food di via Rizzoli, con lo striscione "SCIOPERO GENERALIZZATO.OGGI NON MANGIAMO MERDA".
Con lo stesso striscione, durante il corteo sindacale che ha attraversato via Indipendenza abbiamo "picchettato" i due fast food che si trovavano sul percorso, costringedoli a chiudere e raccogliendo i consensi dei lavoratori che manifestavano.

CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI DELLE
MULTINAZIONALI
CONTRO IL CONSUMO DI CIBO NOCIVO
PER SOSTENERE UN'ESTENSIONE DELL'ARTICOLO 18 A TUTTI
PER IL DIRITTO AD UN'ALIMENTAZIONE SANA PER TUTTI

I temi e i contenuti del movimento di Porto Alegre e le rivendicazioni dei lavoratori che lottano per i loro diritti possono contaminarsi e rendere incisiva l'opposizione sociale alla globalizzazione economica.

Invitiamo tutti gli student* i lavorator* i precar* a scendere in piazza domani 17 aprile nella giornata Mondiale di lotta contadina.
Appuntamento per la manifestazione:
alle ore 16
in piazza Verdi
a Bologna

Info: kontroverso@yahoo.it




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Il 16 aprile scendiamo per le strade per chiedere il REDDITO UNIVERSALE
INCONDIZIONATO di CITTADINANZA


Pietro ha lavorato per anni in una fabbrica bellica: anni di scioperi contro la produzione militare, contro l'installazione dei missili di Comiso, contro l'export di armi nei paesi in guerra e autoritari, di denunce pubbliche, di collette di solidarietà con i popoli o movimenti vittime del fuoco delle armi italiane....Ha conosciuto "il reparto confine" e infine è stato buttato fuori.
Oggi per le commesse militari sono superfinanziate: è iniziato il millennio chiamato "giustizia infinita", o "libertà libertura". Ma questa giustizia è un teatro di guerra. Non useremo le armi. Non lasceremo che la disperazione sia come lo scoppio di un'arma, nè il silenzio dopo la distruzione. Non abbiamo confini da difendere, vogliamo trasformare la guerra, le armi, in
una esplosione di felicità.
Filippo ha 36 anni, alcune settimane lavora ed altre gira come una trottola per cercarlo, una casa non gliela affitta nessuno, figuriamoci stipulare un mutuo, così è ancora da mamma e papà!
Laura, costruisce siti Web, la pagano a ritenuta d&Mac226;acconto, il suo è un lavoro autonomo, non ha orario, deve essere sempre disponibile se vuole stare nel mercato, ma la sua vita, il suo tempo, sono divenuti impalpabili, virtuali.
Mohamed ha 25 anni, è immigrato, dorme qua e là, ogni tanto guadagna qualcosa in cantiere, i soldi sono pochi ed a volte nemmeno lo pagano, e lui può solo stare zitto&Mac183; per la legge non esiste: è clandestino.
Giovanna lavora in una cooperativa sociale, sperava di potersi guadagnare da vivere aiutando gli altri, ora si trova a gestire un servizio che si arricchisce sulle persone e a percepire una retribuzione bassissima.
Francesca ha 20 anni e fa l'università. E' brava e le piace. Con la nuova riforma non si accontenterà di una laurea breve: quella lunga sono 5 anni.Per qualificarsi bene poi ci sono i Master, per entrare nel mercato del lavoro gli stage a guadagno zero.
Ma quando finisce? I suoi non ce la possono fare a mantenerla!
Massimo si è messo in proprio, sperava di gestire la sua attività, ma ben presto si è accorto di non decidere nulla; il suo lavoro si è ridotto ad un'eterna rincorsa per accaparrarsi commesse.
Cosa direste ai vari Pietro, Filippo, Laura, Mohamed, Giovanna, Francesca, Massimo, che domani andrà meglio, oppure che hanno comunque diritto ad un reddito?
Nessuno di loro, come tanti altri, è tutelato dall&Mac226;art.18.
Come mai sono in piazza?
L'abrogazione dell'art.18 vuole ridurre al silenzio, controllare, ricattare i lavoratori dipendenti.
Per tutti il ricatto sul reddito viene usato per far accettare qualsiasi condizione e limitazione.
Forse dobbiamo cominciare a dire che il diritto al lavoro oggi non basta
più, che vincolando il reddito al lavoro nessuno è più padrone del suo tempo, della sua vita.
E in questo mondo di vita messa al lavoro, di produzione che attraversa l'esistenza dobbiamo dire che un essere umano viene prima del profitto, non importa dove vive, qual è la sua nazionalità, la sua fede religiosa, la sua cultura. Tutti abbiamo diritto ad una vita decente.
Liberiamo l'attività umana dallo sfruttamento, dalla schiavitù del lavoro, lottiamo per un Reddito Universale Incondizionato di Cittadinanza!

Troviamoci alle ore 9.00 in piazza Maggiore insieme ai sindacati di base




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16 aprile 2002: SCIOPERO GENERALE E GENERALIZZATO.

INSIEME CONTRO BERLUSCONI, CONTRO LA GUERRA, CONTRO IL NEOLIBERISMO

Il comitato locale ATTAC BOLOGNA aderisce alle iniziative della giornata: saremo presenti con una delegazione nel corteo unitario promosso dal social forum bolognese, saremo presenti in piazza VIII agosto, dove proseguiremo la nostra iniziativa di raccota firme per la proposta di legge di iniziativa popolare per l'introduzione della Tobin Tax.

Riteniamo che la mobilitazione sindacale del 16 aprile debba essere un momento di lotta quanto più esteso possibile, perché oggi sono in gioco diritti fondamentali, a partire dalla dignità dei lavoratori, che costituiscono un'indispensabile premessa per qualsiasi democrazia. Per noi sarà anche un'occasione di dialogo con altri soggetti, a partire dai nostri contenuti, la lotta al neoliberismo e alla guerra globale che esso alimenta.

Comitato locale ATTAC BOLOGNA





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"ALBERI NON ANTENNE" comitati e cittadini contro l'elettrosmog
e per la democrazia partecipata

CONTRO L'ELETTROSMOG IN PIAZZA
PER LO SCIOPERO GENERALE DEL 16 APRILE

COMUNICATO STAMPA

SMOG RESO PIU' PERICOLOSO DALLA PRESENZA DI CAVI ELETTRICI
STOP ALLE CENTRALI ELETTRICHE CHE PRELEVANO DALLE FALDE L'ACQUA CHE MANCA
IN ASSEMBLEA IL 13-04 IN VIA FIORAVANTI CITTADINI, ESPERTI ED AMMINISTRATORI DISCUTONO E PROPONGONO . SI PUO' FARE NEL RISPETTO DELLA SALUTE E DELL'AMBIENTE

"Alberi non antenne" dall'ambiente in piazza per lo sciopero generale del 16-04-02. Impariamo a trattare argomenti in modo generale e combinato per potere entrare nel mercato globale dalla parte dei no-global.
Scuola pubblica, lavoro precario, gestione delle risorse essenziali come l'acqua, fonti energetiche alternative, ambiente e inquinamento, guerra ed armi, immigrazione, diritto e giustizia, diritto all'esistenza dei cittadini e dei popoli, comunicazione a fianco della rivendicazione sindacale per l'art. 18.

"Rete" funziona il passa voce dell'informazione, rappresentanti dei comitati contro l'elettrosmog che da anni seguono questo difficile problema, il 13 aprile in Via Fioravanti insieme ad alcuni gruppi neo costituiti per Via Lamponi - Via Malvolta, per Villanova di Castenaso e per la centrale della Beverara troppo vicina alle scuole. Inquadrato il fenomeno "antenne e centrali elettriche contro la volontà dei cittadini", si puntano in modo fermo gli obiettivi. Agguerritissss..sssimi, pronti alla resistenza passiva, a fare valere il diritto faticosamente conquistato di presentare osservazioni tramite diffide legali, insieme e decisi contro un "sistema che non vuole tenere conto della salute della gente". Nonostante il ripetuto invito ai Sindaci di ottemperare a quanto previsto dalla recente Legge Quadro, presentato dall'Assessore Forte Clò della Provincia di Bologna, troppo pochi sono i regolamenti adottati dai Comuni. Come mai ??!! Gli strumenti urbanistici esistono, sono stati chiaramente individuati con un lungo lavoro collaborativo tra Provincia ed alcuni consiglieri regionali, ma i Sindaci aspettano. Non vogliamo che l'amministrazione del Comune di Bologna continui a mettere nel cassetto/archivio le firme di protesta che continuano ad essere raccolte ed inviateci in copia. Ormai migliaia, senza risposta. Dove finiranno le certificazioni mediche attaccate dai comitati antismog sabato mattina in Piazza Maggiore ??!! Quelle corredate alle petizioni popolari contro l'elettrosmog sono diventate fumo, svanite nel nulla invisibili e introvabili. "Zoccolo duro contro i gestori" ribatte Orazio Sturniolo dei comitati del Navile "Questa volta i comitati . insieme puntano verso l'obiettivo". La protesta non più come fatto personale, si va dalle assemblee ai documenti allargati da presentare alle amministrazioni, da rendere pubblici alla gente attraverso le miriadi di canali distributivi creati per l'informazione. Con le liste di dialogo si moltipli!
cano i comunicati, si entra immediatamente in contatto con il mondo, un "mondo altro" che inizia a capire il problema e che ne ascolta i contenuti prima di riordinare le fila per la manifestazione contro le armi di Brescia.
Dal brogliaccio costruito insieme ai cittadini ed agli esperti nell'incontro di sabato mattina, "partiamo dal principio di precauzione per andare avanti".
Il governo ha varato il decreto sblocca centrali e vuole imporre arrogantemente le regole da solo . "centralizzano il potere economico decisionale . e lasciano il federalismo al servizio pubblico solo per gli aspetti sociali e di assistenza".
Elettrosmog, smog, acqua, rifiuti . in assemblea si incontrano i comitati su tematiche affiancate. "Così impariamo a ragionare rispettando anche gli altri". Giriamo pagina e scopriamo che dietro una centrale esistono tutti questi aspetti di cui le alternative proponibili debbono tenere conto. Oltre l'elettrosmog prodotto dall'energia elettrica dispersa, effetto chiaramente immediato, c'è lo spreco dell'acqua, attualmente risorsa che scarseggia, che avviene con prelevamenti in falda non controllati e non controllabili i cui costi ricadranno sulle bollette dei cittadini. Ancora dietro tutta la politica dell'acqua attualmente condotta e contestata dai comitati sorti come funghi in diversi comuni della provincia. Non siamo soli !!! Interessante la proposta di ricavare energia dai rifiuti .. ma attenzione risolviamo prima il problema degli inceneritori .. in collegamento con gli organizzatori locali e di Carpi del referendum sul tema . Infine impariamo che i cavi elettrici p!
eggiorano lo smog nella zona in cui si trovano. Si legge nello Studio del Parlamento europeo sui danni alla salute dovuti all'elettrosmog (Nota Stoa 05/2001): "Di recente si è sviluppato un certo allarmismo sul ruolo che gli ioni ovvero le particelle cariche possono avere nell'aumentare il rischio di tumori nelle persone che vivono nei pressi di cavi dell'alta tensione. Questo tipo di linee elettriche produce infatti particelle cariche, che si fissano sul particolato e gli agenti inquinanti presenti nell'aria che, a loro volta, si fissano sulle persone. L'agente inquinante si deposita poi sulla pelle o viene inalato, nel qual caso si fissa nei polmoni in virtù della sua carica. I cavi dell'alta tensione non sono quindi pericolosi di per sé, ma perché la loro presenza attira e concentra gli agenti inquinanti emessi dagli scarichi delle macchine". Ce n'è a sufficienza per iniziare a pensare

Bologna, 14-04-02
Alberi non antenne
Donati Angela -
alberi.non.antenne@katamail.com - angela.mamma@libero.it





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12/4/2002

Comunicato stampa: sciopero generale

Rifondazione Comunista parteciperà convinta ed in massa alla sciopero generale e generalizzato del 16 aprile.

Le delegazioni del PRC provenienti da tutta la regione saranno presenti a tutti i cortei che partiranno dai vari concentramenti, in particolare la Federazione di Bologna sarà anche presente in modo consistente al concentramento di Piazza Maggiore da dove partirà il corteo del Bologna
Social Forum.

Dopo la grandissima manifestazione di Roma, lo sciopero generale rappresenta un'altra tappa determinante affinché sia battuta l'intenzione del governo di eliminare l'articolo 18 e, per questa via, aprire la strada ad una flessibilità generalizzata: obiettivo de libro bianco del Ministro Maroni. Per continuare le iniziative contro il governo Prc ha già proposto, e ripropone, alle forze politiche del centro sinistra l'ostruzionismo in Parlamento contro la legge delega.

Così come proponiamo alle forze politiche, sindacali e sociali, la raccolta di firme per un referendum che estenda a tutti i lavoratori i benefici dell'art.18 dello statuto dei lavoratori.

Siamo ad un passaggio decisivo per quanto riguarda i diritti dei lavoratori, e più in generale, la tenuta democratica del paese.
Se non viene fermata la politica oltranzista della Confindustria e del governo Berlusconi il paese si avviterà, ancora di più di quanto accaduto in questi anni, in una spirale fatta di disastro sociale e democratico.

La presidenza del PRC di Bologna




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11/04/2002

Oggi si è svolta la conferenza stampa, presenti Massimo Betti di RdB/CUB, Ermanno Lorenzoni dello Slai COBAS e Alvin Palmi degli studenti "Nati dalla resistenza", Rossana De Simone già delegata FLMU Aermarchi, per spiegare le motivazioni e le modalità dello sciopero generale del sindacalismo di base del 16 aprile.

Anche a Bologna, si terrà una manifestazione che partirà da P.zza. Maggiore, (concentramento ore 9) sfilerà davanti alla Confindustria per poi concludersi in P.zza. Verdi dove si terrà un comizio aperto a tutte le forze partecipanti alla manifestazione. A questa manifestazione, oltre alla partecipazione dei lavoratori mobilitati dal sindacalismo di base, hanno dato la loro adesione anche il Bologna Social Forum, gli studenti e gli immigrati. Il corteo sarà aperto da uno striscione unitario, senza sigle, con le parole d'ordine che accomunano tutti i partecipanti: NO AL LIBERISMO, NO ALLA GUERRA, PER IL CONFLITTO SOCIALE.

Lo sciopero e la manifestazione sono contro le politiche antisociali del Governo, la concertazione, e la guerra. Infatti, nonostante le straordinarie mobilitazioni, il Governo Berlusconi continua nella sua politica di attacco ai diritti dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati. Mentre CGIL, CISL e UIL continuano pervicacemente a orientare le loro manifestazioni ed i loro scioperi alla ripresa della concertazione, il sindacalismo di base rappresenta con le sue proposte l'effettivo contrasto alle politiche antisociali di governo e confindustria, alla concertazione, alle guerre, ai massacri. In questo senso la presenza garantita dalla rappresentanza palestinese della nostra città, sottolinea un importante elemento di solidarietà attiva al popolo palestinese che sta subendo l'aggressione da parte dell'esercito occupante israeliano.

Il sindacalismo di base pone con forza obiettivi e parole d'ordine che sono drasticamente alternativi alle politiche antisociali del Governo:

  • Il ritiro delle 4 deleghe sulla cancellazione dell'art. 18 e il libro bianco di Maroni, sulla controriforma della scuola della Moratti, sullo smantellamento delle pensioni e lo scippo delle liquidazioni, sulla controriforma fiscale.
  • L'abrogazione delle norme (pacchetto Treu) che hanno diffuso il lavoro interinale, ultraflessibile e precario.
  • L'estensione dell'art. 18 a tutte le lavoratrici/lavoratori, compresi i soci dipendenti delle cooperative, a cui è stato escluso l'applicazione dell'art.18 attraverso una legge, ultimo atto del precedente governo di centrosinistra
  • Salari e stipendi europei e riduzione generalizzata dell'orario di lavoro
  • La difesa e il potenziamento di scuola, sanità trasporti e di tutti i servizi pubblici
  • Il ritiro del disegno di legge Bossi/Fini
  • Il reddito sociale per tutti coloro che ne sono privi
  • La difesa del diritto di sciopero e di tutti i diritti sindacali
  • Fermare la guerra e le politiche belliciste

Inoltre, in concomitanza con l'assemblea di Confindustria di venerdì 12 aprile, i sindacati di base organizzano un presidio a Parma per protestare contro le proposte del padronato.

CONFEDERAZIONE COBAS - CUB - SLAI COBAS


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