Bologna - tel. 051203198
info@bologna.social-forum.org
www.bologna.social-forum.org
Logo Contropiani
BOLOGNA SOCIAL FORUM INFORMAZIONE RETE DOCUMENTAZIONE CALENDARIO E APPUNTAMENTI HOME
Bologna Social Forum
  • Comunicazioni
In evidenza:

Liste del BSF

Sottoscrivi
Cancella



 
Cerca nel sito o nel web
Mappa del sito
Sito
Web

powered by FreeFind








15 Febbraio 2002
A Roma contro il governo Berlusconi e la Moratti

 



Agli studenti medi e universitari, agli insegnanti e ai lavoratori della scuola, ai lavoratori in generale, al Bologna Social Forum e al movimento dei movimenti, agli organi di informazione:

Abbiamo appena appreso dal telegiornale che i sindacati confederali hanno revocato lo sciopero del pubblico impiego previsto dal 15 Febbraio.

Innanzitutto un giudizio di merito sull'accordo:

  • I 100 Euro di aumento lordo per i lavoratori del pubblico impiego non sono nemmeno sufficenti a recuperare i miliardi risparmiati dal governo con i tagli agli organici previsti dalla finanziaria (solo nella scuola si parla di oltre 50.000 posti di lavoro in meno nell'arco di 5 anni).
  • I 100 Euro di aumento sono solo un valore medio, ed è riproposto il principio del salario differenziato per gli insegnanti, che noi contestiamo alla base.
  • L'accordo riguarda solo l'aspetto puramente economico, mentre parlando di pubblico impiego non si può trascurarare la questione della scuola (il settore principale del pubblico impiego) e quindi della riforma Moratti e della delega al governo in materia d'istruzione. Una volta raggiunto l'accordo economico, invece, i confederali si sono immediatamente scordati tutti i dubbi che avevano espresso riguardo alla riforma della scuola.

Noi crediamo che tutte le ragioni che ci avevano spinto ad aderire allo sciopero del 15 Febbraio (dall' opposizione alla riforma Moratti alla vertenza generale contro il governo Berlusconi) siano ancora assolutamente valide.
La giornata del 15 Febbraio viene oggettivamente depotenziata dall'annullamento dello sciopero di Cgil Cisl e Uil, ma resta una giornata di sciopero generale del sincalismo di base e di lotta sociale a tutto campo contro il governo Berlusconi. In più, per gli studenti e i lavoratori della scuola, sarà il primo momento di opposizione alla nuova riforma della Moratti, una riforma che reintroduce la separazione classista tra istruzione e avviamento professionale, che trasforma le scuole in aziende e l'istruzione in una merce da comprare invece che un servizio da garantire.

Per questo noi saremo lo stesso a Roma il 15 Febbraio e invitiamo lo stesso gli studenti, gli insegnanti, i lavoratori della scuola e non solo, i militanti dei Social Forum e chiunque voglia difendere la scuola pubblica e i diritti dei lavoratori a esserci, per costruire dal basso una grande giornata di mobilitazione sociale contro la Moratti, Maroni e Berlusconi.

Treni: dopo la partenza da Milano ferma:

  • Piacenza: ore 23
  • Parma: ore 23.30
  • Reggio E: ore 23 50
  • Modena: ore 0.15
  • Bologna: ore 0.45

Ovviamente ci si deve trovare un congruo tempo prima alla stazione.
Presso:
5 euro per gli studenti, 8 o 10 per i lavoratori.

Per chi non va a Roma:

  • Corteo locale sugli stessi contenuti, appuntamento alle 9 (puntuali perchè si parte presto!) in Piazza Maggiore e corteo fino al provveditorato.
    Invitiamo non solo gli studenti, anche gli insegnanti, il Social Forum e tutti i lavoratori in sciopero.
  • ore 12 Manifestazione di Fronte al CPT di Via Mattei


Alvin Palmi (Studenti Nati dalla Resistenza)







ACCORDO SUL PUBBLICO IMPIEGO:
un tozzo di pane per i lavoratori...
un piatto ricco per Cgil - Cisl - Uil
UN IMMISERIMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA PER TUTTI
(COBAS Scuola)


I sindacati confederali hanno disdetto lo sciopero del 15 Febbraio perché il governo si è impegnato a stanziare, in futuro, le risorse affinché gli stipendi del pubblico impiego possano aumentare di 195 mila lire lorde al mese (110 mila lire nette). Si profila nel contempo il rinvio del contratto, visto che nessuna piattaforma è stata ancora presentata.

Un tozzo di pane per i lavoratori

I dati ufficiali parlano chiaro: il mancato adeguamento automatico degli stipendi all'inflazione reale hanno portato ad un taglio dell'ordine del 15/20% agli stipendi dal 1990 al 2000.
Quindi non si tratta di recuperare solo il differenziale tra Inflazione programmata ed inflazione reale dell'ultimo anno, ma di un riallineamento che preveda il recupero di tutti i tagli causati dalll'abolizione della scala mobile nel 1992 ed il recupero del drenaggio fiscale: 500.000 lire nette mensili.
Le 195.000 lire lorde, in realtà 110.000 lire nette, saranno date soprattutto come salario premiale: lavoro aggiuntivo, supplenze, spezzoni di cattedra, flessibilità. Ancora una volta una spinta al cannibalismo, già previsto dalla legge finanziaria: pagare gli insegnanti in servizio con i soldi risparmiati sui precari "licenziati". Inoltre i soldi dell'aggiuntivo sono aleatori: né pensionabili, né nella liquidazione. Solo un alibi utilizzato dai sindacati concertativi per abbandonare la lotta contro la distruttiva riforma Moratti.

Un piatto ricco per Cgil - Cisl - Uil

Ma la valutazione che ha fatto firmare Cgil-Cisl-Uil, di corsa e nottetempo, riguarda altri aspetti dell'accordo. Degli 11 punti che costituiscono il documento solo poche righe del punto 11 riguardano le risorse aggiuntive per i contratti del P.I.. Tutto il resto è rivolto a recuperare la lettera e lo spirito della concertazione del luglio '93 e a reclamare per il sindacato spazi e ruolo anche nella attuazione e gestione delle parti più tremende della Finanziaria come l'articolo 29 che prevede la dismissione delle attività svolte dalle Amministrazioni Pubbliche che saranno la causa della cancellazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel P.I.. Anche per la scuola "in riferimento al processo di riforme in atto" si chiede un "tavolo permanente di confronto" sugli "organici sia del personale docente che ATA", con tutta evidenza la riforma Moratti è già stata approvata e digerita! La riforma dei cicli della Moratti, attraverso la regionalizzazione di più della metà dell'intero servizio scolastico (tutti gli Istituti Professionali e 27 degli indirizzi degli Istituti Tecnici) porterà nel porta- foglio dei sindacati buona parte di questo immenso impero scolastico, visto che la formazione professionale, cosiddetta Regionale, viene poi devoluta (edifici, risorse, personale, studenti) agli enti di promanazione sindacale (oltre che confessionale).
I sindacati valutano positivamente le risorse destinate al salario aggiuntivo ("Le risorse aggiuntive dovranno in ogni caso essere prevalentemente destinate alla incentivazione della produttività dei dipendenti", punto 11 dell'Accordo) perché consentono alla trattativa e al potere sindacale di estendersi fino alla periferia dell'ultima scuola, togliendo ai lavoratori ogni certezza del diritto salariale e attenuando la forza dei contratti nazionali.

Immiserimento della scuola pubblica

Con la disdetta dello sciopero del 15 febbraio i sindacati firmatari dell'accordo danno prova di aver ingoiato e metabolizzato nella sostanza tutti i provvedimenti che incombono sulla scuola: attuazione della finanziaria 2002, riforma Moratti, riforma degli Organi Collegiali. Sta per essere varato il Decreto sugli organici, il ministero ha annunciato che con esso verranno cancellati 8.500 posti di insegnanti, cancellazione che sarà possibile dal taglio delle classi a tempo pieno (scuola elementare) e tempo prolungato (scuola media), l'aumento del numero degli alunni per classe, la saturazione a 18 ore delle cattedre, l'affidamento degli spezzoni di cattedra e le supplenze agli insegnanti già in servizio. Grazie a questo decreto la soppressione dei posti nel prossimo triennio raggiungerà il numero di 56.000.

La delega ottenuta dalla Moratti prevede:

  • La regionalizzazione e quindi la privatizzazione di oltre la metà dell'intero sistema scolastico (tutta l'Istruzione Professionale e la maggior parte dell'Istruzione Tecnica)
  • La riduzione a 25 ore settimanali l'orario scolastico per tutti gli ordini di scuola, con la conseguente soppressione di alcune discipline e taglio di orario ad altre. Esito di questa operazione sarà la banalizzazione della scuola, la spinta al nozionismo, la rinuncia al ruolo educativo, la selezione precoce e feroce tra giovani assistiti dalla famiglia e dal censo e quelli che sulla famiglia e censo non possono contare. La cancellazione definitiva del Tempo Pieno alle elementari e Prolungato alle medie. Distruggendo così non solo un servizio indispensabile alle famiglie, ma anche un modello scolastico e pedagogico in grado di accogliere le diversità, promuovere l'uguaglianza, eliminare la selezione, assicurare i tempi distesi dell'apprendimento e il protagonismo dei bambini. Riduzione dell'orario e cancellazione del tempo pieno porteranno all' eliminazione di 136.000 posti nella scuola pubblica. (stima "Italia Oggi") Sconvolgimento e degrado della scuola dell'infanzia e della scuola elementare per l'anticipo della frequenza. I mesi della prima infanzia equivalgono ad anni per la quantità e qualità degli apprendimenti e il raggiungimento dei livelli di autonomia personale necessaria per frequentare i due ordini di scuola. I bambini accolti nei nidi vengono curati con un rapporto di 8/10 bambini per ogni adulto, nella scuola dell'infanzia le maestre hanno fino a 28 alunni.
    Una canalizzazione inaccettabile tra i giovani che a 13 anni "potranno scegliere" la prosecuzione degli studi e quelli che invece "dovranno scegliere" la formazione professionale. Una selezione terribile, a 13 anni, fra coloro che nel loro orizzonte di vita hanno l'università e la laurea e quelli destinati alle schiere dei paria e dei drop-out. Scomparsa della democrazia
  • La riforma degli Organi Collegiali presentata da Forza Italia, che andrà in aula alla Camera il 18 febbraio, prevede la scomparsa del Consiglio di Istituto, sostituito da un consiglio di amministrazione con al massimo 11 membri, di cui solo 6 elettivi, la cancellazione del Consiglio di classe, la cancellazione di ogni sovranità del Collegio dei docenti in materia di scelte educative ed organizzazione didattica, il collegio, frantumato in dipartimenti, sarà soltanto un organo di indirizzo. La sottrazione ai docenti della valutazione collegiale degli alunni devoluta ad un nucleo di valutazione. La scomparsa degli ATA da ogni organo collegiale





BOCCIAMO IL GOVERNO, LA MINISTRA E I SINDACATI DELLA CONCERTAZIONE
500.000 LIRE UGUALI PER TUTTI, VERSO IL SALARIO EUROPEO

RIPRISTINO LEGISLATIVO DELLA CONTINGENZA

RIPRISTINO DEGLI SCATTI BIENNALI DI ANZIANITA'

L'AGGRESSIONE E IL DEGRADO
DELLA SCUOLA PUBBLICA VANNO FERMATI!
VENERDI' 15 FEBBRAIO 2002
SCIOPERO GENERALE
MANIFESTAZIONE A ROMA Piazza della Repubblica - ore 10.00



BOLOGNA SOCIAL FORUM INFORMAZIONE RETE DOCUMENTAZIONE CALENDARIO E APPUNTAMENTI HOME